Month: aprile 2012

La cucina del buon gusto. Anche tra le mura di un carcere

Una cucina come tante. Cuochi che preparano pietanze in grandi quantità. Se non ci fossero le sbarre alle finestre e il pesante portone che si apre solo grazie a grandi chiavi non si capirebbe di essere in un carcere. Seppure un carcere modello come quello di Bollate, alle porte di Milano. In questa grande cucina si preparano pasti per 350 detenuti ma anche per il catering esterno, gestito dalla cooperativa ABC per la quale lavorano nove detenuti. Che spesso escono, grazie all’articolo 21 della legge Gozzini. Per servire, vestiti di tutto punto, il cibo che loro stessi preparano a catering aziendali o sociali.

E’ in una realtà che è stato presentato il libro della Feltrinelli “La cucina del buon gusto”. Auditorium pieno anche se, come ha ironizzato una delle autrici, impossibilitato ad andarsene. Ma, persino in questi casi, la presenza e’ dettata dal libero arbitrio.

Oltre alla presentazione del libro, Simonetta Agnello Hornby e Maria Rosario Lazzati, scrittrici emigrate in Inghilterra, sono venute al carcere milanese per insegnare alcune ricette del delizioso volume nel quale si spiega quanto sia importante il cibo nella nostra vita

Il cibo cucinato in primis. Sottolineano infatti le due autrici: “Paradossalmente, proprio quando non è più indispensabile saper cucinare per mangiare bene – sia in casa, sia fuori – veniamo incoraggiati a preparare manicaretti da una moltitudine di programmi televisivi, rubriche radiofoniche, articoli e libri rispettivamente condotti e scritti da cuochi ormai diventati celebrity milionarie, a cui tutto è permesso”.

Aggiungono Agnello Hornby e Lazzati un altro paradosso dei nostri tempi: “Ironicamente, nei ristoranti di lusso che vorrebbero essere raffinati si servono porzioni minuscole su piatti enormi. La nostra epoca è caratterizzata da eccessi, dal troppo al troppo poco”.

Un libro ben scritto (al di là delle ricette che ragionevolmente – ammetto – mai farò), pentole, soffritto, cibo fresco e tanta voglia di far bene. Alla fine le porte del carcere si richiudono dietro di noi.  Ma quella fragranza di libertà ci segue fin oltre le mura di Bollate.

Ad maiora.

……………………

 Simonetta Agnello Hornby

Maria Rosario Lazzati

La cucina del buon gusto

Milano, 2012

Feltrinelli

Pagg. 281

Euro 16

Ps. Il servizio sulla presentazione in carcere andrà in onda mercoledì alle 7.30 su Rai 3 a Buongiorno Regione Lombardia.

Milano-Venezia: 79-70

20120401-200143.jpg

#stramala, come Stramaccioni ha già conquistato twitter

Se Michele Serra volesse capire qualcosa di twitter, tra una mezz’ora dovrebbe andare sul social network.
Ci sarà l’Inter in campo. È una delle peggiori degli ultimi anni, ma questo importa poco.
Su twitter l’ondata di commenti sarà ugualmente molto alta.
Resa ancora più vivace dal giovane allenatore dell’Inter, Andrea Stramaccioni.
L’hashtag dei tifosi interisti è tratta dal verbo che accompagna la canzone della squadra: #amala.
Da qualche giorno, l’arrivo del nuovo coach l’ha fatto modificare, l’ha portato all’ennesima: #stramala.
È tutto una pazzia. A prima vista.
Ma Michele provi a guardare la partita su twitter.
Penso che poi non ne potrà più fare a meno.
Ad maiora. Anzi, #sapevatelo

20120401-142505.jpg

43 anni dopo. Il romanzo sulla strage di stato. Fatto a pezzi da un PDF

Tanti ottimi attori. Ben girato. Regista famoso.
Il tutto per fare – 43 anni dopo la strage di piazza Fontana – un film inutile, con un finale romanzato che manda in vacca anche parti interessanti della pellicola.
“Romanzo di una strage” di Marco Tullio Giordana ha un solo grande merito.
Quello di aver spinto Adriano Sofri a scrivere un piccolo libro per confutare le assurde tesi del film (e del libro cui si è liberamente ispirato).
Un volume scaricabile (gratis e in PDF) dal sito:
http://www.43anni.it/

43 anni dopo questa mi sembra la principale novità.
La rete fa contro informazione, acchiappa e smaschera bufale ed errori.
Ad maiora.

Ps. Sofri nel finale del testo si chiede quali le reazioni del pubblico alla pellicola.
Ieri a Milano, alla fine, molti applausi.
Ma, si sa, ormai si battono le mani anche ai funerali.

20120401-125448.jpg