Comunicazioni

Riflessioni random sulla comunicazione. Radio televisiva e no.

Domani il tg del Master Tobagi in diretta e dedicato ai lavoratori Wagon Lits

Dissesto Tg, il telegiornale degli studenti del Master in giornalismo Walter Tobagi dell’Università degli studi di Milano/Ifg , lunedì 30 gennaio sarà in larga parte dedicato alla protesta dei lavoratori dei wagon lits.
Per la prima volta il tg andrà in diretta alle 12.45 sul sito http://www.lasestina.unimi.it
Verranno mostrate le immagini della salita sulla torre della Centrale e raccontata la storia dei due lavoratori scesi e di quello che ancora resiste sulla torre faro.
In studio Carmine Rotatore, che giovedì ha dovuto scendere dalla torre per motivi di salute.
In diretta ci si collegherà col presidio di solidarietà in stazione.
Si darà conto della posizione delle Ferrovie e dei sindacati pro e contro gli accordi.

Sempre in diretta sul sito http://www.lasestina.unimi.it , alle ore 11, il giornale radio degli studenti affronterà il tema delle liberalizzazioni: chi ha vinto e chi ha perso. In studio Michele Polo, prorettore della Bocconi.

Ad maiora

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Lunedì, Dissesto Tg in diretta sul caso Wagon Lits

Dissesto Tg, il telegiornale degli studenti del Master in giornalismo Walter Tobagi dell’Università degli studi di Milano/Ifg , lunedì 30 gennaio sarà in larga parte dedicato alla protesta dei lavoratori dei wagon lits.
Per la prima volta il tg andrà in diretta alle 12.45 sul sito http://www.lasestina.unimi.it
Verranno mostrate le immagini della salita sulla torre della Centrale e raccontata la storia dei due lavoratori scesi e di quello che ancora resiste sulla torre faro.
In studio Carmine Rotatore, che giovedì ha dovuto scendere dalla torre per motivi di salute.
In diretta ci si collegherà col presidio di solidarietà in stazione. Si darà conto della posizione delle Ferrovie e dei sindacati pro e contro gli accordi.

Sempre in diretta sul sito http://www.lasestina.unimi.it , alle ore 11, il giornale radio degli studenti affronterà il tema delle liberalizzazioni: chi ha vinto e chi ha perso. In studio Michele Polo, prorettore della Bocconi.

Ad maiora

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Quel gran genio del mio amico. Nomfup e nn solo

Di Filippo Sensi, inventore di Nomfup e ora collaboratore della Lettura del Corriere della sera, ho già scritto qualche tempo fa:

https://andreariscassi.wordpress.com/2011/10/10/quel-genio-di-filippo-sensi/

Ora (che è pure diventato vicedirettore di Europa) a FIlippo è stata fatta una videointervista. Se riuscite a non farvi confondere dalla musichetta, domande e risposte su internet e politica sono molto interessanti:

http://youtu.be/Xj1n2eJB6dw

Come dicevo ieri a un’amica, in qualche paese più a nord del nostro, Sensi sarebbe ministro. Ma non essendo il figlio di un ministro, non può neanche sognare di diventare sottosegretario.

Ad maiora

Lacrime & sfigati. I tecnici travolti dalla tv

Ha cominciato il ministro Fornero con le sue lacrime in diretta tv.
Da quel momento, il governo dei tecnici ha preso una china comunicativa decisamente imbarazzante.
Per interrompere la lunga stagione berlusconiana occorreva un inversione di tendenza anche sul fronte delle comunicazioni ai cittadini. Per ora non ci siamo.
Certo, non si vedono più i comizi notturni o le cene (eleganti) del lunedì. Né le telefonate in diretta a Biscardi o a Ballarò.
Anche se abbiamo avuto, anche in questo governo, qualcuno che aveva vacanze pagate “a suo discapito” e abbiamo, ancora, ministri con case vicine al Colosseo a prezzo di discount.
Ma il vizio di lanciarsi in scorribande televisive e in dichiarazioni dissennate sembra essere un’eredità lasciata dai berluscones e subito accolta dal nuovo esecutivo.
Il Presidente del consiglio d’altronde continua a essere – in tv ma non solo – chiamato “premier”, errore sia politico (la riforma costituzionale in tal senso fu bocciata dal popolo italiano) sia giornalistico (l’italiano è una lingua ricchissima, solo la pigrizia può spingerci ancora nella terminologia britannica dove peraltro il Premier ha ben altro peso rispetto al nostro Presidente del Consiglio).
E per non smentirsi, il “premier” Monti è andato a spiegare la Fase 1 da Vespa. Nelle ultime settimane, per illustrare (e per par condicio) la Fase 2 ha fatto il giro dei salotti televisivi più graditi a sinistra. Con i risultati che sono sotto gli occhi di tutti.
La lentezza della comunicazione montiana non tragga in inganno. Prodi ha vinto due campagne elettorali, pur parlando con ritmi da Prima Repubblica.
Monti comunque sembra non aver convinto molti, visto quel che succede del paese. Che non so quanto abbia capito della Fase 2 (il decreto è uscito in Gazzetta ben dopo essere passato in tv).
Per tornare alla Fornero (anzi a Fornero visto che il ministro non vuole essere chiamata “La Fornero”, anche se sono certo che i suoi studenti, tra loro, l’avranno sempre battezzata così) anche ieri nei servizi tv sembrava una docente che rimprovera gli studenti: dove avete letto questa frase? chiedeva, senza attendersi risposta (dai sindacati in questo caso).
Il ministro della Difesa (che dalla Annunziata si è dimostrato di un’antipatia rara) potrebbe ad esempio dirci che, per la crisi e per ragioni etiche, blocca nuovi costosi aerei (ma dimenticavo che è un ammiraglio).
Il ministro Clini non ha avuto il tempo di andare nemmeno mezza giornata al Giglio. L’agenda era troppo piena di impegni televisivi.
In assenza di Brunetta, infine ieri ci ha pensato il sottosegretario Martone (figlio di un notissimo magistrato) a definire “sfigati” quanti non si sono laureati a 28 anni. È così che si motivano i ragazzi?
La fine del berlusconismo inizierà quando avremo dei politici che penseranno più al fare che al parlare in tv.
Ad maiora

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BIG BABOL, LE CICCHE DI NOI ATTEMPATI, HANNO ORA IL COLORE DELLE TANGENTI

Nelle intercettazioni sul giro di tangenti che ieri ha portato in carcere una decina di persone in Lombardia, il passaggio di mazzette veniva in codice chiamato “Big Babol”.

Non ci hanno messo molto investigatori e inquirenti per capire che funzionari, imprenditori e politici non si riferivano alle gomme da masticare ma alle banconote da 500 euro che hanno lo stesso colore di quelle che a Milano chiamiamo cicche.

La pezzatura da 500 (Big Babol in questo codice) fanno gola a molti, difficilmente per buoni motivi. Tanto che a Londra è stata vietata:

http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2010-05-14/londra-vieta-pezzi-usati-081100.shtml?uuid=AYOmVxoB&fromSearch

Ma il riferimento a quello storico chewing-gum fa capire che l’età di questi presunti corrotti e corruttori non deve essere verde. Le Big Babol (che pure sono ancora in commercio e che piacciono ai bambini per le enorme bolle che si riescono a fare) sono state un must negli anni ’70-’80.

Non a caso molti degli spot hanno come protagonista Daniela Goggi che ha canticchiato per tre anni il motivetto (che avrà fatto venire la carie a molti):

http://youtu.be/1r8OIjgBDWg

Ma anche Bud Spencer che a quei tempi stendeva a cazzottoni tutti i cattivi:

http://youtu.be/cEeKo5CIP4c

Per fare capire come sia cambiato il paese in trent’anni, basti guardare la differenza delle pubblicità che aprono e chiudono questo post.

Lo slogan “A noi piacciono gommose” sembra un tipico frutto del ventennio berlusconiano.

Ad maiora.