Month: ottobre 2011

QUEL GENIO DI FILIPPO SENSI

I casi della vita. Sono stato quattro anni al Liceo Carducci di Milano. In classe con me c’era Maurizio Baruffi, ora capo di Gabinetto della nuova amministrazione Pisapia.

Per impegni lavorativi di mio papà, ho vissuto un anno a Roma. Ho frequentato il liceo Calasanzio. In classe con me c’era Filippo Sensi.

Oggi molti quotidiani parlano di lui come il blogger italiano che ha incastrato il ministro inglese Fox. Sugli Esteri del Corriere c’è una pagina intera, accompagnata da una piccola foto di foto di Filippo che lo ritrae mentre osserva l’Ipad: dietro di lui si intravede la gru giocattolo di uno dei tre figli…

Michele Anzaldi, altro grande amico, parla di Filippo Sensi e soprattutto del blog Nomfup, di cui Filippo è fondatore:

http://www3.lastampa.it/esteri/sezioni/articolo/lstp/423983/

Filippo Sensi è un genio assoluto. Aveva intrapreso la carriera universitaria ma, non avendo santi in paradiso, ha dovuto ripiegare su altri lavori.

Nel 2010 ha partecipato alla nascita di Not My Fucking Problem (Nomfup, appunto). Che si è messo a sfornare scoop mondiali. Dopo l’Observer, oggi di lui si accorgono anche tutti i quotidiani italiani.

Bene così.

Ad maiora.

DA DOMANI A MILANO UNA MOSTRA SU ANNA FRANK

Riceviamo e volentieri pubblichiamo dalla Provincia di Milano l’annuncio di questa mostra dedicata ad Anna Frank, al via il 9 ottobre.

Ad maiora

……………

La Provincia di Milano, in collaborazione con il Consolato Generale del Regno dei Paesi Bassi di Milano, e la «Anne Frank House» di Amsterdam, nell’ambito dell’iniziativa «I viaggi della memoria», ospiterà a Palazzo Isimbardi la mostra «Anna Frank, una storia attuale». L’esposizione verrà inaugurata domani alle 12,30 (Cortile d’Onore, ingresso da corso Monforte 35) dal presidente dell’Ente, On. Guido Podestà, e dal vicepresidente e assessore alla Cultura, Novo Umberto Maerna. La mostra, a ingresso libero, rimarrà aperta fino al 20 ottobre (dal lunedì al venerdì, orari 9-13/14-18). Interverranno all’evento, inoltre, Wim Kok, presidente della Fondazione Anne Frank, già ministro delle Finanze e Premier (1994-2002), insignito nel 2003 del titolo di ministro di Stato, massima onorificenza paragonabile alla carica di senatore a vita; Nico Kamp, console onorario del Regno dei Paesi Bassi a Firenze, che ha intimamente vissuto il dramma dei campi di sterminio avendo avuto entrambi i genitori deportati ad Auschwitz sullo stesso treno, peraltro, della famiglia Frank; Ronald Leopold, direttore della «Anne Frank House». Sarà presente, altresì, Johan S. Kramer, Console generale del Regno dei Paesi Bassi a Milano.

Il titolo dell’esposizione, l’ultima in ordine di tempo realizzata dalla «Anne Frank House», ci introduce a una rilettura della Shoah inquadrata in un’ottica biografica grazie al supporto di un ricco apparato iconografico, riproduzioni documentarie e citazioni tratte dal diario personale della Frank. Si tratta, insomma, di un vero e proprio viaggio virtuale nella vita di Anne e dei suoi cari in cui viene esplicitata la condizione di una famiglia ebrea durante il periodo nazista.

La rassegna fotografica si sviluppa attorno a 34 pannelli in polipropilene a colori (dimensioni cm. 100×200) con testo e riproduzioni fotografiche.

«Attraverso questa mostra vogliamo offrire ai cittadini della Grande Milano, ma soprattutto agli studenti, ai più giovani, non solo una panoramica degli orrori perpetrati dai nazisti nel corso del secolo scorso ma anche sottolineare, grazie all’approccio storico-culturale dell’esposizione, quanto i sogni, le speranze, i valori di Anne non siano morti con lei perché quel diario, testimone del suo grande desiderio di vivere, rappresenta, ancora oggi, un attestato irrinunciabile per cogliere appieno le distorsioni e le atrocità del ‘900 – ha dichiarato il presidente Podestà -. Nessun orrore del secolo scorso, infatti, può essere assimilato alla Shoah per numero delle vittime e per le efferatezze dei metodi di sterminio utilizzati. Si trattò, d’altra parte, di un genocidio studiato scientificamente dai nazisti con l’obiettivo di eliminare dalla faccia della Terra il popolo ebraico e la sua cultura. La Provincia di Milano considera la memoria uno strumento indispensabile da trasmettere soprattutto ai ragazzi affinché la perpetuino. Sono convinto che le Istituzioni debbano, con convinzione, operare per far luce su una realtà spesso “dimenticata” ma che, per la sua crudeltà, non smette mai di far riflettere».

ELSA K. BUONA LA PRIMA

Ieri sera al Teatro del Borgo di Milano è andata in scena la prima di “Elsa K.”.
Sala piena e pubblico contento e partecipe, alla fine.
Linko una nuova recensione:
http://www.libero-news.it/news/839078/Milano-con-omaggio-a-Politkovskaja-debutta–Teatro-del-Borgo-in-Brera-.html

Stasera e domani ci sono già centinaia di prenotazioni. Qualcuno comunque anche ieri è riuscito ad entrare pur non prenotato. Quindi, provateci.
Stiamo pensando, tra qualche tempo, ma non molto, a nuove repliche.
Oggi è l’anniversario dell’omicidio di Anna. A Mosca la manifestazione in sua memoria è stata vietata ma si tiene lo stesso.
Incidentalmente, oggi è anche il 59 compleanno di zar Putin. Inutile dire che tra gli invitati alla festa c’è il nostro presidente del consiglio:
http://www.tmnews.it/web/sezioni/politica/PN_20111007_00107_NE.shtml

Noi saremo in teatro stasera (e domani) a Milano.
Per ricordare l’omicidio.
Non per festeggiare Vladimir Vladimirovich Putin.
Ad maiora.

IL PAESE FRANA. A BARLETTA E NON SOLO. E’ IL MOMENTO DI OCCUPARSI DI INTERCETTAZIONI…

Mentre governo e maggioranza parlamentare che hanno a cuore i destini del paese si occupavano di mettere il bavaglio alla stampa e alla rete, a Milano veniva presentato “Senza pensioni” (Chiarelettere). Nel libro di Walter Passerini e Ignazio Marino si spiega quali impatti le continue revisioni del sistema pensionistico abbiano avuto sulle future pensioni. Ci sono alcune professioni che ai giovani conviene non intraprendere se un lontano giorno non vorranno vivere, anziché con una pensione, con un assegno sociale (oggi di 300 euro). Alla Feltrinelli anche Massimo Fracaro del Corriere ha spiegato come la “bomba previdenziale” rischi davvero di scoppiare, soprattutto con una crescita economica pari a zero.

Mentre in parlamento, anziché dello sviluppo, si pensava alle intercettazioni del presidente, nella sala della presentazione del libro parlava la gente comune, quella che sembra lontana anni luce dal parlamento (ma un tunnel gelminiano spero presto li possa mettere in contatto con i loro eletti). Ragazzi di 23 anni che chiedevano se non era meglio cercare fortuna all’estero. Uomini di 55-60 anni trovatisi senza lavoro e ancora senza pensione, che rinunciano alla macchina e alla televisione nella speranza di riuscire a tirare la fine del mese. Pensionati che non capiscono perché debbano sentirsi in colpa se dopo 35-40 anni di lavoro sono riusciti ad avere l’agognata pensione.

Basta un libro, un dibattito in una libreria, per incontrare il paese vero. A quei lavoratori, pensionati e disoccupati, delle intercettazioni non frega una beata mazza. Quelli vogliono certezze sul futuro di un paese industrializzato.

Un paese assurdo dove delle operaie perdono la vita per quattro euro l’ora. In nero naturalmente.

Oggi il loro addio a Barletta sarà politico-sindacale-simbolico.

Col cuore, saremo tutti lì.

Ad maiora.

ADDIO, CARO STEVE JOBS

Chi mi conosce sa che da quando è arrivato l’Iphone la mia vita è cambiata. Quel miracoloso aggeggio è qualcosa di più di un telefono, qualcosa di più di un computer, di una macchina fotografica, di una telecamera, di una consolle per giocare.

E’ per me, per il mio lavoro, una sorta di redazione. Tutto quello che sono riuscito a fare in questi anni, l’ho in gran parte realizzato grazie all’Iphone (ora ad esempio è collegato al computer, manda musica e mi permette – collegandomi alla rete – di scrivere questo post).

Steve Jobs, il genio che ha inventato tutto questo. Ci ha lasciato.

Il suo discorso all’Università di Stanford è di una forza disarmante:

Parole che non hanno bisogno di commento.

Ciao Steve e grazie.

Che la terra di sia lieve.

Ad maiora