Month: agosto 2010

Sappe contro “passerelle” dei parlamentari

Ferragosto in carcere dei politici “non sia l’ennesima passerella mediatica. Il numero suicidi in carcere e’ contenuto dalla Polizia Penitenziaria”. E’ quanto dichiara Donato Capece, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria Sappe.

“Anche l’ultimo suicidio di un detenuto, l’altro giorno a Taranto, – afferma – dimostra la gravità della situazione carceri in Italia. Ogni evento critico in carcere è inevitabilmente la conseguenza del sovraffollamento penitenziario e delle gravi carenze negli organici della Polizia penitenziaria, conseguenza che ricade pericolosamente sulle condizioni lavorative dei Baschi Azzurri del Corpo e che impedisce di svolgere servizio nel migliore dei modi. Come può un agente, da solo, controllare 80/100 detenuti? Con un sovraffollamento di quasi 69mila detenuti in carceri che ne possono contenere a mala pena 43mila, accadono purtroppo questi episodi. E se la situazione non si aggrava ulteriormente e’ grazie alle donne e agli uomini del Corpo che, in media, sventano ogni mese 10 tentativi di suicidio (molte centinaia ogni anno) di detenuti nei penitenziari italiani. Proprio come e’ avvenuto ieri ad Agrigento, dove un nostro agente ha salvato la vita all’ennesimo detenuto disperato che ha provato a togliersi la vita. Ma e’ tempo di intervenire con urgenza per deflazionare il sistema carcere del Paese, che altrimenti rischia ogni giorno di più di implodere”. Il personale di Polizia penitenziaria, prosegue Capece “è stato ed è spesso lasciato da solo a gestire all’interno delle nostre carceri moltissime situazioni di disagio sociale, 24 ore su 24, 365 giorni all’anno. Non si può e non si deve chiedere al Personale del Corpo di “accollarsi” la responsabilità di tracciare profili psicologici che possano eventualmente permettere di intuire l’eventuale rischio di autolesionismo da parte dei detenuti. Torniamo a sollecitare l’urgente attuazione del Piano carceri del Governo”. “Rinnoviamo oggi – conclude – ai tanti rappresentanti dei cittadini, in particolare a quelli che già hanno annunciato di recarsi a Ferragosto in carcere, l’invito e il monito a non sottovalutare la portata storica del loro gesto riducendolo ad un gesto di mera passerella mediatica. L’intero Corpo di Polizia Penitenziaria e’ allo stremo, ma oggi servono iniziative concrete sia da parte dell’Esecutivo che della sovrana attività Parlamentare sulle criticità penitenziarie”.

Così oggi uno dei sindacati di Polizia penitenziaria denuncia il continuo aumento dei suicidi (sarebbero 41 e non 40) e critica la visita dei parlamentari in carcere a Ferragosto (in realtà dal 13 al 15 agosto). L’iniziativa, organizzata dall’anno scorso dai radicali, è però una delle poche occasioni nelle quali i media raccontano come sia la situazione carceraria nel nostro Paese.

Sul sito dei radicali italiani si trova (per deputati italiani ed europei, senatori e consiglieri regionali) il modulo di adesione. A questo indirizzo:

http://www.radicali.it/ferragosto-in-carcere-2010

Medvedev lascia Mosca avvolta nel fumo

Mentre Mosca muore di caldo ed è avvolta da un fumo che impedisce di respirare, il presidente Medvedev non trova niente di meglio che andare in Abkhazia a festeggiare il secondo anniversario della vittoria nella guerra contro la Georgia. L’Abkhazia è una regione secessionista russofona e russofila della Georgia. L’anno scorso le truppe georgiane colpirono l’Ossezia del Sud, scatenando la reazione russa (a Mosca parlarono di genocidio, fatto mai dimostrato) che invase gran parte della repubblica ex sovietica.

L’Abkhazia, regione sul Mar Nero a poca distanza da Soci (località marittima che ha ospitato anche vertici Berlusconi-Putin-Gazprom-Eni e a cui sono state assegnate, avendo alle spalle le alte montagne caucasiche, le Olimpiadi invernali del 2014) approfittò della guerra russo-osseto-georgiano per rendere ancora più definito il suo distacco da Tbilisi (iniziato nel 1992).  Il tutto con l’aiuto delle truppe russe. Qui d’altronde Mosca ha distribuito passaporti a piene mani.

Il presidente russo Dmitrij Medvedev oggi ha promesso che Mosca fornirà un ulteriore sostegno alle regioni separatiste georgiane. Il presidente putiniano ha spiegato che il conflitto con la Georgia (durata 5 giorni) è stata una “guerra giusta”.

Una guerra vittoriosa, cui seguì il solito flop di politica estera internazionale della “Russia di Putin”. Mentre altre regioni secessioniste (Kosovo, ad esempio) ottengono numerosi riconoscimenti internazionali, Abkhazia e Ossezia del Nord hanno fallito l’obiettivo.

Malgrado le pressioni russe, i due piccoli staterelli (che la comunità internazionale considera ancora province interne alla Georgia), sono stati riconosciuti solo da Venezuela e Nicaragua. Persino la Bielorussia ha detto no.

Il terzo paese che ha dato l’ok è la Repubblica di Nauru, il più piccolo stato al mondo, un’isola dell’Oceano Pacifico di 21 chilometri quadrati che nel 1968 si è resa indipendente dal Regno Unito. Secondo il quotidiano economico russo Kommersant, Mosca avrebbe promesso al piccolissimo paese un prestito di 50 milioni di dollari in cambio del riconoscimento. Nauru, che dev’essere abitata e guidata da furbacchioni, aveva ottenuto aiuti (economici) dall’Unione europea dopo il riconoscimento del Kosovo e dalla Cina per aver riconosciuto i suoi diritti su Taiwan.

Ad maiora.

Fidanzata (non ex) di un killer

Più che gli occhi azzurri e i capelli biondo platico, di Anete, la fidanzata del disoccupato ucraino che ieri ha massacrato di botte una filippina, l’attenzione cade sui i piedi che non riescono a stare fermi. Ha le occhiaie di una che ha più pianto che dormito e gli occhi che vagano nella stanza, come a cercare risposte. La cosa che durante l’intervista dice più spesso è “non ci posso credere”. E per rendersi conto che quello che fino a ieri mattina era il suo fidanzato e poi si è trasformato in un killer capace di ammazzare a mani nude (grazie alla sua passione per la box) è dovuta andare in viale Abruzzi, sul luogo dell’assurdo omicidio.

Lei nega che si fossero lasciati e di essere la causa del raptus che ha insanguinato un tranquillo venerdì agostano milanese. E’ come se si sentisse in colpa per non aver previsto quel che stava per accadere. Ripete che anche nell’ultima telefonata lui era (sembrava) tranquillo. Che si sarebbero dovuti incontrare dopo la di lui corsetta mattutina. Ma Oleg non è andato a correre. E’ uscito da casa della madre e ha ucciso una donna. A caso? O avrà scelto proprio una filippina? Anna nega che lui fosse un razzista, “siamo stranieri anche noi”, dice. Ma tra Ucraina e Lettonia (come in tanti paesi ex sovietici) non mancano quanti credono che la razza caucasica sia superiore alle altre.

Domani, con l’interrogatorio di garanzia, forse si capirà un po’ di più sul perché l’ucraino venticinquenne  (disoccupato, mantenuto dai soldi della madre) abbia assassinato una donna che aveva appena lasciato i suoi figli per andare a lavorare.

Un raptus? Sarà ritenuto anch’egli incapace di intendere e di volere come Tartaglia? Staremo a vedere. Niente riporterà comunque in vita Emlou, né restituirà serenità ad Anete. Che forse è sfuggita al destino.

40 suicidi in carcere

Immagino che non sarà la notizia d’apertura dei giornali domani come non lo è stato dei tg oggi. Vedo che nemmeno sui “grandi” siti di informazione, queste notizie hanno rilievo.

Eppure è da registrare il quarantesimo suicidio in carcere dall’inizio dell’anno. Tunisino, 43 enne, in cella perché condannato per detenzione d’armi, si è arrotolato una maglietta attorno al collo e si è impiccato alle sbarre della cella. L’uomo avrebbe dovuto uscire nel 2012. “Però ora che lui s’è impiccato la porta gli devono aprir”.

La Camera dove l’altro giorno si è discusso delle sorti di un sottosegretario (alla Giustizia) è oramai in vacanza (riapre l’8 settembre, non so se sia una data o un auspicio) e quindi nessuno si indignerà più di tanto per questo record di suicidi nelle sovraffollate carceri italiane. E’ il quarto detenuto che si toglie la vita in Puglia, in questo terribile 2010. I sindacati della polizia penitenziaria continuano a segnalare la situazione esplosiva nei penitenziari. Ma credo nessuno gli dia retta.

Solo i radicali, con il loro Osservatorio permanente sulle morti in carcere, tengono il drammatico elenco.

Elenco che, con la morte in cuore, non posso far altro che pubblicare:

34 detenuti si sono suicidati dall’inizio anno impiccandosi:

Tunisino Detenuto 43 anni 05-ago-10 Suicidio Impiccagione Brindisi
Liotta Corrado 44 anni 27-lug-10 Suicidio Impiccagione Siracusa
Manfrè Rocco 65 anni 18-lug-10 Suicidio Impiccagione Caltanissetta
Saba Italo 53 anni 18-lug-10 Suicidio Impiccagione Sassari
Antimo Spada 35 anni 14-lug-10 Suicidio Impiccagione Torino
Mantice Santino 25 anni 30-giu-10 Suicidio Impiccagione Padova C. Reclusione
Mento Marcello 37 anni 28-giu-10 Suicidio Impiccagione Giarre (Ct)
Y. A. 22 anni 27-giu-10 Suicidio Impiccagione Agrigento
Göller Tomas 43 anni 21-giu-10 Suicidio Impiccagione Bolzano (semilibero)
Coluccello Luigi 55 anni 12-giu-10 Suicidio Impiccagione Lecce
Caneo Francisco 49 anni 12-giu-10 Suicidio Impiccagione Opera (Mi)
Lamagna Alessandro 34 anni 06-giu-10 Suicidio Impiccagione Salerno
Straniero Detenuto 30 anni 28-mag-10 Suicidio Impiccagione Lecce
Caselli Aldo 44 anni 19-mag-10 Suicidio Impiccagione Reggio Emilia
Franzese Domenico 57 anni 15-mag-10 Suicidio Impiccagione Siracusa
Ivanov Kirilov Vasiline 33 anni 8-mag-10 Suicidio Impiccagione San Vittore (Mi)
De Magro Eraldo 57 anni 6-mag-10 Suicidio Impiccagione Como
Protino Gianluca 34 anni 27-apr-10 Suicidio Impiccagione Teramo
Palumbo Giuseppe 34 anni 23-apr-10 Suicidio Impiccagione Firenze
Bellante Daniele 31 anni 13-apr-10 Suicidio Impiccagione Roma Rebibbia
B. Carmine 39 anni 07-apr-10 Suicidio Impiccagione Benevento
Iaria Romano 54 anni 03-apr-10 Suicidio Impiccagione Sulmona (AQ)
Russo Angelo 31 anni 10-mar-10 Suicidio Impiccagione Napoli Poggioreale
Sorrentino Giuseppe 35 anni 07-mar-10 Suicidio Impiccagione Padova Reclusione
Giuliani Roberto 47 anni 25-feb-10 Suicidio Impiccagione Roma Rebibbia
Furuli Alessandro 42 anni 24-feb-10 Suicidio Impiccagione Vibo Valentia
Aloui Walid 28 anni 23-feb-10 Suicidio Impiccagione Padova Reclusione
Balsamo Vincenzo 40 anni 23-feb-10 Suicidio Impiccagione Fermo
Tunisino Detenuto 26 anni 22-feb-10 Suicidio Impiccagione Brescia
Volpi Ivano 29 anni 19-gen-10 Suicidio Impiccagione Spoleto (PG)
Abellativ Eddine 27 anni 13-gen-10 Suicidio Impiccagione Massa Carrara
Attolini Giacomo 49 anni 07-gen-10 Suicidio Impiccagione Verona
Tammaro Antonio 28 anni 07-gen-10 Suicidio Impiccagione Sulmona (AQ)
Frau Celeste 62 anni 05-gen-10 Suicidio Impiccagione Cagliari

5 detenuti si sono suicidati dall’inizio anno inalando gas:

Di Marco Antonio 43 anni 15-giu-10 Suicidio Inalazione gas Catania
Italiano Detenuto 39 anni 11-apr-10 Suicidio Inalazione gas Santa Maria C.V. (Ce)
Italiano Detenuto 47 anni 28-mar-10 Suicidio Inalazione gas Reggio Emilia
Ciullo Pierpaolo 39 anni 02-gen-10 Suicidio Inalazione gas Altamura (BA)
Ben Massoud Adel 57 anni 12-feb-10 Suicidio Inalazione gas Livorno

1 detenuto si è suicidato dall’inizio dell’anno tagliandosi la gola:

Corallo Andrea 39 anni 23-lug-10 Suicidio Sgozzamento Catania Bicocca

Hrw premia Natalia Morar

Human Rights Watch ha annunciato i vincitori del premio Hellman/Hammett riservato a scrittori e giornalisti per “il loro impegno per la libera espressione e di coraggio di fronte alle persecuzioni politiche”. Tra loro la giornalista Natalia Morari, moldava russofona, per anni residente a Mosca.

La Morari, giornalista investigativa, si occupa di corruzione e di riciclaggio di denaro. Ha pubblicato vari articoli sugli affari del clan putiniano e sui “fondi neri del Cremlino”. Pezzi che a Mosca non sono piaciuti. Nel 2007 alla Morari è stato vietato l’ingresso in Russia (stava tornando a casa dopo un viaggio in Israele) e un suo nuovo tentativo di rientrare in Russia, nel 2008, insieme al marito (giornalista russo, sposato forse solo per ottenere il visto) è stato respinto dalle autorità aeroportuali che l’hanno bloccata (insieme al collega) nella terra di nessuno prima di rimpatriarla in Moldova. La Morari è considerata infatti una minaccia alla sicurezza nazionale. Respinta anche la richiesta di cittadinanza russa, malgrado sia sposata con un cittadino della Federazione.

Neanche a Chisinau comunque la Morar (classe 1984)  sta tranquilla. Durante la rivolta contro i comunisti vincitori di contestate elezioni nel 2009, è stata arrestata (per due giorni). Anche in Moldova viene infatti considerata una minaccia alla sicurezza nazionale.

Questo il suo blog:

http://natmorar.livejournal.com/

Il premio di Human Rights Watch, ong con base a New York che si occupa di diritti umani, è andato anche a Musa Mutaev, scrittore ceceno che ora vive esule in Norvegia. Per i suoi articoli è stato arrestato e picchiato dai federali in Cecenia prima e in Inguscezia poi. Dal 2004 ha ottenuto l’asilo politico.

Premiato anche Almas Kusherbaev, giovane giornalista kazako che ha osato criticare il governo del suo paese in articoli su corruzione e scarsa democrazia. Un pezzo su un uomo d’affari impegnato in politica ha portato alla chiusura (per bancarotta) del giornale per cui scriveva.

Infine, sempre per l’area che seguo, va segnalato il premio ad Alikhan Kureishevich Timurziev, giornalista russo che si occupa di Cecenia, Inguscezia e Nord Ossezia per il quotidiano Ingushetija. Ha spesso accompagnato Anna Politkovskaja nei suoi viaggi nel Caucaso. Il suo lavoro non era gradito ed è statlo picchiato e avvelenato. Da due anni e mezzo vive in Polonia in attesa dell’asilo.

Per chi voglia vedere nomi e motivazioni dei /42) premi può cliccare qui: http://www.hrw.org/en/news/2010/08/04/banned-censored-harassed-and-jailed

Ad maiora