Month: novembre 2011

LA CADUTA DEL DRAGO VISTA DALLA TELEVISIONE (CON PICCOLA INTEGRAZIONE)

Su Rai uno si canta e si balla. Ma si balla anche in piazza del Quirinale, dove migliaia di persone festeggiano la fine di Berlusconi, per le prime dimissioni in diretta tv e web. Mai come questa sera la tv è sembrata distante dal paese reale. Bambini, per lo più obesi, che cantano davanti a genitori sorridenti, mentre lo Stato va a rotoli (o cerca di non andarci).

Su Raidue un telefilm americano. Con ritmi giudiziari distanti anni luce da quelle delle nostre aule. Aule decadenti, a differenza di quelle che vediamo sugli schermi televisivi. Durante gli anni della dittatura in Albania la nostra tv sembrava l’Eldorado. Durante il berlusconismo (senza imposizioni) sono stati gli Usa e la loro cultura televisiva il nostro Eldorado. Sarà una delle macerie più difficili da rimuovere (come quelle – materiali – della città dell’Aquila, cui va il mio pensiero).

Raitre anche stasera giustifica il canone (come Rainews), – dal Tg3 a Floris – l’attenzione sul paese reale. Quello che internet non ha però ancora insegnato alla tv è che una telecamera davanti al Quirinale, con i suoi effetti, vale più di mille parole.

Su Rete4 (dopo un Fede tristerrimo) in onda il film “Spy game”. Un titolo, un programma. Ci sono traditori anche qui…

Su Canale5 uno dei massimi esempi di lavaggio del cervello agli italiani (e, purtroppo, soprattutto alle italiane). #maipiù C’è posta per te, con le sue lacrime riprese e la finta pietà della conduttrice. Tutti a farsi allegramente i fatti altrui.

Italia Uno il sabato sera si dedica ai film per i piccini (l’ennesimo Shrek, nella fattispecie). La caduta del suo padrone (dal governo) non ha cambiato programmazione. Meglio un mostro verde.

Finisco con La7 che da quando è arrivato Mentana (che pure ha servito SB per molti, molti, molti anni) è diventata davvero imprescindibile. Tg incentrato tutto sulla caduta (a differenza del Tg1, stasera impegnato in Esteri – compresa Pippa Middletone – e cronaca nera). Dopo Mentana, Telese e Porro (con Ferrara in diretta).

Personalmente mi sono informato su quel che accadeva grazie alla diretta del Corriere.it.
La tv era accesa, ma muta.

Ad maiora.

Ps.1. Vorrei che ci fossero più programmi di approfondimento condotti da donne.

Ps.2. Un pensiero in queste ore non può non andare a Veronica Lario che due anni fa disse all’Ansa parole illuminanti: “Qualcuno ha scritto che tutto questo è a sostegno del divertimento dell’imperatore. Condivido. Quello che emerge dai giornali è un ciarpame senza pudore. E tutto in nome del potere..Figure di vergini che si offrono al drago per rincorrere il successo e la notoretà…e per una strana alchimia, il paese tutto concede e tutto giustifica al suo imperatore.
Ho cercato di aiutarlo…ho implorato le persone che gli stanno vicino di fare altrettanto, come si farebbe con una persona che non sta bene. E’ stato tutto inutile. Credevo avessero capito…mi sono sbagliata. Adesso dico basta”.
Basta adesso l’hanno detto tutti. Ma con anni di ritardo.

Ps.3. Tg1 breve (per Gran Premio) del giorno dopo. Nessun pezzo sulle contestazioni al Quirinale. Ma sotto il pezzo di Sonia Sarno si sentono distintamente gli effetti: “Buffone, buffone!”. Decontestualizzati sono ancora peggio! #sapevatelo

VOGLIAMO A MILANO VIA POLITKOVSKAJA!

Da oggi, 12 novembre, l’associazione Annaviva lancia una nuova raccolta firme per Anna Politkovskaja, cui vorremmo fosse dedicata una via a Milano. Vi chiediamo di aderire inviando una mail all’indirizzo che trovate in fondo.
Ad maiora.
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Milano nel 2015 sarà – grazie all’Expo – una vetrina internazionale.
La città che ha nel proprio gonfalone Sant’Ambrogio e che ha dato i natali a Manzoni e Beccaria ha l’occasione per non far dimenticare, oltre alla fame del mondo, il rispetto dei diritti umani e della libertà di stampa.
In questi anni, una figura più di altre, ha rappresentato a livello mondiale il giornalismo “dalla schiena dritta”: Anna Politkovskaja.
Per mettere a tacere la coraggiosa giornalista russa non sono bastate le minacce, gli arresti, gli avvelenamenti, i finti plotoni di esecuzione, l’isolamento.
5 anni fa, il 7 ottobre del 2006, è stata assassinata nel portone di casa sua. La giustizia russa sta tentando – pur tra molti tentennamenti – di trovare chi le abbia materialmente sparato. Mentre resta (e forse resterà) un fitto mistero sui mandanti.
“Io vedo tutto, questo è il problema” scriveva Anna Politkovskaja, uccisa solo perché voleva fare il suo mestiere: la giornalista.
Milano ha dedicato i propri giardini pubblici a Indro Montanelli, mentre ha platealmente mancato la consegna dell’Ambrogino d’oro a un altro dei suoi figli adottivi: Enzo Biagi.
Ora c’è un’occasione di riscatto.
Nel 2009, dopo una raccolta firme on line e una mobilitazione popolare (organizzate da Annaviva e Gariwo), Palazzo Marino ha dedicato ad Anna Politkovskaja un albero nel Giardino dei Giusti al Monte Stella. Altre città italiane hanno seguito questo esempio (da Brescia a Genova).
Oggi, noi firmatari di questo appello, chiediamo al Comune di Milano, al sindaco Pisapia, di fare un passo in più, di mettere la città al pari di altre nel mondo, da Roma a Tbilisi, da Tolosa a Ferrara.
Dedicando ad Anna Politkovskaja una via o una piazza della comune che tra pochi anni ospiterà l’Esposizione universale.
Se davvero un vento nuovo soffia sulla “capitale morale”, crediamo che questa sia l’occasione giusta per dimostrarlo.
A tutto il mondo.

Per aderire, mandare una mail con nome, cognome e professione a questo indirizzo: unaviaperanna@gmail.com

SE CON LA POLONIA NON GIOCA PIU’ L’AQUILA BIANCA

Stasera l’Italia del pallone si troverà di fronte una nuova Polonia. Dalle maglie della squadra polacca è stato infatti eliminato lo stemma del paese sostituito dal logo della Federazione calcistica

Via dalle maglie l’aquila bianca che è uno dei simboli della mitologia fondativa del paese:

http://poloniapolacchia.blogspot.com/2010/02/laquila-simbolo-della-polonia.html

Il più alto riconoscimento polacco, sia dal punto di vista civile che militare, è d’altronde, dal 1700, l’Ordine dell’Aquila bianca:

http://it.wikipedia.org/wiki/Ordine_dell’aquila_bianca

Nel nuovo logo (ovviamente di una grande marca, la Nike) il tutto è stilizzato e non più identificabile:

http://www.passionemaglie.it/2011/11/design-ispirato-alla-bandiera-per-le-nuove-maglie-della-polonia/

Stasera a Wroclav si prevedono manifestazioni di protesta contro la decisione.

Ad maiora

DA OGGI SCIOPERO A OLTRANZA A TELEREPORTER

Riceviamo dai delegati sindacali del Gruppo Profit questo comunicato sullo stato di crisi e sulla mobilitazione sindacale che ri-parte da oggi.

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Inizia oggi lo sciopero a oltranza dei lavoratori (un centinaio) del gruppo Profit, l’azienda proprietaria dei canali televisivi Odeon, Telereporter e Telecampione.

Da due anni e mezzo l’azienda è in stato di crisi e dopo una prima tornata di 10 licenziamenti che hanno riguardato la redazione giornalistica, ora ha aperto una nuova procedura di mobilità per altri 35 esuberi, tra giornalisti, tecnici e personale amministrativo.

Oltre ai tagli previsti, i lavoratori sono da tempo  in grave difficoltà economica: da tre mesi non percepiscono lo stipendio, fermo al mese di luglio, né rimborsi spese e buoni pasto.

La mobilitazione a oltranza è stata decisa a seguito della rottura delle trattative tra sindacati e azienda, la quale ieri, alla vigilia dell’incontro in Regione, ha annunciato la mancata approvazione del piano industriale da parte delle banche.

Ai lavoratori non sono state date risposte sul pagamento degli arretrati, mentre sul futuro incombe lo scenario drammatico dello smantellamento della produzione editoriale per diventare operatori di rete.  Il che significa una nuova tornata di licenziamenti che si aggiungerebbero agli attuali 35 esuberi.

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Questo invece il comunicato di Slc Cgil – Fistel Cisl – Uilcom Uil – Rsu dopo l’assemblea di ieri.

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Oggi, giovedì 10 novembre 2011, si è tenuta un’assemblea dei lavoratori a seguito dell’incontro avvenuto in Regione Lombardia tra l’Azienda, le Organizzazioni sindacali e le RSU. Tale incontro riguardava la chiusura della procedura di mobilità, ai sensi della L. 223/9 l’art. 4 e 24, per n. 35 lavoratori in esubero. L’azienda, nonostante il lungo lavoro di trattativa sindacale per ridurre il perimetro dei licenziamenti su cui concordava ha, tuttavia, confermato il numero degli esuberi alla luce della recente notizia della non approvazione del piano industriale da parte delle banche con slittamento della presentazione della ristrutturazione del debito ex 182 bis. Questo comporta la necessità di ripresentare un nuovo piano industriale con uno scenario che preoccupa i lavoratori sia sul futuro occupazionale (è stata prospettata la possibilità di un aumento del numero degli esuberi) che sulla capacità dell’Azienda di onorare il debito contratto, entro tempi ben precisi, nei confronti dei lavoratori che attualmente lamentano 3 stipendi arretrati + ticket (18 mensilità) e rimborsi spesa (12 mensilità). Non avendo ricevuto risposte soddisfacenti e garanzie su come l’Azienda intenda procedere nell’immediato futuro i lavoratori proclamano per domani 11/11/11 uno sciopero della durata di 8 ore.

Tale sciopero riprenderà lunedì 14/11/2011 a oltranza se l’azienda non risponderà tempestivamente e positivamente alle richieste dei lavoratori che sono:

– pagamento di una mensilità entro il 15 novembre 2011;

– pagamento di tutti gli stipendi arretrati più competenze

che matureranno da qui al 31 dicembre 2011, compresi ticket e rimborsi spesa;

– chiarezza sulla tempistica entro cui si intende presentare il 182 bis previa approvazione delle banche;

– congelamento della procedura di mobilità in corso essendo

il numero degli esuberi legato ad un piano industriale che necessita di essere rivisto.

Le Organizzazioni Sindacali e le RSU aziendali diffidano l’Azienda dal mettere in atto qualsiasi comportamento antisindacale e in particolare l’utilizzo di personale con mansioni differenti e/o inferiori rispetto a quelle previste dal livello contrattuale del lavoratore per sopperire ad eventuali mancanze.

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 Ad maiora!

FANGO SULLE MAGLIETTE. L’ALTRA FACCIA DELL’ITALIA

Ricevo dall’amica Emanuela questa lettera appello sul dopo alluvione ligure.
Come per dopo il terremoto aquilano (dove pure parecchi ridevano alle 3.32) anche in questo caso si è vista la faccia migliore del paese. La stessa che non fa quasi mai notizia.
Quella che – solo per fornire un esempio- ogni notte, 365 giorni l’anno, fa andare avanti migliaia di ambulanze.
Mostriamo a tutto il mondo anche l’Italia col “fango sulle magliette”.

Ad maiora.

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Ciao a tutti,

come molti di voi sanno mi sono trovata in questi giorni, in maniera direi puramente casuale, a gestire una pagina di facebook che ha aiutato nel coordinamento di migliaia di volontari che hanno ripulito e stanno ripulendo la città di Genova dopo il drammatico disastro dell’alluvione.
La pagina è letteralmente esplosa in poche ore, tanto che se ne è parlato su diversi media, anche nazionali.
A noi non interessa che girino i nostri nomi, né tantomeno diventare delle star.
Ci fa piacere, però, che passi un’immagine positiva della nostra generazione e della risorsa che i social media rappresentano per riscattarci.
Per questo mi piacerebbe che qualcuno di voi, grazie al lavoro che fate, ci desse una mano a portare questa testimonianza anche fuori dall’Italia, che troppe volte all’estero è stata dipinta in maniera volgare o umiliante.

Se condividete il mio pensiero, contattatemi.

Grazie 🙂

Emanuela
http://www.facebook.com/fangosullemagliette