Month: ottobre 2011

RIFUGIATO CECENO ARRESTATO IN ITALIA

Dagli amici della diaspora cecena e dall’associazione Annaviva riceviamo e volentieri pubblichiamo questo articolo (tradotto da Sara Bicchierini) sul caso di un rifugiato ceceno che rischia di essere mandato in Russia. Ci auguriamo che il caso spinga qualche parlamentare italiano a un’interrogazione ai ministeri competenti.

ULTIMA ORA: Nel frattempo l’uomo sembra sia stato trasferito nel carcere di Benevento. Stiamo cercando di metterci in contatto con l’avvocato.

Ad maiora.

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Alcuni media italiani (sito Blitz quotidiano: http://www.blitzquotidiano.it/cronaca-mondo/cecenia-un-presunto-terrorista-fermato-in-friuli-981637/, ndt) hanno riportato la notizia di un rifugiato ceceno arrestato in Italia che rischia l’estradizione in Russia.

Secondo le notizie, nella notte del 9 ottobre Rinat Ibraev (nato nel 1982), la moglie Khava Abubakarovna Bantaeva (nata nel 1988) e i loro figli di 1, 3 e 5 anni sono stati arrestati nella città di Tarvisio nei pressi di Udine mentre si dirigevano in auto verso il confine italo-austriaco. Ibraev si trovava in Italia per una visita a dei parenti e si stava recando in Austria per incontrare altre persone. La polizia italiana ha spiegato che c’è un mandato di cattura internazionale dell’Interpol nei confronti di Ibraev, il quale è accusato di aver ucciso un ufficiale di polizia russo in Cecenia. La polizia ha inoltre riferito di non aver trovato alcun materiale illegale nella sua macchina. Dopo il secondo giorno di detenzione la moglie e i figli sono stati rilasciati. Ibraev è ancora detenuto nella prigione di Tolmezzo. La Corte di Appello di Trieste prenderà una decisione riguardo all’estradizione nei prossimi giorni.

Il sito Ichkeria.info ha pubblicato una lettera dell’Organizzazione degli ex prigionieri ceceni nei campi di detenzione russi (OUFKL-ChRI) sull’arresto di Rinat Ibraev. Secondo l’Organizzazione, Rinat è un rifugiato politico della Cecenia occupata e vive in Francia, a Nizza. Già in precedenza era stato arrestato dalle forze dell’ordine italiane e successivamente rilasciato su richiesta delle autorità francesi. Le accuse contro Rinat sono totalmente fasulle: in realtà, lui e suo fratello Yunus in passato sono stati combattenti della resistenza contro l’invasione da parte dei Russi della loro patria, la Repubblica Cecena di Ichkeria. Per questo motivo, la Russia e i collaborazionisti locali hanno perseguitato la famiglia di Ibraev dal 2005. Nella notte di capodanno del 2007 Yunus è stato assassinato dai Russi; la notte stessa i genitori sono stati portati nell’edificio del FSB (ex Kgb, ndt), dove hanno subito percosse e orribili torture da parte degli agenti che volevano sapere dove si trovasse Rinat. Ma questo non è stato l’unico atto di violenza contro la famiglia Ibraev: in seguito i genitori di Rinat sono stati ripetutamente vittime di rapimenti e torture. Per questo sono stati costretti ad abbandonare la Repubblica Cecena occupata. Adesso i parenti hanno paura che l’Italia consegni Rinat nelle mani insanguinate della Russia; se ció avverrà, le possibilità che venga ucciso saranno altissime.

Articolo originale tratto dal sito: http://www.waynakh.com/eng/2011/10/chechen-refugee-arrested-in-italy/

L’ARMANI BATTE IL MACCABI!

Contro il Maccabi di Tel Aviv l’Emporio Armani tira fuori la grinta delle gloriose scarpette rosse e all’esordio in Eurolega conquista un’inaspettata vittoria.
Finisce 89-82 per i ragazzi di Scariolo. Che vincono grazie a Gallinari ma soprattutto a uno spirito combattente in difesa, con Mason Rocca (panchinaro di lusso) che chiude con 10 punti.
L’Armani parte forte ma poi subisce un terribile parziale alla fine del primo quarto: 14 punti subiti, nessuno fatto. Scariolo si arrabbia ma non chiama time out. Misteri.
Il primo tempo si chiude comunque con Milano avanti di 3 punti.
Alla ripresa Milano (in Siena Style) schiaccia l’acceleratore e fa sua la partita con un devastante 24 a 14. Decisivo Hairston che inanella alla fine 25 punti (contro i 23 del Gallo)
L’ultimo quarto si chiude con 30 punti degli israeliani che non servono ai vice campioni d’Europa a evitare la prima sconfitta stagionale.
Per Milano, una vittoria importante soprattutto dopo l’imbarazzante uscita di Pesaro.
Domenica c’è Bologna, del simpatico Sabatini.
Come sempre dopo una vittoria, è probabile che il Forum sia pieno.
Ad maiora

Ps. Ho scritto questo pezzo sulla banchina della metropolitana 2. Fermata d’Assago piena come un uovo, in attesa da un quarto d’ora. Difficile programmare le corse in base a partite e concerti? Se la Milano del basket si fa valere in Europa, quella del trasporto pubblico ancora no.

Ps2. Arrivato metro’. Ovviamente rotto. Qui sono tutti molto contenti.

IL LEONCAVALLO SUGLI SCONTRI DI SABATO A ROMA

Sul corteo di sabato, gli scontri, la mediatizzazione e la repressione, riceviamo e volentieri pubblichiamo questo comunicato del Centro sociale Leoncavallo di Milano.

Ad maiora.

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In 500 mila hanno sfilato sabato per le vie di Roma per affermare la necessità di un reddito universale garantito, l’esigenza di proteggere i beni comuni e la contrarietà alle politiche liberiste dei governi mondiali che spalleggiati dalla Banca Centrale Europea e dal Fondo Monetario Internazionale ci stanno cancellando il futuro. Lo stesso giorno, milioni di persone, in decine di città di tutto il mondo gridavano a gran voce che il debito lo deve pagare chi l’ha creato.

Solo a Roma, persone assolutamente esterne al dibattito hanno trasformato questo grande momento di lotta e rivendicazione in uno schiaffo alla città e a tutto il movimento.

Le prime vittime di questi comportamenti siamo noi e quei soggetti che come noi praticano la politica dal basso, attraverso le mobilitazioni di piazza e il dialogo con la società civile. E il massacro mediatico altro non fa che alimentare odio e rabbia, verso chi in realtà la piazza l’ha attraversata con altre modalità. Le nostre lotte quotidiane sono portate avanti a volto scoperto.

Siamo stati ostaggio di pratiche politiche assolutamente folli che stanno già favorendo tutte quelle forze politiche reazionarie che propongono una “nuova legge Reale”, attaccando così il diritto di manifestare sancito dalla nostra Costituzione. Il divieto opposto alla Fiom, uno dei più importanti sindacati italiani, di svolgere, il 21 di ottobre, il suo corteo è la più immediata e grave conseguenza, così come le folli proposte di Maroni.

Tentativi, questi, che tendono ad appesantire una legislazione già tra le più restrittive in materia di ordine pubblico e che poco si addicono a uno stato democratico

VERSO UN PUTINISMO ALL’ITALIANA?

Ora rinculano, come i blindati ai cortei: “Macché Legge Reale! Siamo stati male interpretati”.

Ma intanto si prepara un nuovo giro di vite per le manifestazioni.
Alemanno, per esempio, le ha vietate a Roma per un mese. Non si capisce in base a quale principio costituzionale. La prima ad essere punita è la Fiom, che pure ha un servizio d’ordine coi fiocchi. Poi verranno messi a tacere anche quanti vorranno protestare per la crisi o per i tagli. Verranno consentiti, al massimo, sit-in in determinate piazze. È esattamente quel che succede a Mosca, da due lustri. Soprattutto per l’opposizione.

Anche questa idea, che piace tanto a destra e sinistra, di daspare i manifestanti violenti come si fa per gli ultrà del calcio, ricorda tanto il regime putiniano. In Russia, per fare un esempio, i nazional bolscevichi di Limonov vengono arrestati mentre si dirigono alle manifestazione dell’opposizione (che sono quasi sempre non autorizzate). Succederà anche qui?
Li’, sempre per garantire la sicurezza, l’entrata in quelle piazze concesse all’opposizione è regolata da meta detector. La butto li’ come idea per un mega appalto. Magari da far gestire, extra gara, dalla Protezione civile. Non siamo in (perenne) emergenza?

Ai prossimi cortei, se si va avanti, così saranno sempre meno quanti scenderanno in piazza con intenti pacifici. Allo stadio d’altronde, per le partite di calcio, succede da anni.

Scriveva Ignazio Silone:

La libertà è

la possibilità di dubitare,

è la possibilità di sbagliare

è la possibilità di cercare,

è la possibilità di sperimentare

di dire no

ad una qualsiasi autorità

artistica e filosofica, religiosa,

sociale e anche politica.

Ad maiora

LEGA NORD CONTRO MACELLAZIONE ISLAMICA ED EBRAICA. CRITICHE DELLA COMUNITA’

Riceviamo e pubblichiamo questo comunicato di Daniele Nahum, a nome della Comunità ebraica di Milano.

In fondo si trova l’agenzia nella quale si spiega il senso della mozione leghista.

Ad maiora.

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Oggi il Consiglio Regionale della Lombardia sarà chiamato al voto su una mozione che vuole imporre delle limitazioni incompatibili con le regole delle macellazioni rituali ebraica e musulmana, Kasher e Halal. Una mozione che, di fatto, si configura come un divieto. La mozione è stata presentata dal gruppo consigliare della Lega Nord e  ha come primo firmatario Claudio Bottari. Daniele Nahum, Vice Presidente della Comunità Ebraica di Milano, ha dichiarato” sono venuto a conoscenza di questa mozione grazie ad una agenzia stampa, mi sono messo in contatto  con il capogruppo della Lega Nord Stefano Galli per fargli presente che stavano presentando una mozione intollerante e discriminatoria, dunque mi sono permesso di consigliare a Galli di ritirarla. Purtroppo Galli non ha voluto sentire ragione. Voglio fare presente a tutti i consiglieri regionali della Lombardia, in particolare a tutti i capigruppo, che stanno per votare una mozione che ha l’intento di discriminare i cittadini di fede musulmana ed ebraica. Mi appello al buon senso dei nostri rappresentanti in Regione perché un voto a favore di questa mozione sarebbe un brutto segnale di intolleranza e discriminazione nei confronti dei cittadini di fede ebraica e musulmana”.

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17 OTT – Con una mozione che verra’ discussa nella seduta di domani dal Consiglio regionale della Lombardia, la Lega Nord chiedera’ un impegno per “vietare le macellazioni rituali non accompagnate da preventivo stordimento degli animali”, con particolare riferimento alla tradizione islamica. Il Consiglio regionale, si legge nella mozione di cui e’ primo firmatario Claudio Bottari, si deve impegnare “nell’ambito delle proprie competenze ad assumere ogni utile iniziativa tendente a vietare le macellazioni rituali non accompagnate da preventivo stordimento degli animali; a fronteggiare con ogni utile mezzo il fenomeno delle macellazioni rituali svolte al di fuori dei centri autorizzati e in violazione della normativa sul benessere animale, che rappresentano un grave fattore di rischio per la salute umana e per la diffusione di malattie; a sensibilizzare i servizi veterinari delle Asl affinche’ implementino la vigilanza nei luoghi deputati alla macellazione islamica, al fine di sincerarsi del puntuale rispetto della normativa vigente”. (ANSA).