Prokhorov non è Khodorkovskij. Questo sembra evidente. L’oligarca che ha annunciato di voler correre contro Putin alle presidenziali di marzo è infatti in libertà.
Alcuni amici liberali (tipo Nemtsov) sospettano che la sua candidatura sia manovrata dal Cremlino. Possibile. Soprattutto considerato il curriculum del nostro:
http://www.rferl.org/content/prokhorov_announces_kremlin_bid_kudrin_makes_liberal_call/24419513.html
Stamattina, partecipando a una trasmissione a Radio popolare, ho previsto che le manifestazioni dell’opposizione andranno avanti fino alle presidenziali di marzo. E forse anche oltre.
Qualcosa si è sbloccato nell’opinione pubblica russa. L’unto del Signore non sembra più lo stesso di prima. Nemmeno a Mosca o a San Pietroburgo. Possibile che ora l’ex colonnello del Kgb scarichi su Russia Unita la colpa di quanto accaduto.
In realtà la colpa è del sistema che lui stesso ha creato. Un sistema, verticistico e corrotto, nel quale ha lasciato briglia sciolta solo ai comunisti. Era convinto che, dopo la caduta dell’Urss, pochi li avrebbero votati. Ha fatto male i suoi conti. Ed era certo in questo modo (con un’opposizione a sinistra) di non sembrare più quell’apparatchik che in realtà è.
Ma, anche se anestetizzata, la gente non è scema. E sabato per la prima volta in piazza c’erano tanti giovani stufi di questo sistema.
Quelli che da questa parte del mondo chiamiamo indignati.
Ad maiora
Caro Andrea,
complimenti per l’articolo, concordo pienamente con le tue previsioni.
Sulla questione Prokhorov, oltre al suo passato politico recente, credo che questo articolo basti e avanzi per chiarire la “pericolosità” del candidato alle presidenziali http://izvestia.com/news/509787.
Con l’augurio di un felice Natale
Francesco
Grazie Francesco. Anche per il link!
Noi torniamo a Mosca a marzo…