Month: aprile 2012

Russia, non è un paese per giornalisti

Il caso della giornalista della Novaja picchiata a Mosca:
http://www.adginforma.it/prima-pagina-mainmenu-14/giornalismo-mainmenu-47/3001-russia-giornalista-malmenata.html

Picchiata e rapinata, insieme a un’amica:
http://www.agi.it/estero/notizie/201204051800-est-rt10206-russia_picchiata_e_rapinata_una_giornalista_di_novaya_gazeta

Forse si tratta di un caso di criminalità, ma non ci si può dimenticare quanto successo a Oleg Kashin:

La giornalista aggredita sta proseguendo il lavoro di Anna Politkovskaja:
http://en.wikipedia.org/wiki/Elena_Milashina

Ad maiora

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Il terremoto aquilano e quel peso sul cuore

Oggi come allora avevo il turno di alba. E stamattina come tre anni fa, sentire la notizia del terremoto aquilano al Gr1 delle 5 mi ha dato un colpo al cuore.

Mano a mano che passarono le ore si capì la gravità di quell’onda tellurica. Diedi immediata disponibilità e, nel volgere di qualche giorno, partii verso l’Aquila insieme al collega e amico Ermanno Generali.

Oltre ai servizi per la Rai, da quel giorno partì in qualche modo questo blog. Queste le mie impressioni d’allora su Onna:

http://sites.google.com/site/andreariscassiit/le-foto-di-onna

Ci sono tornato con gli studenti di gironalismo in Abruzzo. Perché, dopo la violenza della natura, quella “umana” della mancata ricostruzione (ma anche del mancato allarme alla popolazione) è diventato un altro buco nero del nostro paese.

Mentre i giovani cronisti battevano in lungo e in largo l’Abruzzo, io andai a Sulmona per la presentazione di un libro che non ho mai dimenticato:

https://andreariscassi.wordpress.com/2010/12/18/morire-per-un-30-nel-paese-delle-veline/

In Abruzzo (perché è dal letame che nascono i fiori) ora ho molti amici.

Gli stessi a cui penso in questo 6 aprile.

Domandandomi ogni volta come fece qualcuno, quel giorno, a ridere.

E come hanno fatto, tanti altri, in questi anni a dormire sonni sereni.

Ad maiora

Ps. Quando in queste ore sento parlare di “terremoto nella Lega” mi vengono i brividi.

Ma non si può pensare prima di usare queste metafore??

La Haggadah di Sarajevo, sopravvissuta all’assedio

A vent’anni dalla guerra bosniaca e dall’assedio di Sarajevo, un bel servizio sulla Haggadah della capitale slava, una delle più antiche del mondo:

http://www.rferl.org/media/video/24537760.html

Scritta a mano su pelle di vitello, si ritiene sia del 1350.

Buona Pasqua.

Ad maiora.

Amnesty International interviene per le Pussy Riot

Prosegue la mobilitazione per chiedere la liberazione delle Pussy Riot. Tre delle giovani esponenti del gruppo punk rock sono in carcerazione preventiva dopo il blitz musicale, di febbraio, nella Chiesa moscovita del Cristo Salvatore.
Amnesty International le considera alla stregua di prigioniere di coscienza e ne chiede la liberazione:
http://www.asca.it/news-Russia__Pussy_Riot__appello_Amnesty_per_liberazione_femministe_punk-1141696-ATT.html

Sul caso delle Pussy Riot si è aperto un interessante dibattito in Russia:
http://russiaoggi.it/articles/2012/04/03/pussy_riot_alla_sbarra_15153.html

Resteranno comunque in cella fino al 24 aprile, data del processo.
Ad maiora

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La Fornero

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Che un giorno piange e l’altro ride
Che prima avanza e poi rincula
Che un giorno ammicca e l’altro minaccia
Ricorda a tutti
che l’Italia è il paese della
Commedia dell’Arte.
Maschere per una rappresentazione
Di cui noi
siamo spettatori.
Paganti.
Ad maiora