Un’altra svolta, che svolta non sembra essere, nelle indagini sull’omicidio di Anna Politkovskaja, la giornalista russa assassinata a Mosca 6 anni fa.
Dopo un primo processo finito nel nulla le autorità hanno arrestato quello che ritengono possa essere l’organizzatore dell’assassinio: Dmitry Pavlyuchenko, ex ufficiale della polizia in pensione.
Non è una pista nuova questa che segue la giustizia russa. Su questo cammino, il regime si è già avviato anni fa. Senza esito.
Questa la ricostruzione degli investigatori.
A eseguire l’omicidio, un piccolo gruppo che ha individuato la casa, seguito e alla fine ucciso – il 7 ottobre del 2006, con una Makarov, la più importante giornalista russa (ovviamente avversa alla Russia di Putin).
Un gruppo che avrebbe agito senza un motivo apparente e senza che sia stato mai individuato (o cercato) il mandante di questo omicidio. Politico.
In primo grado i giudici hanno smontato passo a passo la lacunosa inchiesta mandando assolti tutti gli imputati.
Poi indagini azzerate. Con l’arresto del terzo fratello ceceno (che era latitante durante il processo) Rustam Mahkmudov, che ora si immagina possa essere stato l’esecutore materiale. Gli altri due fratelli erano però stati assolti, anche grazie alla prova del Dna.
Ora un nuovo arresto, quel Pavlyuchenko che al processo era già stato coinvolto ma come testimone. Lì aveva dichiarato che l’imputato Serghei Khadzhikurbanov, ex funzionario di polizia, gli aveva detto di “avere a che fare col mondo della stampa”. Anche Khadzhikurbanov è stato comunque assolto in primo grado.
Ora lo stesso Pavlyuchenko, che molti a Mosca immaginino faccia parte dei servizi segreti (Kgb, o come si chiamano adesso) è stato arrestato come organizzatore dell’omicidio.
Una tipica vicenda alla russa, con i personaggi delle Matrioske che si aprono una dietro l’altra svelando sempre nuovi personaggi (che si somigliano un po’ tutti)
Chissà quando qualcuno cercherà davvero di capire chi, all’interno della
Matrioska, è il personaggio più piccolo, quello più importante, quello che ha dato inizio al tutto.
Ad maiora
Mosca
Pussy Riot, continua la mobilitazione
La mobilitazione popolare a favore delle Pussy Riot (gruppo punk-rock femminista in carcere dopo un concerto anti-putiniano nella Chiesa del Cristo Salvatore) è stata ignorata dai giudici del regime russo:
http://www.tmnews.it/web/sezioni/nuovaeuropa/PN_20120710_00373_NE.shtml
Da qualche giorno le ragazze sono in sciopero della fame:
http://www.memorialitalia.it/2012/07/05/russiapussy-riot-sciopero-della-fame/
Ad maiora.
Le Pussy Riot tornano a far parlare di sé
Le Pussy Riot, il gruppo punk rock russo che ha tre dei suoi elementi in carcere per un concerto contro Putin, torna al centro dell’attenzione.
Alcune di loro hanno interrotto un concerto moscovita degli americani dei Faith No More:
http://www.agi.it/in-primo-piano/notizie/201207031001-ipp-rt10036-le_pussy_riot_irrompono_a_concerto_faith_no_more_a_mosca
A Mosca migliaia di persone hanno intanto firmato un appello a loro favore:
http://italian.ruvr.ru/2012_06_29/79686447/
Per loro un concerto anche a Lubiana:
Free Pussy Riot! Manifestazione e concerto benefit a Ljubljana 03/07/2012
Le ragazze sono sempre in carcere. Rischiano di rimanerci sette anni.
Ad maiora
Opposizione russa di nuovo in piazza il 26 luglio
Opposizione russa di nuovo in piazza contro Putin. E non a settembre, come annunciato. Ma subito a luglio, il 26 per l’esattezza.
Per quel giorno è stato chiesto alle autorità cittadine l’autorizzazione per un corteo che attraversi le vie del centro di Mosca.
A organizzare la manifestazione il “comitato 6 maggio”, associazione di sigle dell’opposizione che prende il nome dall’ultima manifestazione oceanica a Mosca finita con tafferugli con le forze dell’ordine.
Per quella manifestazione sono ancora in carcere 12 persone e il corteo servirà anche per esprimere solidarietà con questi “prigionieri politici”.
Ad maiora
#FreePussyRiot Proteste a Praga (video)
Occupazioni, volantini e soprattutto un muro nella capitale ceca dove esprimere la propria opinione per chi rischia 7 anni di carcere per un concerto di protesta in Chiesa.
Il video di Radio Free Europe:
http://www.rferl.org/media/video/24620257.html
Ad maiora



