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Il dolore e la televisione, spettatori delle sofferenze altrui

Si parte sempre da quanto accaduto a Vermicino per capire la tv del dolore di oggi: quelle 18 ore di diretta televisiva hanno segnato indelebilmente la storia visuale del nostro paese. La tesi di Erica Luraschi in discussione alla Statale di Milano affronta il tema del perché a molti piaccia essere spettatori delle sofferenze altrui. Ognuno con finalità e intensità diverse. Ma comunque è qualcosa che si perde nella notte dei tempi.
Per questo la Luraschi parte dalla tragedia greca per spiegare come sia cambiato il racconto del dolore. Se ieri non veniva messo in scena quello fisico oggi sembra essere ineludibile, al centro di ogni racconto televisivo. Spesso e volentieri (per ragioni di marketing o anche semplice ignoranza) anche morboso.
Le immagini del dolore, oggigiorno non lasciano più spazio all’immaginazione. Mostrano tutto quel che va mostrato. In modo superficiale. A lezione nostro sempre come sia stato trattato mediaticamente il caso , con quella zoomata sul calciatore morente. Mandata in onda non solo in diretta ma anche in differita. In una sorta di agghiacciante loop.
La catarsi che cerca di realizza e consuma quelle immagini è segno della decadenza della nostra società.
Ad maiora

Milano, vilipesa lapide partigiana

Nella notte qualcuno ha tolto la corona d’alloro posta (a circa 3 metri da terra) sulla lapide di Attilio Oldani, socialista ucciso dai fascisti 90 anni fa:
http://www.chieracostui.com/costui/docs/search/scheda.asp?ID=175
La corona, in mille pezzi, è sparsa in tutta via Canonica.
Un altro triste segnale in vista del 29 aprile.
Ad maiora

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Le nuove frontiere di RadioRai: l’avventura di Caterpillar

Questa è una tesi che mi è particolarmente cara. Sia perché la tesista (Silvia Calabrese) è una delle prime studentesse che ho conosciuto una volta che ho iniziato a insegnare (a contratto) all’Università degli studi di Milano. Ma soprattutto perché Caterpillar è una delle mie trasmissioni radiofoniche preferite.
La tesi (in discussione in questi giorni) analizza le peculiarità di questo storico programma di Radio2: il suo linguaggio, la sua musica, il suo parlato e il ruolo dei conduttori che si sono succeduti (affiancando sempre io mitico Massimo Cirri).
La Calabrese racconta come la forza di questa trasmissione (che eredita parte del linguaggio di Radio Popolare) sia proprio nell’interazione con il pubblico, nell’essere riuscita a creare una comunità. Che si ritrova ogni anno al Caterraduno di Senigallia, dove la stessa Calabrese ha distribuito dei questionari per capire chi siano gli ascoltatori di Caterpillar. La cui forza, a leggere il sondaggio, sta negli argomenti trattati e l’atmosfera piacevole che viene creata. In studio (dove ci si diverte molto) e tra gli ascoltatori (che pure affrontando argomenti seri si divertono). Un riso forse amaro. Ma che ci aiuta ad andare avanti.
Ad maiora

Torna la Color Run (e raddoppia le date)


La corsa più colorata che si possa immaginare quest’anno, in Italia, si allarga ad altre città toccando Torino, Trieste, Roma, Marina di Pietrasanta e Rimini. Oltre ovviamente a Milano dove lo scorso anno si registrarono 17mila presenze.
la corsa è una non-competitiva e a tutti i partecipanti viene dato una maglietta bianca (irriconoscibile a fine gara) e un sacchetto di polvere colorata.
Si parte il 10 maggio da Torino e si finisce il 6 settembre a Milano.
Potete già iscrivervi cliccando proprio qui.
Ad maiora

Alla ricerca di Yvonnes

Un dei video pilota in concorso al concorso Are You Series del Milano Film Festival.
Qui si vede una Milano meno conosciuta. Anzi due. Quella che soffre e quella che aiuta.