MA IRENE SARA’ STATA INVITATA AL MATRIMONIO DI PETRA ECCLESTONE?

Il Tg1 non è nella migliore fase della sua storia. E guardando l’edizione breve di oggi alle 13.30 si capisce forse il perché. Edizione breve significa partire senza titoli, con un tg di soli 10 minuti per dar spazio alla Formula uno.

Si apre con un collegamento con New York dove sta per arrivare un uragano che tutti chiamano per nome come fosse una vecchia zia che non si vuole incontrare. La collega è a corto di fiato, forse è arrivata di corsa. Il collegamento risulta però in preda all’ansia. E si conclude con delle riprese  di ragazzi che giocano a hockey nelle piazza deserte e, come dice la cronista, “sono immagini che stanno facendo il giro del web”. Ora, questo continuo richiamo a internet sembrerà molto cool ma i ragazzi sanno già che youtube è figo, mentre  a quelli che non sono nativi digitali magari frega il giusto. Alla fine il risultato sarà che sempre più spegneranno la tv per andare direttamente a cercarsi informazioni (e video) sul web. A ciò induce peraltro anche il secondo collegamento che viene lanciato con la redazione internet: da qui vengono mostrate webcam su quel che combina l’uragano, e ci si informa che l’occhio del ciclone è a 150 chilometri da New York e che nel suo cammino ha già ucciso 7 persone. Temo ne siano morte molto di più sulle nostre strade nel week end.

Un dubbio: a quanti interessa l’arrivo di Irene a New York? Non so se è in cima alle preoccupazioni della casalinga di Voghera.

C’è poi un collegamento con Tripoli con il lancio di un servizio su quel che è rimasto dell’ambasciata italiana, devastata dopo i “primi attacchi della Nato”. Sarebbe stato più giusto aggiungere “e dei caccia italiani”.

La pagina politica racconta della manovra che deve essere modificata entro domani e del Pd alle prese col caso Penati. Il titolino lo dà già per condannato: “Penati, il Pd pensa all’espulsione”. Ai probiviri ci andrà però  il 5 settembre.

Un altro pezzo traccia invece un bilancio del Meeting di Rimini, appena concluso.

Arriva a quel punto la cronaca nera. Rissa sui Navigli a Milano (“l’ennesima” dice sicura la conduttrice), un omicidio a Chioggia (senza servizio), un vivo più muto di un famoso tenore caduto in moto a Modica (immagini del tenore Salvatore Licitra “che ha preso il posto di Pavarotti” e riprese a casaccio dell’ingresso del pronto soccorso dell’ospedale). Non si dice che era in moto insieme alla fidanzata cinese, entrambi senza casco.

Lo sport ci porta a una gara di Pistorius (che conquista la finale tra i normodotati). Giocava la serie b di calcio, ma non è degna di nota evidentemente.

Si finisce in bellezza col matrimonio laziale di Petra Ecclestone, seguita dall’inviata del Tg1 (un tempo forse ci sarebbe andata solo qualche rubrica di approfondimento di Studio Aperto) che ci mostra Alesi alla guida dell’auto nuziale e ci descrive Paris Hilton “in vestito grigio” (la si intravede di spalle).

Nell’ambito di un tg di 10 minuti quest’ultimo servizio è quello che fa cadere di più le braccia, ma che conferma comunque un disagio generalizzato a guardare questo telegiornale.

Per chi ha vissuto in albergo in questi giorni, seguire tutti i tg italiani e poi confrontarli con la Bbc o la Cnn, osservare come le tv straniere seguono la Libia, come spiegano quel che sta accadendo, è davvero imbarazzante. Alla fine è forse per quello che dal digitale terrestre hanno tolto la televisione pubblica inglese. Ci meritiamo un bel canale sul poker.

Ad maiora.

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