Il sottotitolo del libro racconta tutta la vita di Leopoldo Gasparotto, “alpinista e partigiano”.
Nel bel volume di Ruggero Meles (edito da Hoepli) si ricostruisce la vita di questo dirigente di Giustizia e libertà, cui dopo la fine della guerra verrà conferita la medaglia d’oro al valor militare. È un libro diviso in due: dapprima la vita da civile di Gasparotto, milanese doc con la passione per la montagna. È lui ad aprire vie non solo nelle Alpi ma anche nel Caucaso (le storie di tante vite si intrecciano). Poi l’esercito dove Gasparotto non potrà far carriera perché rifiuterà di aderire al fascismo. Con la resistenza, l’alpinista – da tutti conosciuto col soprannome di Poldo – si trasforma in partigiano, tra i più attivi giellisti di Milano e della Lombardia. Una delazione lo farà catturare e sbattere a San Vittore (il delatore, un farmacista di via Anfossi verrà giustiziato da due gappisti).
Malgrado le torture non rivela la rete dei resistenti e viene mandato nel campo di Fossoli (vicino a Modena). Qui cerca di organizzare una fuga di massa, col sostegno dei partigiani emiliani, ma viene assassinato dagli sgherri nazisti.
Pochi giorni dopo la Liberazione, la moglie, anche lei arriva nella resistenza con le Brigate Matteotti, andrà poi a recuperare, insieme a parenti e amici, il corpo di Poldo seppellito di nascosto nel cimitero di Carpi.
Tornerà a riposare nella sua Milano, Leopoldo Gasparotto. Insieme a lui, i corpi di altri sessantasei partigiani, assassinati dai nazisti per ritorsione, sempre nel campo di Fossoli (molti di loro sono al Campo della Gloria del Cimitero Maggiore).
La cerimonia funebre per loro fu celebrata in Duomo, con l’orchestra della Scala, diretta da Arturo Toscanini, che eseguì il requiem di Verdi.
A Leopoldo Gasparotto è stata dedicata la scuola primaria di Fossoli. Quest’anno aperta anche d’estate per far giocare i bambini e per far dimenticare il terremoto.
Poldo non è stato dimenticato.
Ad maiora.
………………
Ruggero Meles
Leopoldo Gasparotto
Hoepli
Milano, 2011
Euro: 22
Pagg. 120
milano
Certo che
Vieni a giocare a China Town
Abbasso i cekisti, il canto delle Pussy Riot
Sono stati tutti scarcerati gli attivisti russi fermati ieri a Mosca fuori dal tribunale dove si stava leggendo la sentenza di condanna per le sole Pussy Riot.
Solo il buon Garri Kasparov (ospite di Annaviva a Milano tre anni fa) verrà interrogato lunedì:
http://www.agi.it/english-version/world/elenco-notizie/201208181341-cro-ren1033-pussy_riot_kasparov_free_but_will_be_questioned_monday
Questo invece, in pillole, il testo del nuovo singolo delle Pussy Riot:
http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/topnews/2012/08/18/Russia-Pussy-Riot-testo-singolo_7353824.html
Cantano “Abbasso i cekisti”.
Direi che non le hanno messe a tacere.
Qui un commento, tra i tanti, che mi è piaciuto:
http://quarantamanonlidimostra.com/2012/08/17/pussy-riot-condannate/
Ad maiora
#FreePussyRiot. In tanti al presidio milanese
Più gente di quanta ne potessimo aspettare il 17 agosto a Milano.
Tante e tanti arrivati in via Dante seguendo il tam-tam di internet.
Tutti in solidarietà con le Pussy Riot condannate a due anni di colonia penale, senza condizionale.
Questo il video che abbiamo realizzato:
Grazie a tutti coloro che hanno partecipato. E grazie ai colleghi che hanno coperto la manifestazione.
A tal proposito questo è il take dell’agenzia Ansa:
RUSSIA: PUSSY RIOT; A MILANO SLOGAN IN RUSSO E BALACLAVA
(ANSA) – MILANO, 17 AGO – Si è tenuto oggi pomeriggio a Milano, in via Dante, un sit-in di un’ora e mezza a sostegno delle Pussy Riot, il trio punk giudicato a Mosca colpevole di teppismo motivato da odio religioso. I manifestanti hanno più volte




