Mosca

Incendio a Mosca, le vittime sono immigrati tagiki

I gruppi nazi, ma anche solo quelli nazionalisti spesso danno loro la caccia durante le feste nazionali. Eppure gli immigrati ex sovietici presente in gran numero a Mosca sono, da sempre, parte integrante del panorama umano russo.

Non è quindi un caso che la strage di operai scoppiata nella notte nella capitale russa abbia come vittime tutti immigrati: diciassette i cittadini di origine tagika e uzbeka morti nel rogo.

Una fine agghiacciante: i lavoratori stranieri dormivano in una baracca di lamiera senza finestre. “Una situazione di promiscuità terribile, su brande sovrapposte su quattro livelli”, ha spiegato un portavoce della protezione civile moscovita.

In Russia la primavera non è ancora arrivata e ieri gli immigrati avevano acceso una stufetta elettrica, il cui corto circuito è forse all’origine della strage. Quando le fiamme si sono sprigionate, quanti abitavano nella baracca si sono trovati senza vie di fuga e sono morti carbonizzati.

Le pessime condizioni di vita e di lavoro delle vittime sono abbastanza diffuse in Russia tra gli immigrati provenienti dalle ex repubbliche sovietiche dell’Asia centrale, impegnati generalmente nei lavori più umili, soprattutto in cantieri e mercati.

Nella capitale russa vivono dieci milioni di persone. Mosca è la prima città europea per numero di abitanti.

Ieri un incendio in quello che dovrebbe diventare il più alto d’Europa non ha provocato vittime.

Ad maiora.

Le Pussy Riot restano in carcere. Mentre i parenti subiscono minacce

Ancora sulle Pussy Riot, gruppo punk rock che per un concerto anti-putiniano in una chiesa moscovita, rischiano sette anni di carcere.

Rimangono intanto, preventivamente in cella, perché serva da lezione ad altri: http://www.themoscowtimes.com/news/article/court-upholds-order-to-jail-third-pussy-riot-member/455656.html#ixzz1qUeXXiLI

I familiari denunciano di aver ricevuto minacce di morte:

http://en.rian.ru/society/20120328/172447275.html

Pro e contro il blitz “sacrilego” (che scalda i bigotti anche dalle nostre parti):

http://www.bloomberg.com/news/2012-03-28/putin-punk-rock-and-russian-orthodoxy-leonid-bershidsky.html

http://www.themoscowtimes.com/opinion/article/patriarch-kirills-apartment-buried-in-sand/455684.html

Buona lettura.

Ad maiora

Le Pussy Riot considerate prigioniere politiche

Il riconoscimento dall’Unione di solidarietà con i prigionieri politici in Russia:

http://feartosleep.blogspot.it/2012/03/three-alleged-members-of-pussy-riot.html?m=1

Tre di loro, arrestate qualche giorno dopo un concerto anti-Putin nella Chiesa di Cristo Salvatore, rischiano fino a sette anni di carcere.
Il processo è il 24 aprile. Sono stati negati loro i domiciliari.
Ad maiora

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Le Pussy Riot sul Guardian

La stampa mondiale continua a occuparsi del caso del gruppo punk russo che rischia 7 anni di carcere per un’esibizione non autorizzata in chiesa:

http://www.guardian.co.uk/world/2012/mar/25/pussy-riot-devils-work-kirill

Ad aprile ci sarà il processo.

Ad maiora

Ps. Nella stessa pagina web il Guardian pubblicizza un libro sulla Russia, Mafia State, il titolo…

Le Pussy Riot hanno tutte le religioni contro

Dopo il concerto non autorizzato nella Chiesa di Cristo Salvatore a Mosca, il gruppo punk rock anti-putiniano della Pussy Riot (in larga parte finito in cella, dove rischia di rimanere 7 anni 7) ha unito tutte le religioni monoteiste:
http://www.asianews.it/notizie-it/Caso-Pussy-Riot,-musulmani-invocano-tribunali-spirituali-24237.html
Se assolte, verranno incenerite?
Ad maiora

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