Month: dicembre 2011

Una casa di accoglienza per mamme e bambini a Kabul

Riceviamo e volentieri pubblichiamo questo comunicato della Fondazione Pangea per un Natale solidale che contrasta con le code davanti ai negozi che si vedono in queste ore in molte città italiane…

Ad maiora.

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Fondazione Pangea lancia il progetto Casa Pangea, per realizzare una casa famiglia per bambini dai 3 mesi ai 5 anni e per le loro mamme, nei quartieri in cui la Fondazione lavora dal 2003.

Basta una donazione di 10 euro per regalare un mattone per la costruzione della Casa e ricevere un mattone magnete a testimonianza del proprio impegno.

www.pangeaonlus.org/casapangea

Costruire il futuro si può. Materialmente. Per il Natale 2011, Fondazione Pangea Onlus lancia una grande campagna di raccolta fondi per realizzare Casa Pangea, un asilo/casa accoglienza per i bimbi dei quartieri più poveri della capitale afghana, nella quale la Fondazione è attiva dal 2003 con un progetto di sviluppo e microcredito a favore delle donne e delle mamme.

Con l’obiettivo di ospitare almeno 50 donne e 200 bambini l’anno, la struttura ha lo scopo di garantire ai piccoli un luogo sicuro dove poter essere seguiti nel proprio percorso di crescita, in modo da renderlo completo e adeguato alle loro esigenze e soprattutto renderne partecipi le mamme,  agevolare l’uscita dei bambini dalla scuola materna verso le scuole elementari e migliorare significativamente le condizioni economiche e culturali delle famiglie di provenienza.

Sono previste attività di formazione e gioco, cure sanitarie, vaccinazioni, percorsi formativi e microcredito per le mamme.

Sostenere la realizzazione di Casa Pangea è semplice: basta una donazione di 10 euro per acquistare un mattone per la costruzione della struttura. Per ogni donazione, si riceverà un mattone magnete a testimonianza del proprio impegno, che potrà anche essere dedicato a una persona cara.

Un regalo meraviglioso e pieno di importanza per le prossime festività. E il sostegno a Casa Pangea non finisce: a partire dal prossimo anno la struttura potrà essere supportata in tutte le necessità di bimbi e mamme. Si potrà scegliere di donare un importo per regalare supporto alimentare, luce, coperte, giochi, matite e quaderni.

www.pangeaonlus.org/casapangea

Pony Club Le Noci (video Natale 2011)

Visto che Gogol ha algoritmi che non fanno raggiungere alcuni video di iutub, carico qui sul mio blog il video, dozzinale, che ho realizzato per raccontare la vita del Pony Club Le Noci, nel lodigiano, frequentato da mia figlia.
Ecco il video, natalizio:

Ed ecco il sito di Erica che lo gestisce:
http://www.ericapasotti.it/

Ad maiora

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Balotelli time. Musica per l’Italia

Balotelli continua a far parlare di se. Risse e calcio spettacolo. E spese folli:
http://gossip.bloglive.it/balotelli-ha-scelto-una-suite-da-1000-sterline-a-notte-16503.html

Non a caso a dissesto tg abbiamo una rubrica a lui dedicata, Ballotime:

http://www.lasestina.unimi.it/lasestina/posts/dissesto-tg-12-dicembre-2011/

La sigla si ispira al coro dei tifosi del Manchester City per il campione bresciano:

La stessa musica la si può sentire ora sui campi italiani. Qui al Forum di Assago, nella curva Armani:

Ad maiora.

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Addio al grande Vaclav Havel

Chi si adatta alle circostanze, le crea. Vaclav Havel

L’ultimo incontro che avrebbe dovuto fare in Italia, a Trento, era saltato per ragioni di salute:

http://trentinocorrierealpi.gelocal.it/cronaca/2011/06/01/news/festival-economia-forfait-di-havel-al-suo-posto-incontro-con-i-sindaci-neoeletti-4337196

Oggi si è spento a Praga, Vaclav Havel, protagonosta della Rivoluzione di Velluto cecoslovacca e uno dei più grandi intellettuali europei:

http://it.wikipedia.org/wiki/V%C3%A1clav_Havel

Per chi voglia capire quel che è successo, quel che succede e – spero – quel che succederà nelle democrature dell’est Europa (e non solo), consiglio la lettura di un libro (che a mia volta mi è stato consigliato da Gabriele Nissim) di Havel: Il potere dei senza potere (Garzanti, 1991).

Scriveva Havel a proposito della dissidenza e alla nonviolenza: «I “movimenti dissidenti” si caratterizzano per l’opinione che vede il cambiamento del sistema come qualcosa di esteriore, di secondario, che di per sé non garantisce niente. La sterzata di un’astratta visione politica del futuro verso l’uomo concreto e la sua difesa reale “qui e ora” si accompagna naturalmente quindi all’opposizione decisa contro ogni violenza “in nome di un futuro migliore” e alla profonda sfiducia che un futuro costruito con la violenza possa essere realmente migliore e non contrassegnato dagli stessi mezzi con cui lo si è raggiunto. Non si tratta di conservatorismo o di “moderazione” politica: i “movimenti dissidenti” non puntano alla trasformazione politica violenta non perché considerino questa soluzione troppo radicale ma, al contrario perché è poco radicale».

E così il grande intellettuale spiegava come l’espulsione dall’Urss di Solženicyn  servisse a “tamponare la verità”: «Perché Solženicyn è stato espulso dalla sua patria? Certo non perché unità di potere reale: certamente non perché un qualche rappresentante del regime si sentiva minacciato dal pericolo che Solženicyn si mettesse al suo posto. La sua espulsione fu qualcos’altro: il disperato tentativo di tamponare quella terribile sorgente di verità, una verità di cui nessuno poteva prevedere quali cambiamenti un bel giorno avrebbero potuto condurre. Il sistema post-totalitario si comportò nel modo che gli è stato proprio: difese l’integrità nel modo dell’“apparenza” per difendere se stesso».

Che la terra ti sia lieve, caro Vaclav, grandissima e insostituibile sorgente di verità.

Ad maiora.

Ucciso un altro giornalista in Russia? Chi se ne frega…

Chi se ne frega di Khadzimurad Kamalov. Ucciso con otto colpi di pistola nel pieno centro di Makhachkala, la capitale del Daghestan.
Ennesimo giornalista che, dopo una serie di minacce, viene ammazzato all’uscita dalla redazione.
Di lui oggi si può leggere una bella scheda su wikipedia:
http://en.wikipedia.org/wiki/Gadzhimurat_Kamalov
Una bella riflessione sul sito di Radio Pereira:
http://www.radiopereira.it/2011/12/khadzhimurad-kamalov-ennesimo-tributo-di-sangue-per-la-liberta-di-stampa-in-russia.html
Per il resto, la grande stampa distratta del nostro paese, sembra già guardare oltre. Aspettano forse il prossimo. Su alcuni quotidiani, il fondatore del principale giornale del suo paese, freddato da otto colpi di pistola non ha meritato neanche una breve in cronaca.
Grazie al cielo le organizzazioni che difendono la libertà di stampa in queste ore stanno facendo pressione sulle autorità russe perché, per una volta ci sorprendano, arrestando killer e mandanti. Per questi ultimi non devono guardare troppo lontano dagli uomini che hanno nominato per guidare quelle instabili repubbliche.
Ecco l’appello di CPJ: http://cpj.org/2011/12/russia-must-act-after-murder-of-dagestani-newspape.php
Ricorda giustamente Radio Free Europe che, dopo 12 anni di putinismo, il Caucaso è il posto al mondo più pericoloso dove fare i giornalisti:
http://www.rferl.org/content/prominent_journalist_gunned_down_in_russias_caucasus/24423726.html
Non a molti colleghi tutto ciò in Italia sembra interessare.
Tra quei pochi ci siamo noi di Annaviva.
Che onoriamo il sacrificio di Kamalov come quella della Politkovskaja, della Estemirova, della lunga fila di giornalisti assassinati nella Russia di Putin.
Che la terra ti sia lieve, Khadzimurav.
Ad maiora.

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