Per sport

L’oppio dei popoli.

Atalanta-Pafos, si ferma anche Kessie: distrazione muscolare per Scalvini, sei nerazzurri alle prese con problemi fisici alla vigilia dell’esordio in Conference League

L’Atalanta si prepara all’esordio nella fase principale della Conference League, ma Maurizio Sarri deve fare i conti con un’infermeria sempre più piena. Alla vigilia della sfida contro il Pafos, in programma giovedì 15 ottobre alle 21 allo Stadio di Bergamo, arrivano aggiornamenti poco incoraggianti sulle condizioni di diversi giocatori nerazzurri.

La notizia più significativa riguarda Giorgio Scalvini. Gli esami strumentali ai quali è stato sottoposto il difensore hanno evidenziato una distrazione di basso grado dei muscoli flessori della gamba sinistra.

Si ferma anche Franck Kessie. Il centrocampista non ha partecipato all’allenamento pomeridiano a causa di un sovraccarico al polpaccio destro. Anche le sue condizioni saranno rivalutate nei prossimi giorni.

Non sono gli unici problemi per Sarri: Kossounou ha proseguito le terapie, mentre Kamaldeen Sulemana ha lavorato in palestra. Programma differenziato anche per Pompei, che ha svolto lavoro sul campo, e per Isak Hien, impegnato sia sul terreno di gioco sia in palestra.

In totale sono sei i giocatori infortunati.

Domani mattina Éderson e compagni torneranno in campo a Zingonia per un’ultima seduta prima della partita contro i ciprioti.

Ad maiora

Carnesecchi difende la nuova Atalanta: «Era arrivato il momento di cambiare, ci vogliono coraggio e attributi. Possiamo diventare una grande squadra»

Marco Carnesecchi non ha dubbi: la nuova Atalanta ha intrapreso la strada giusta. Alla vigilia dell’esordio in Conference League contro il Pafos, il numero uno nerazzurro difende con convinzione la scelta della società: «Sono veramente felice di quello che ha fatto tutto il mondo Atalanta, di prendere e cambiare radicalmente la nostra storia. Per farlo bisogna avere coraggio, bisogna avere attributi, per usare un termine francese. Era arrivato il momento di fare questo cambiamento».

Una trasformazione che coinvolge direttamente Carnesecchi, chiamato spesso a intervenire più di quanto accadesse in passato. Ma per lui non è un problema: «Fare molte parate non è un problema, anzi è uno stimolo. Essere un aiuto per la squadra mi dà molta consapevolezza. È anche una cosa nuova per me e sono felice di farla, perché arricchisce il mio bagaglio personale di esperienza».

Il portiere spiega anche perché imparare a difendere più bassi possa rappresentare un passo avanti: «Voi vedete un’Atalanta diversa rispetto a quella degli ultimi anni, più compatta, che abbassa il blocco di venti metri e difende nella propria metà campo. Ma le grandi squadre quante volte lo fanno? Per diventare una grande squadra, competitiva e capace di vincere trofei, questa deve essere una caratteristica».

Carnesecchi guarda soprattutto al futuro: «Quando toglieremo le catene e saremo pronti ad andare in avanti, tutto il lavoro tattico di questa fase iniziale porterà risultati. Saper difendere bassi e creare spazi è molto importante. La gestione della partita era una caratteristica che ci era sempre mancata».

La Conference League rappresenta intanto un’occasione importante, con la Dea tra le favorite: «È giusto avere un peso sulle spalle. Dobbiamo essere felici di essere considerati una squadra forte in Europa. Non dobbiamo avere paura di nessuno e soprattutto di noi stessi, perché forse l’unico nostro ostacolo possiamo essere proprio noi. Dobbiamo essere spavaldi, determinati e non avere paura di sbagliare».

Ma c’è un aspetto del suo gioco che continua a non soddisfarlo: «Mi manda ai matti non riuscire a fare qualche uscita alta in più, non dominare il gioco aereo. Ci sto lavorando, va già meglio rispetto all’anno scorso. È stato un blocco più mentale che fisico. Io non ambisco a essere uno dei migliori, ma il migliore».

Infine la Nazionale e la concorrenza con Gianluigi Donnarumma: «Noi abbiamo Donnarumma e con lui si parte da 0-0 per un bel po’ di volte. È un valore aggiunto, un punto di riferimento, il nostro capitano. Non sono dispiaciuto di non giocare, perché in questo momento il bene della Nazionale viene prima di qualsiasi singolo, che sia Carnesecchi, Bastoni, Barella o Tonali».

Ad maiora

Sarri prima di Atalanta-Pafos: «Tre partite in sei giorni, il calcio moderno non mi fa impazzire. La penso come le nostre curve»

Tre partite in sei giorni, pochissimo tempo per allenarsi e una sfida europea da non sottovalutare. Maurizio Sarri presenta Atalanta-Pafos partendo dal calendario e non nasconde il proprio disappunto.

«Se fai tre partite in sei giorni, il tempo per preparare le partite praticamente non esiste. Se ti posso dare la mia opinione personale, non è un calcio che a me fa impazzire. La penso un po’ come le nostre curve». Una posizione netta sui ritmi imposti dal calcio moderno, che il tecnico condivide con i tifosi.

Sulle possibili rotazioni non si sbilancia: «Le valutazioni saranno fatte sia oggi sia domattina. In questo momento è importante tenere in ballo più giocatori possibile».

Sarri respinge i dubbi sulla tenuta atletica emersi dopo il secondo tempo contro il Venezia: «Dal punto di vista fisico abbiamo espresso valori che durante questa stagione non avevamo mai espresso. Le efficienze calcolate con l’intelligenza artificiale sono di livello top europeo».

Il problema è stato soprattutto nella gestione della partita: «Abbiamo perso il controllo, abbiamo fatto diventare la gara un’azione noi e un’azione loro. Questo non mi piace, soprattutto quando siamo avanti di due gol. Dovevamo capire quando andare diretti e quando palleggiare».

Sul Pafos, il tecnico invita a dimenticare il blasone: «Il livello di una squadra non si valuta solamente in base al nome e a quello che ha vinto in passato. È una buona squadra, con giocatori brasiliani e portoghesi di ottima qualità tecnica. Mi aspetto la classica partita europea, anche con momenti di sofferenza».

La parola chiave è umiltà: «Tutte le squadre nell’arco dei novanta minuti prima o poi ti mettono in difficoltà. Bisogna accettarlo e saperlo superare». Tanto che, quando gli viene chiesto dell’importanza della differenza reti in una Conference League con sole sei partite, replica: «Se mi fai una domanda di questo genere, vieni meno a quello che io chiedo ai miei: l’umiltà».

Una battuta anche su De Ketelaere, utilizzato più centralmente contro il Venezia: «In nazionale ha giocato più accentrato, stavamo provando anche questo modulo e ho pensato di metterlo alla prova in quella posizione».

Infine, l’elogio a Carnesecchi, al suo fianco in conferenza stampa: «È uno di quelli che non posso lasciare facilmente fuori dal campo. Ha le potenzialità per fare la differenza e voglio che la faccia. Per lui questa responsabilità non è un peso, ma uno stimolo».

Ad maiora

Il Pafos arriva a Bergamo con tre gol, una rimonta in undici minuti e due assenze pesanti: chi sono i ciprioti che sfidano l’Atalanta

Un volo charter decollato questa mattina alle 10 da Pafos, con arrivo previsto a Bergamo alle 12.30. Comincia così la trasferta della formazione cipriota che domani sera affronta l’Atalanta nella prima giornata della fase campionato di Conference League. Una squadra che arriva con il morale alto dopo il successo di domenica contro l’Anorthosis, ma anche con due assenze importanti: il difensore spagnolo David Goldar e l’esterno camerunese Nicolas Ngamaleu, entrambi fermati da problemi fisici.

Il quotidiano cipriota 24Sports presenta il viaggio come «un’altra sfida europea» per il Pafos. Il programma prevede la conferenza stampa dell’allenatore Ricardo Sá Pinto alle 18.30 italiane e l’allenamento di rifinitura mezz’ora più tardi, sul terreno dello stadio di Bergamo.

La formazione cipriota arriva da una vittoria significativa, soprattutto per il modo in cui è maturata. Domenica, sul campo dell’Anorthosis, il Pafos è andato sotto al 42’ per un gol di Da Cruz. Poi, nella ripresa, ha ribaltato completamente la partita. Pareggio del francese Yoram Zague al 46’, sorpasso del brasiliano Lelê al 48’ e terza rete ancora di Lelê al 57’. Tre gol in undici minuti per conquistare una vittoria per 3-1 che ha portato la squadra a dieci punti dopo cinque giornate di campionato.

La televisione pubblica cipriota RIK ha raccontato la partita sottolineando la rapidità della rimonta. Il Pafos ha mantenuto il possesso del pallone già nel primo tempo, senza però riuscire a concretizzare le occasioni costruite. Dopo l’intervallo è cambiato tutto, con un’accelerazione offensiva che ha travolto l’Anorthosis. Il risultato è particolarmente interessante anche per l’Atalanta, che contro il Venezia ha mostrato difficoltà nel controllare la partita per tutti i novanta minuti.

Il percorso europeo del Pafos è cominciato nei preliminari di Europa League, con una rimonta clamorosa contro l’Hajduk Spalato. Dopo aver perso 2-0 in Croazia, la squadra di Sá Pinto ha vinto 4-0 in casa, ribaltando completamente la qualificazione.

Nel turno successivo ha affrontato il Salisburgo, perdendo 1-0 in Austria e pareggiando 3-3 nella partita di ritorno. L’eliminazione dall’Europa League ha portato i ciprioti ai playoff di Conference, dove hanno superato la Dinamo City albanese: 1-1 all’andata e 4-2 al ritorno, con annessa qualificazione.

In campionato il rendimento è stato più discontinuo. Il Pafos ha esordito battendo 3-0 il Karmiotissa, ha pareggiato 0-0 contro l’Olympiakos Nicosia e ha vinto 1-0 sul campo dell’AEK Larnaca. È poi arrivata la sconfitta casalinga per 2-0 contro l’AEL Limassol, prima del successo di domenica contro l’Anorthosis. Il bilancio è di tre vittorie, un pareggio e una sconfitta, con otto gol segnati e quattro subiti.

In panchina siede Ricardo Sá Pinto, tecnico portoghese di 54 anni, ex attaccante dello Sporting Lisbona e della nazionale. Un allenatore dalla lunga esperienza internazionale, chiamato a guidare una rosa profondamente multiculturale, costruita con giocatori provenienti da diversi campionati europei e sudamericani.

Il nome più conosciuto è probabilmente quello di David Luiz. Il difensore brasiliano, 39 anni, ha giocato con Benfica, Chelsea, Paris Saint-Germain e Arsenal, conquistando anche la Champions League con il Chelsea nel 2012. La sua esperienza rappresenta un riferimento importante per il reparto arretrato.

Tra gli altri giocatori spiccano il portiere polacco Radosław Majecki, il centrocampista bosniaco Ivan Šunjić, il romeno Vlad Dragomir, i portoghesi Guga, Pêpê e Domingos Quina e il brasiliano Biel. Sulle fasce Sá Pinto può contare anche sull’esperienza dello svedese Ken Sema, mentre in attacco Lelê arriva a Bergamo dopo la doppietta decisiva contro l’Anorthosis.

Proprio la partita di domenica offre qualche indicazione sulle caratteristiche della squadra. Il Pafos ha cercato di controllare il pallone, ha sviluppato azioni sulle corsie esterne e ha trovato i gol decisivi attraverso inserimenti e giocate rapide nell’area avversaria. Il secondo gol, in particolare, è arrivato da un assist di Biel per Lelê, libero di concludere da distanza ravvicinata.

Le assenze di Goldar e Ngamaleu riducono le possibilità di scelta del tecnico portoghese. Il primo è un difensore centrale esperto, il secondo un esterno offensivo capace di garantire velocità e profondità. Due indisponibilità che si aggiungono alle difficoltà di un calendario particolarmente intenso.

Il sito cipriota Athlitika Press ha definito quello di ottobre un programma «di montagna», per sottolinearne la difficoltà: sei partite impegnative in meno di venti giorni. Dopo l’Anorthosis e l’Atalanta, il Pafos affronterà l’APOEL in campionato, il Riga in Conference League, quindi Nea Salamis e Apollon Limassol.

A Bergamo i ciprioti troveranno un’Atalanta reduce dal successo contro il Venezia, ma alle prese con problemi difensivi e con l’infortunio di Giorgio Scalvini. Sarri dovrà chiedere alla squadra maggiore continuità rispetto all’ultima partita, soprattutto nella gestione dei momenti in cui gli avversari riescono ad avanzare il proprio baricentro.

Ad maiora

Atalanta, i giornali di mercoledì 14 ottobre: la luce si accende e si spegne, ansia per Scalvini, Krstovic trascina e Sarri prepara il Pafos

La vittoria per 3-1 contro il Venezia, l’infortunio di Giorgio Scalvini, i progressi nel gioco e le difficoltà difensive dell’Atalanta dominano le pagine dei giornali di mercoledì 14 ottobre.

L’Eco di Bergamo apre con l’analisi di Paolo Vavassori, intitolata «Atalanta, la luce si vede. Ma si spegne presto». Il giornale descrive una squadra «ancora in chiaroscuro» e sottolinea il contrasto tra una prima mezz’ora brillante e una ripresa nella quale l’iniziativa è passata agli avversari. Il sommario individua alcune possibili spiegazioni: «Nella ripresa iniziativa lasciata agli avversari: calo fisico e disordine fra le cause».

Vavassori evidenzia però i segnali positivi del nuovo corso tecnico. Nel riquadro dell’articolo si legge: «Kessie è una certezza. Kristensen è in crescita. Rowe sembra sempre più nel vivo del gioco».

Il Corriere della Sera, nell’analisi firmata da Pietro Serina, sceglie il titolo «La squadra segue il mister. Ora continuità».

La preoccupazione principale riguarda Giorgio Scalvini. L’Eco di Bergamo titola «Oggi gli esami per Scalvini. Salterà la sfida con il Pafos». Il difensore è uscito contro il Venezia per un risentimento al flessore della coscia sinistra. Gli accertamenti devono stabilire l’entità dell’infortunio e i tempi di recupero.

Ancora più netto Tuttosport, che con Fabio Gennari titola «Sarri nei guai. Pure Scalvini ko».

La Conference League occupa un altro spazio importante sulle pagine de L’Eco di Bergamo. Luca Bonzanni firma l’approfondimento «Fase campionato, chi fa bene si candida al successo finale». Il sottotitolo chiarisce il tema: «I valori di “regular season” di solito vengono confermati nell’eliminazione diretta».

La Gazzetta dello Sport dedica invece spazio al momento di Nikola Krstovic. Matteo Brega firma l’articolo «Krstovic senza freni: quattro gol in 5 gare. E l’Atalanta ringrazia». Il quotidiano sottolinea la continuità realizzativa dell’attaccante, «A segno ogni 107’ tra Montenegro e Serie A».

Un dato meno incoraggiante arriva dall’approfondimento statistico di Giovanni Cortinovis su L’Eco di Bergamo, intitolato «Troppi tiri concessi. In Europa nerazzurri fra le cinque peggiori». Secondo la classifica di WhoScored riportata dal giornale, l’Atalanta concede mediamente 19,2 conclusioni a partita. Un numero che colloca i nerazzurri tra le squadre più esposte dei cinque principali campionati europei.

Spazio anche all’Atalanta Under 23 sulle pagine de L’Eco di Bergamo. Lorenzo Sala firma «L’Atalanta U23 a Latina cerca la ripartenza dopo due stop di fila». I nerazzurri giocano alle 15 il recupero della settima giornata, con l’obiettivo di interrompere la serie di due sconfitte consecutive..

La sconfitta di Bergamo ha intanto provocato un cambio in panchina al Venezia. L’Eco di Bergamo titola «Il Venezia caccia Stroppa. Nicola in pole per sostituirlo». La Gazzetta dello Sport dedica alla vicenda una pagina con «Venezia in pole c’è Nicola», mentre Tuttosport sceglie «Venezia. Si riparte da Nicola».

Nelle prime pagine dei tre quotidiani sportivi nazionali domina invece la serata negativa delle italiane in Champions League.

La Gazzetta dello Sport apre con «Inter a zero», dopo la sconfitta nerazzurra contro il Bruges. Spazio anche al Napoli, battuto dal Villarreal, e alla sfida tra la Roma di Gasperini e il Real Madrid.

Corriere dello Sport ha un bel titolo «Opera da Tresoldi», celebrando la tripletta dell’attaccante del Bruges nella vittoria per 4-3 a San Siro. In evidenza anche la sconfitta del Napoli e il ritorno di José Mourinho all’Olimpico.

Tuttosport sceglie «3 soldi 3 gol! Incubo Inter», ancora con riferimento alla tripletta di Nicolò Tresoldi. Nella parte alta della prima pagina il mercato della Juventus, mentre tra i richiami compare anche l’esonero di Stroppa al Venezia.

Ad maiora