L’avevano – ghandianamenfe – annunciato. E l’hanno fatto.
Opposizione in piazza a Mosca. Senza autorizzazione.
Con 20 arresti:
http://m.ctv.ca/topstories/20120317/russian-police-putin-protesters-20120317.html
Da qui a maggio sarà sempre così.
Ad maiora.
Mosca
Niente da fare: le Pussy Riot restano in cella
La Corte della città di Mosca ha confermato la decisione dei giudici di primo grado di trattenere in carcere lepericolosissimePussy Riot fino al giorno del processo, calendarizzato per il 24 aprile.
Nadezhda Tolokonnikova e Maria Alyokhina rischiano una condanna record dopo la manifestazione di protesta organizzata dal gruppo punk-rock nella chiesa del Cristo Salvatore di Mosca. Qui il racconto di quel che han fatto grazie al video:
Le Pussy Riot russe restano in carcere (dopo il blitz in chiesa)
Le due ragazze hanno iniziato uno sciopero della fame contro la carcerazione preventiva.
Fuori dall’aula dove si è svolta l’udienza di convalida del fermo (reiterato) una ventina di ragazzi ha organizzato un presidio di solidarietà pacifico. Ma non autorizzato. Tre di loro sono stati arrestati.
Ad maiora.
Da Piero ad Anna. Le mie radici
Parlando con mio fratello Filippo – @nomfup per gli amici – dicevo che, venendo oggi a Torino, avrei dovuto fare uno sforzo per conciliare (con qualche logica) i miei interessi. Di ieri e di oggi.
Dare un senso a questa vita, per citare un cantante cui sono particolarmente affezionato.
Vengo alla riunione annuale del Centro studi Piero Gobetti da quando ho 16 anni. Un tempo, entrando nelle stanze che furono di Pietro, ero schiacciato dall’emozione. Per la sacralità del luogo. E per i personaggi che si incontravano (ricordo come un tuffo al cuore Norberto Bobbio e con stupore l’intervento di Galante Garrone alla presentazione del “mio” – e di Paolo Costa – libro gobettiano).
L’emozione quando varco l’ingresso di via Fabro 6 è rimasta quella di un tempo. Anche se il tempo ha portato via tanti punti di riferimento del giovane liberale che ero.
Da vecchio liberale ora mi emoziono, nello stesso modo, ogni volta che a Mosca entro nella stanza di Anna Politkovskaja, alla Novaja Gazeta.
Nella mia “lunga esistenza” ho avuto la fortuna di assistere di persona a una “rivoluzione liberale”, a Kiev.
E tra dicembre e la scorsa settimana, ho percepito quel vento di rivoluzione nella – inaspettata – primavera moscovita.
A Piero sarebbe piaciuto quel vento. E sono certo anche ad Anna.
Entrambi avrebbero spronato duramente il movimento.
Sempre esigenti. Sempre insoddisfatti. Sempre protesi in avanti. Sempre liberali.
Caduti, ma sempre vivi.
Capaci di indicare un cammino a noi, piccoli uomini e piccole donne.
Ad maiora.
Pussy Riot e criceti di internet
Visto che il mio post di due giorni fa ha acceso un acceso dibattito (la ripetizione è voluta, prima che qualcuno mi rimproveri, fin dalla prima riga) torno sul tema delle Pussy Riot, gruppo rock anti-Putin, ora parzialmente finito in cella.
Di loro si occupano anche siti web più seri del mio.
Per Repubblica, rischiano 7 anni di carcere per il concerto “non autorizzato” nella Chiesa di Cristo Salvatore a Mosca:
http://www.repubblica.it/esteri/2012/03/09/news/russia_pussy_riot-31205146/
Anche per Vie dell’Est, la “preghiera rock” potrebbe costare cara:
http://www.viedellest.eu/news/2012/03/07/attualita/01.htm
Questo il mio post in cui riassumevo le gesta del gruppo rock anti-putiniano:
https://andreariscassi.wordpress.com/2012/03/07/le-pussy-riot-russe-restano-in-carcere/
Il mio lavoro è questo: raccontare.
Il giudizio lo lascio ai giudici. O a chi legge e commenta.
Io mi limito a scuotere la mia testa (mentre, come un qualunque criceto di internet) digitando sulla tastiera (e andando, quando posso, da quelle parti).
Ad maiora
#occupyKremlin Scarcerati tutti gli oppositori. Che sabato tornano in piazza
La polizia di Mosca ha rilasciato tutti i manifestanti (ben 250 persone) arrestati ieri durante le manifestazioni post-elettorali.
Gli oppositori sono stati infatti solo denunciati per mere violazioni amministrative.
Il movimento democratico non ha comunque intenzione di fare passi indietro.
Ci si prepara a una manifestazione di massa per sabato 10 marzo.
Ad annunciarlo, poco dopo essere stato scarcerato, Serghei Udaltsov, leader del Fronte di Sinistra.
L’idea è un corteo lungo il viale Kutuzovski, dal Parco della Vittoria al Novi Arbat, passando quindi davanti alla sede del governo, lungo l’arteria usata normalmente dal premier Putin e dal presidente Medvedev per spostarsi dalle loro residenze ai luoghi di lavoro.
Vedremo se sarà autorizzata e quali le reazioni del regime che, dopo mesi di tolleranza, sembra pensare a una fase bielorussa, con arresti di massa. L’immediata scarcerazione di tutti i fermati segnala comunque che le idee non sono ancora chiare.
Se si voleva spaventare il movimento, questi temporanei fermi di polizia credo non faranno altro che rafforzarlo. Lo scorso dicembre, i 15 giorni di cella di Navaly (che ieri dal cellulare di polizia ha continuato a scrivere tweet al vetriolo e scattare foto agli amici arrestati), ne hanno indubbiamente rafforzato l’immagine pubblica. E lo stesso discorso vale per Udaltsov.
Ad maiora
Ps. Vedo che i giornali di tutto il mondo (e i nostri non fanno eccezioni) danno grande risalto all’iniziativa di Medvedev per riaprire il caso Khodorkovskij.
A nessuno è venuta questa domanda: come mai, dopo quattro anni al Cremlino, si è occupato di questo caso a fine mandato?
A me sembra solo propaganda.


