Serghei Udaltsov, leader del Fronte di sinistra, scarcerato ieri dopo qualche giorno di cella per corteo non autorizzato, oggi era di nuovo in piazza Pushkin per un presidio non autorizzato contro Putin:
http://m.ctv.ca/topstories/20120317/russian-police-putin-protesters-20120317.html
“Questo regime non è autorizzato”, ha gridato Udaltsov durante un improvvisato comizio. Concluso con: “L’impostore deve lasciare il Cremlino”.
L’impostore in realtà ci tornerà il 7 maggio.
Il 6 è prevista la marcia delle opposizioni che vogliono portare in piazza un milione di persone.
Ad maiora.
Vladimir Putin
L’opposizione russa chiede di indagare sui rapporti tra Berlusconi e Putin
Yabloko, partito liberale russo, d’opposizione al putinismo, ha chiesto al procuratore generale russo di indagare sui “potenziali conflitti di interesse” e su eventuali “rischi di corruzione” nei rapporti tra l’ex presidente del consiglio italiano Silvio Berlusconi e il sempre-presidente russo Vladimir Putin. Il tutto dopo l’ennesima visita privata – 8 e 9 marzo – di Silvio a Vladimir (e Dimitri).
Nel comunicato stampa che arriva da Mosca si legge: “Il leader di Yabloko, Sergei Mitrokhin, ha inviato una lettera al Procuratore Generale, in cui egli chiede di verificare se non vi sia conflitto di interessi nel recente incontro tra il presidente Dimitri Medvedev e il Primo Ministro Vladimir Putin con il cittadino italiano e imprenditore Silvio Berlusconi”. E il partito liberale (che non è riuscito a entrare alla Duma e che non ha potuto concorrere per le presidenziali) denuncia: “La leadership del paese enfatizza le sue relazioni esclusive con un importante rappresentante internazionale” fatto che – a giudizio di Yabloko – potrebbe ipotizzare “l’esistenza di rapporti illegali”.
Yabloko sottolinea che l’incontro tra Berlusconi e Putin non era giustificato e ciò “può contribuire al sospetto di corruzione”. E prosegue: “L’ex primo ministro italiano è sotto inchiesta in Italia per reati di corruzione”.
Inoltre Berlusconi “non ha alcun incarico di governo” (anche se è un parlamentare di peso, NdR), è solo – a giudizio di Yabloko – “un miliardario, proprietario della Fininvest”.
Anche in Italia, soprattutto quando era a capo del governo, più volte – in Parlamento e sui giornali – si è chiesto di far luce sulle (innumerevoli) “visite private” di Berlusconi da Putin e viceversa. Invano.
Ad maiora.
Pussy Riot e criceti di internet
Visto che il mio post di due giorni fa ha acceso un acceso dibattito (la ripetizione è voluta, prima che qualcuno mi rimproveri, fin dalla prima riga) torno sul tema delle Pussy Riot, gruppo rock anti-Putin, ora parzialmente finito in cella.
Di loro si occupano anche siti web più seri del mio.
Per Repubblica, rischiano 7 anni di carcere per il concerto “non autorizzato” nella Chiesa di Cristo Salvatore a Mosca:
http://www.repubblica.it/esteri/2012/03/09/news/russia_pussy_riot-31205146/
Anche per Vie dell’Est, la “preghiera rock” potrebbe costare cara:
http://www.viedellest.eu/news/2012/03/07/attualita/01.htm
Questo il mio post in cui riassumevo le gesta del gruppo rock anti-putiniano:
https://andreariscassi.wordpress.com/2012/03/07/le-pussy-riot-russe-restano-in-carcere/
Il mio lavoro è questo: raccontare.
Il giudizio lo lascio ai giudici. O a chi legge e commenta.
Io mi limito a scuotere la mia testa (mentre, come un qualunque criceto di internet) digitando sulla tastiera (e andando, quando posso, da quelle parti).
Ad maiora
Daghestan, i terroristi rispondono al voto: uccisi cinque agenti
In Daghestan torna a scorrere il sangue. Una ragazza si è fatta esplodere ieri sera cercando di entrare in un posto di polizia nel villaggio di Karaboudakhkent. Fernata all’ingresso ha fatto scattare la bomba (almeno due chili di tritolo) uccidendo cinque agenti e ferendone due.
Si tratta ragionevolmente di una “vedova nera”, che ha perso il marito in qualche operazione anti-terrorismo. Anche l’attentato alla metropolitana di Mosca fu compiuto da una “vedova nera” di soli 17 anni.
La polizia sta ora cercando di identificare il corpo della donna che ha computo l’attentato suicida ieri.
In un altro attentato suicida sempre in Daghestan è rimasto ucciso un altro poliziotto.
Domenica Putin è stato rieletto presidente. In Daghestan le percentuali di voto verso l’uomo forte del Cremlino hanno – incredibilmente – superato il 90% dei consensi. Anche durante le operazioni di voto, un attentato a un seggio aveva causato 3 morti.
Del Daghestan, nei mesi scorsi, si sono occupati persino i giornali italiani. L’ex stella interista Eto’o è andata infatti a giocare per l’Anzhi, la squadra di calcio della capitale daghestana, Makhachkala. Il camerunense, per giocare da queste parti, guadagna 20 milioni di euro l’anno.
Ad maiora
#occupyKremlin Scarcerati tutti gli oppositori. Che sabato tornano in piazza
La polizia di Mosca ha rilasciato tutti i manifestanti (ben 250 persone) arrestati ieri durante le manifestazioni post-elettorali.
Gli oppositori sono stati infatti solo denunciati per mere violazioni amministrative.
Il movimento democratico non ha comunque intenzione di fare passi indietro.
Ci si prepara a una manifestazione di massa per sabato 10 marzo.
Ad annunciarlo, poco dopo essere stato scarcerato, Serghei Udaltsov, leader del Fronte di Sinistra.
L’idea è un corteo lungo il viale Kutuzovski, dal Parco della Vittoria al Novi Arbat, passando quindi davanti alla sede del governo, lungo l’arteria usata normalmente dal premier Putin e dal presidente Medvedev per spostarsi dalle loro residenze ai luoghi di lavoro.
Vedremo se sarà autorizzata e quali le reazioni del regime che, dopo mesi di tolleranza, sembra pensare a una fase bielorussa, con arresti di massa. L’immediata scarcerazione di tutti i fermati segnala comunque che le idee non sono ancora chiare.
Se si voleva spaventare il movimento, questi temporanei fermi di polizia credo non faranno altro che rafforzarlo. Lo scorso dicembre, i 15 giorni di cella di Navaly (che ieri dal cellulare di polizia ha continuato a scrivere tweet al vetriolo e scattare foto agli amici arrestati), ne hanno indubbiamente rafforzato l’immagine pubblica. E lo stesso discorso vale per Udaltsov.
Ad maiora
Ps. Vedo che i giornali di tutto il mondo (e i nostri non fanno eccezioni) danno grande risalto all’iniziativa di Medvedev per riaprire il caso Khodorkovskij.
A nessuno è venuta questa domanda: come mai, dopo quattro anni al Cremlino, si è occupato di questo caso a fine mandato?
A me sembra solo propaganda.
