Udienza in tribunale a Mosca, dopo il concerto contro Putin alla Chiesa del Cristo Salvatore.
Presente anche Boris Nemtsov:
http://worldnews.nbcnews.com/_news/2012/07/30/13027799-punk-rockers-pussy-riot-face-trial-for-anti-putin-church-protest?lite?ocid=twitter
Qui il punto della situazione:
http://freepussyriot.org/news/pussy-riot-trial-be-live-video-and-text-broadcast-khamovnichesky-court-307-158
Ad maiora
Mosca
#FreePussyRiot, anche Sting ne chiede la liberazione
Sul caso delle Pussy Riot continua la mobilitazione internazionale (e russa).
Dopo i Red Hot, anche Sting si è unito ad Amnesty International per chiedere la liberazione immediata delle tre artiste in cella per un concerto anti-putiniano nella Chiesa del Cristo Salvatore:
http://www.tmnews.it/web/sezioni/nuovaeuropa/PN_20120725_00633_NE.shtml
Qui un’analisi sul gruppo punk rock femminista apparso sul Moscow Times:
http://russiaoggi.it/articles/2012/07/24/pussy_riot_ne_sciocche_ne_hooligans_16835.html
Ad maiora
Red Hot pro Pussy Riot
Il gruppo californiano ieri si è esibito a Mosca ostentando una maglietta a favore delle tre attiviste in cella (chissà per quanto). La loro “colpa”? Un concerto antiputiniano nella Chiesa del Cristo Salvatore.
Oggi hanno scritto una lettera di sostegno (sosteniamo al plurale) per il gruppo punk-rock femminista:
http://www.adnkronos.com/IGN/News/Esteri/Russia-Red-Hot-Chilli-Peppers-firmano-lettera-in-sostegno-delle-Pussy-Riot_313531947256.html
Monti intanto si sollazza in quel di Sochi, nella dacia dell’immarcescibile Vladimir Putin.
Ad maiora
Pussy Riot: carcerazione preventiva infinita
Continua l’accanimento dei giudici russi verso le Pussy Riot, il gruppo punk-rock femminista colpevole di aver organizzato un concerto anti-putiniano nella Chiesa di Cristo Salvatore a Mosca.
È stato deciso che rimarranno in carcere fino a gennaio 2013, quando dovrebbe terminare il processo a carico delle tre ragazze:
http://it.euronews.com/2012/07/20/altri-6-mesi-di-carcere-per-le-pussy-riot-le-femministe-punk-anti-putin/
Ad maiora
Erdogan da Putin (senza Berlusconi)
Mentre i quotidiani italiani si dilettano a contare i followers di Grillo, quelli turchi continuano a concentrarsi sulla visita del loro primo ministro a Mosca.
Da quel poco che sono riuscito a leggere, ignorata invece nel Bel Paese.
Eppure la Turchia è un elemento fondamentale nello scacchiere del Mediterraneo, soprattutto ora che riceve migliaia di profughi dalla Siria.
Di Siria hanno discusso Putin e Erdogan ieri. Pur rimanendo su posizioni distanti.
Qualche tempo fa i due, quando stavano per firmare l’accordo per il passaggio in territorio turco del gasdotto South Stream si trovarono al tavolo anche Berlusconi, che si vantò di aver avuto un ruolo centrale nel patto:
http://www.repubblica.it/2009/07/sezioni/economia/eni-gas/turchia-berlusconi/turchia-berlusconi.html
Il gasdotto, nato da una joint venture tra Gazprom ed ENI, ha visto negli ultimi tempi la compagnia statale italiana fare ampi passi indietro; con la crisi è infatti diminuito pesantemente il consumo di gas in Italia. E per diventare l’hub del gas avremmo bisogno di strutture, costose e impattanti in un territorio ad alta densità umana come il nostro.
Ad maiora.





