Month: gennaio 2012

Terremoto, sotto sotto, la Padania è in Africa

La spiegazione odierna del “Corriere della sera” sui terremoti di questi giorni al nord, ha un impatto devastante sui nostri riferimenti politici, ma che dico politici, culturali: “L’origine di tutto è sempre lo scontro in atto tra la placca africana, di cui la Val Padana è l’estremo lembo settentrionale, e la placca euroasiatica che ci sovrasta”.
Accipicchia.
La Padania dunque è, geologicamente parlando, Nord Africa. Ecco il perché degli investimenti in Tanzania!
Come dice il saggio, si è sempre terroni a qualcuno.
Ad maiora

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A Bitter Taste of Freedom racconta l’amore di Anna per la vita

Nel corso del viaggio di turismo responsabile per le elezioni politiche in Russia, Annaviva ha avuto la possibilità di vedere la prima proiezione pubblica a Mosca di “A Bitter Taste of Freedom”.
Questo il video che realizzammo al termine della pellicola, con la standing ovation che – a un giorno dal voto – segnava un deciso cambio di passo verso il putinismo:

Quella che segue è invece la recensione scritta da Irene Mossa di questo bel film.

Annaviva tornerà a Mosca per le presidenziali di marzo.

Ad maiora.

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A BITTER TASTE OF FREEDOM

Nel dicembre 2011, in un cinema di Mosca, ho assistito, con le altre persone del gruppo di Annaviva, a un documentario, “A bitter taste of freedom” (“Il gusto amaro della libertà”, 2011, di Marina Goldovskaya) su Anna Politkovskaja. Era in russo, e purtroppo non era sottotitolato. Eppure, nonostante non abbia capito una parola, mi sono accorta che di fronte a quello che comunicavano le immagini, i volti, le espressioni, i sorrisi, e, anche, le lacrime… le parole non erano poi così importanti.
Avevo visto altri documentari su Anna, che avevo apprezzato molto, dove si parlava di lei come giornalista, e si approfondivano le vicende di cui scriveva, dalle sue accuse durissime a Putin e all’esercito russo, alla guerra in Cecenia, all’attacco terroristico al Teatro Dubrovka. Documentari in cui emergeva subito il suo coraggio, la sua integrità e determinazione, la sua compassione, e il ricordo indelebile che aveva lasciato nelle persone, tantissime, che aveva aiutato.
Questo invece era il primo documentario dove si raccontava non solo la giornalista, ma anche la donna. E così c’era, da quel che ho potuto capire, sua madre, che mostrava gli album di foto, con le immagini di Anna bambina; sua sorella, che parlava di lei; e molte foto, di quando era giovane, e appena sposata, nonché riprese, fatte con una telecamera amatoriale, della sua vita familiare negli anni ’90, quando i suoi figli erano piccoli. E poi tante riprese di Anna in momenti quotidiani, con i suoi figli, mentre racconta qualcosa di divertente, sorride, e ride spensieratamente; nella sua casa, in compagnia dei suoi gatti, e di un pappagallo; mentre porta fuori il suo cane, il paurosissimo e affettuosissimo Van Gogh, e lui le salta addosso e la vuole baciare, e lei ride, davvero di cuore.
È stata una sorpresa inaspettata, che mi ha commossa, conoscere non solo la giornalista, seria, determinata, instancabile nel combattere le ingiustizie, ma l’intimità della donna. Non un’icona, un’eroina, ma una donna vera, anche se dotata sicuramente di un coraggio eccezionale. Dolorosamente consapevole, e profondamente coinvolta, nelle ingiustizie, nelle vicende terribili che racconta, ma al tempo stesso non severa, o triste, o rassegnata, o sola, come a volte l’avevo immaginata, come pensavo potesse essere, comprensibilmente, confrontandosi ogni giorno con storie terribili, di dolore e di morte. No, in quelle immagini si avverte invece, nonostante tutto, tutta la grande forza di Anna. Una forza che percorre tutto il documentario, e che si sente ancora di più in tanti momenti in cui Anna ride, e scherza, rivelandosi una donna tenera, allegra e appassionata, con un gran senso dell’umorismo, piena d’amore e di vita.
Poi, riflettendo, ho pensato che non poteva essere che così, che una donna che per la verità, e per la libertà, è stata capace di dare la sua vita, non poteva che amarla allo stesso tempo moltissimo, e saperla vivere pienamente. E che in fondo questo significa dare davvero un senso alla propria esistenza, che va oltre la morte.
Ecco, oltre al lungo, toccante applauso finale, in cui tutti ci siamo alzati in piedi, condividendo la nostra emozione, il dono più prezioso di questo documentario per me è stato farmi sentire, ancora una volta, e con maggiore chiarezza e intensità, che le persone come Anna non muoiono, e che, davvero, Anna è viva, oggi più che mai.
Irene Mossa

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Diritti e costituzione. Film e dibattiti organizzati a Milano da Magistratura democratica

Ricevo e volentieri pubblico questo comunicato di Magistratura democratica.

Ad maiora.

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La presente per darvi comunicazione di tre serate organizzate da Magistratura Democratica a Milano per parlare di diritti e Costituzione.

31.01.2012 – Dibattito sulla Costituzione e i diritti – riflessioni aperte sul rapporto tra principi costituzionali e scelte politiche. Teatro della 14^, via Oglio 18 Milano

Interverranno il sindaco di Milano Giuliano Pisapia, l’ex magistrato Gherardo Colombo (Presidente Garzanti Libri) ed il dott. Giovanni Palombarini, giudice di Cassazione; inizio ore 21.00

7.02.2012 – Rassegna cinematografica, “Diritti … al cinema!”, Cinema San Fedele, via Hoepli, Milano. Tematica: il carcere

Interverranno il sociologo Luigi Manconi, Stefania Mussio, direttore della Casa circondariale di Lodi, ed il dott. Franco Maisto, Presidente del Tribunale di Sorveglianza di Bologna; inizio ore 20.00 con la proiezione del film “Amore buio” ed ore 22.00 dibattito

14.02.2012 – Rassegna cinematografica, “Diritti … al cinema!”, Cinema San Fedele, via Hoepli, Milano. Tematica: “economia/come uscire dalla crisi

Interverranno il giornalista Marco Travaglio, l’economista Tito Boeri, Guido Rossi, giurista e avvocato, Maurizio Landini, segretario di FIOM ed il dott. Francesco Greco, Procuratore Aggiunto di Milano e coordinatore del “Pool reati economici”; inizio ore 20.00 con la proiezione del film “Louise Michel” ed ore 22.00 dibattito.

E’ ufficiale: Javlinskij escluso dalla corsa per il Cremlino

La commissione elettorale russa ha giudicato inammissibile la candidatura per le presidenziali del 4 marzo il candidato liberale Grigorij Javlinskij. 

Le autorita’ non hanno ritenuto valide il 23% delle firme presentate dal fondatore del partito Jabloko (mela, in russo) per cercare un’improbabile posto al Cremlino.

Per la commissione si tratterebbe di schede fotocopiate.

Secondo la legge russa, per poter essere ammessi alla sfida elettorale tutti gli aspiranti candidati indipendenti e i cui partiti non sono presenti in Parlamento (dove la soglia di sbarramento è molto alta: 7%), devono raccogliere la bellezza di due milioni di firme. E’ una procedura fortemente contestata dall’opposizione.

Javlinskij aveva già corso due volte per diventare presidente, senza mai superare la soglia del 10%.

Ad maiora.

Da Schettino a Ciro Immobile. Nord contro sud sul web

A due settimane dall’incidente della Corcordia, la surreale telefonata tra De Falco e Schettino domina ancora la classifica di Youtube. Il “vada a bordo, cazzo!”, occupa 20 posti nei primi 25 della classifica.
Il video è stato visto milioni di volte e la maggior parte dei commenti che si possono leggere ricordano quando Radio Radicale aprì i microfoni senza filtri un’estate del secolo scorso.
La contrapposizione tra nord e sud Italia si mostra, a suon di insulti, anche ai tempi dei commenti sul web.
Non a caso ai vertici della classifica di Youtube c’è anche un’intervista a Ciro Immobile, giocatore juventino di Torre Annunziata che motiva un suo gol al Verona (ora veste momentaneamente la maglia del Pescara, del grande Zeman) come vendetta ai cori razzisti ai danni dei napoletani. Anche in questo caso i commenti all’intervista (anche questa, in parte, surreale, dal cappellino in poi) sono tutto un programma.
Ai primi posti della classifica figura infine un video, girato dalle tribune juventine che smentirebbe pastette tra Rodriguez e Vidal prima del rigore segnato in Juventus-Cesena. Difficile, anche senza questo video, pensare che un difensore che finisce per caso tra i pali possa pensare di parare un rigore. Men che meno che indichi dove si butterà. Anche se, purtroppo, nel calcio, anzi, in questo paese chiamato Italia, tutto è possibile.
Ad maiora

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