Per sport

L’oppio dei popoli.

Atalanta verso il Milan: Bellanova torna in gruppo, preoccupazione per Kessié e Raspadori. Per i rossoneri ancora due assenze pesanti

Neppure il tempo di festeggiare il successo in Conference League contro il Pafos e l’Atalanta è già tornata al lavoro. Domenica 18 ottobre, alle 18, i nerazzurri affrontano il Milan a San Siro nella settima giornata di Serie A. Per Maurizio Sarri un’altra partita importante, con appena tre giorni tra i due impegni e un’infermeria sempre affollata.

Questa mattina a Zingonia seduta di scarico in palestra per chi ha giocato ieri sera. Gli altri hanno svolto lavoro tecnico, esercitazioni coordinative e una partitella sei contro sei.

La notizia positiva riguarda Bellanova, tornato ad allenarsi regolarmente con il gruppo dopo aver saltato la gara europea. Prosegue invece il lavoro differenziato per Hien, Sulemana e Pompei, impegnati tra palestra e campo. Terapie per Scalvini e Kossounou.

Si aggiungono le novità delle ultime ore. Gli accertamenti su Kessié hanno evidenziato una distrazione di basso grado al polpaccio destro. Il centrocampista sarà rivalutato nei prossimi giorni e la sua presenza contro il Milan è da escludere.

Ancora da chiarire l’entità dell’infortunio di Raspadori, fermatosi dopo il rigore contro il Pafos. L’attaccante ha svolto terapie e domani sarà sottoposto a ulteriori esami. Anche lui non ci sarà a San Siro.

Sarri dovrà inoltre rinunciare allo squalificato Elmas, espulso contro il Venezia. Le assenze potrebbero incidere sulle scelte tattiche. Domani pomeriggio è prevista l’ultima seduta a porte chiuse. Domenica la curva accompagnerà il pullman allo stadio: la trasferta è vietata ai non tesserati.

Anche il Milan deve fare i conti con un calendario particolarmente impegnativo. I rossoneri di Ruben Amorim arrivano dalla trasferta europea contro il Salisburgo, battuto 4-0 in Europa League, e rientrano in Italia soltanto oggi. Per loro è prevista un’unica seduta di preparazione, domani a Milanello. I ritmi serrati fanno sì che non ci saranno la consuete conferenze stampa della vigilia dei due allenatori.

Sul fronte degli infortuni, Amorim deve ancora fare a meno di Matteo Gabbia, alle prese con una lesione al flessore della coscia sinistra con interessamento tendineo, e ad Alexis Saelemaekers, operato alla caviglia. Per entrambi si prospetta un lungo stop.

Amorim dovrebbe confermare il 3-4-2-1, con Pulisic e Moreira alle spalle di Gonçalo Ramos. In difesa De Winter è chiamato a sostituire Gabbia, mentre a centrocampo le certezze sono Modric e Rabiot (immancabile in coppa).

Ad maiora

Atalanta-Pafos, le pagelle a confronto: Raspadori, Scamacca ed Elmas conquistano i giornali, Carnesecchi divide la critica

Il 3-1 al Pafos porta una lunga serie di promozioni nelle pagelle dell’Atalanta. Raspadori, Elmas e Scamacca hanno i voti migliori. Ma c’è qualche bocciato.

L’Eco di Bergamo

Migliori: Raspadori 7, Elmas 7, Scamacca 7.

Seguono Gaetano e Zalewski con 6,5. Sarri prende 6,5.

La Gazzetta dello Sport

Migliori: Raspadori 7, Scamacca 7.

Elmas ottiene 6,5, mentre Sarri prende 7. Nessuna bocciatura tra i nerazzurri.

Corriere dello Sport

Migliori: Raspadori 7, Scamacca 7, Samardzic 7, De Ketelaere 7.

Elmas ottiene 6,5. Sarri prende 7.

Tuttosport

Migliori: Raspadori 7, Scamacca 7.

Kristensen è tra i più apprezzati con 6,5.

Sky Sport

Voto più alto (scelte sempre curiose le loro): Gaetano 7,5. Il premio di migliore in campo va a Bernasconi, valutato 7.

Prendono 7 anche Raspadori, Elmas e Scamacca. Carnesecchi ottiene 6 e Sarri 7.

Eurosport

Migliori: Raspadori 7 e Scamacca 7.

Gaetano prende 6,5, Elmas 6 e Sarri 7.

Tuttomercatoweb

Migliori: Elmas 7, Raspadori 7, Scamacca 7.

Peggiore: Carnesecchi 5,5.

Niccolò Righi assegna 6,5 a Kristensen, Kolasinac, Bernasconi, Pasalic e Gaetano. Sarri prende 7. Il portiere è l’unico insufficiente.

Pianeta Atalanta

Migliori: Raspadori e Scamacca, entrambi 7.

Peggiore: Carnesecchi 5,5.

Zalewski ottiene 6,5 e Sarri 6,5.

CalcioAtalanta

Migliore: Scamacca 7+.

Seguono Elmas e Raspadori con 7.

Peggiore: Zappacosta 5,5.

Carnesecchi prende 6, Kolasinac e Zalewski 6,5, Sarri 6,5. È una delle poche testate a bocciare Zappacosta.

Corriere della Sera Bergamo – Pietro Serina

Migliore: Pasalic 7,5.

Seguono Kolasinac, Bernasconi, Raspadori e Scamacca con 7.

Sarri ottiene 6,5. Carnesecchi è senza voto.

Ecco le medie delle pagelle, dal migliore al peggiore (al Ginnasio sta roba mi metteva in ansia, specie quando ci si avvicinava al 6, li dovevi sperare nel 6— o nel 5 al 6, va beh scusate, eccole:):

Scamacca 7,04
Raspadori 7,00
Elmas 6,86
De Ketelaere 6,71
Gaetano 6,50
Zalewski 6,50
Bernasconi 6,43
Pasalic 6,43
Kolasinac 6,36
Kristensen 6,29
Ederson 6,08
Samardzic 6,08
Zappacosta 6,07
Carnesecchi 5,80

Allenatore: Sarri 6,75

Ad maiora

Atalanta, i giornali di venerdì 16 ottobre: la Dea convince tutti, bastano 45 minuti per battere il Pafos ma preoccupa Raspadori

Il 3-1 al Pafos mette d’accordo i giornali: Atalanta superiore, gioco in crescita e partita chiusa nel primo tempo. La nota stonata è l’infortunio di Raspadori, mentre Sarri torna a criticare il calendario.

L’Eco di Bergamo apre con «Atalanta, prova di forza al debutto in Conference: 3-1 al Pafos».

Luca Bonzanni titola «Atalanta, debutto da big. Tutto facile col Pafos» e osserva: «La squadra parte veloce e non si ingolfa, accelera la manovra senza sbandare dietro. E finalmente vince e convince».

Paolo Vavassori analizza la partita con «Baricentro alto e geometrie. Bastano 45’ ai nerazzurri».

Roberto Belingheri, nel commento «La crescita è continua. E i giocatori sorridono», sottolinea: «Certo, esistono le categorie. Dei giocatori e delle squadre. E la categoria dell’Atalanta non è nemmeno lontanamente paragonabile a quella del Pafos».

Luca Persico sceglie «Gioco offensivo e qualità. La miglior gara dell’anno», individuando nel 4-2-3-1 il «vestito» più adatto alla rosa.

Dino Nikpalj racconta lo spettacolo sugli spalti: «Curve da Champions per la nuova avventura europea nerazzurra». Protagoniste la la Sud con il grande bandierone nerazzurro e la Nord con «Ostinato amore che non ti dai per vinto mai!» (citazione di Renato Zero, bella chiamata di Dino e grande scelta della Pisani, anche perché la canzone è del 1986).

Il Corriere della Sera titola «Fin troppo facile. Gol-lampo e festa». Marina Belotti racconta il 3-1 con cui l’Atalanta apre la Conference.

Pietro Serina, nel commento «Avversari deboli ma segnali positivi per mister Sarri. E il morale si alza».

Il Giorno apre con «L’Atalanta domina in Conference. Sarri parte in terza, steso il Pafos». Fabrizio Carcano evidenzia la partenza travolgente e il dominio dei nerazzurri.

La Gazzetta dello Sport sceglie «Scatto Atalanta. Basta un tempo ma Raspadori è ko» e il titolo principale «È vera Dea. In coppa parte forte».

Alex Frosio racconta la superiorità nerazzurra, mentre il dopogara è affidato alle parole di Sarri: «Abbiamo dominato e possiamo puntare in alto. Infortuni? Troppe partite».

Corriere dello Sport titola «Raspadori lancia la Dea, poi va ko». Patrick Iannarelli mette in primo piano l’attaccante, autore dell’assist per Elmas e del raddoppio su rigore prima dell’infortunio.

Tuttosport sceglie «Atalanta schiacciasassi ma si fa male Raspadori». Fabio Gennari racconta il debutto vincente e la superiorità dei nerazzurri.

Anche le parole dei protagonisti trovano spazio. L’Eco di Bergamo titola «Sarri: “Bene l’avvio di gara. Tante occasioni, si cresce”». Il tecnico aggiunge: «Abbiamo creato molto senza disunirci», ma torna sul problema degli infortuni e sul «calendario assurdo».

Il Corriere dello Sport raccoglie la battuta di Elmas sul gol-lampo: «Io e Giacomo l’avevamo già fatto col Napoli».

La preoccupazione principale riguarda ora Raspadori. L’Eco di Bergamo titola «Raspadori da valutare. Bellanova al rientro», in vista della ripresa del campionato.

Le prime pagine dei quotidiani sportivi nazionali sono dedicate soprattutto al Milan, prossimo avversario dei nerazzurri e vittorioso 4-0 a Salisburgo, e alla Juventus, che rimonta il Celta Vigo.

La Gazzetta dello Sport apre con «Un due tre Cisse» e «Il doppio 9 lancia la Juve». Per la Dea il richiamo è «All’Atalanta basta un tempo».

Corriere dello Sport sceglie «Cisse Cisse!» e «Juveleno», con il richiamo «Conference: Sarri stende il Pafos (3-1)».

Tuttosport titola «In due è un’altra storia» per la Juventus (con Woltemade e Kolo Muani titolari e in gol) «Bomber Alpha, azzurro Milan». In basso «L’Atalanta parte bene col Pafos. Bastano 45’».

Ad maiora

Atalanta-Pafos, i numeri del dominio nerazzurro: 61% di possesso, 759 passaggi e 20 tiri. La squadra di Sarri corre anche più dei ciprioti

Risultato finale 3-1 e le statistiche UEFA raccontano di una partita largamente controllata dall’Atalanta. Nell’esordio nella fase campionato della Conference League, la squadra di Maurizio Sarri impone il proprio gioco al Pafos, costruendo una netta superiorità territoriale e nel possesso del pallone. Una vittoria firmata da Elmas, Raspadori su rigore e Scamacca, con tutti e tre i gol realizzati nel primo tempo.

Il dato più evidente è il possesso palla: 61% per l’Atalanta contro il 39% del Pafos. Ma ancora più significativo è il numero dei passaggi. I nerazzurri ne tentano 759, completandone 711, con una precisione del 94%. I ciprioti si fermano a 399 passaggi tentati e 356 riusciti, con una percentuale comunque elevata, l’89%.

L’Atalanta completa quindi praticamente il doppio dei passaggi degli avversari, con una precisione superiore di cinque punti percentuali. Numeri che fotografano una squadra capace di mantenere a lungo il pallone e di farlo circolare con pochissimi errori.

La superiorità nel palleggio si traduce anche in una maggiore produzione offensiva. L’Atalanta conclude 20 volte verso la porta del Pafos, contro gli 8 tentativi degli ospiti.

I tiri nello specchio sono però 7 contro 5, una differenza meno marcata rispetto al numero complessivo delle conclusioni. Nove tentativi nerazzurri terminano fuori, quattro vengono respinti e uno si stampa sul palo.

Il Pafos, pur costruendo molto meno, riesce dunque a trovare cinque conclusioni nello specchio, quattro delle quali neutralizzate dal portiere atalantino. Anche il portiere cipriota chiude con quattro parate.

Il dato degli attacchi è particolarmente eloquente: 46 per l’Atalanta, 22 per il Pafos. Più del doppio delle iniziative offensive, accompagnate da sei calci d’angolo contro due.

Anche sulle fasce emerge una superiorità nerazzurra. L’Atalanta tenta 12 cross e ne completa quattro, con una precisione del 33%. Il Pafos ne prova otto, ma soltanto uno raggiunge il destinatario: appena il 12%.

Uno degli aspetti più interessanti riguarda la distanza percorsa. Nonostante il maggiore possesso del pallone, l’Atalanta copre complessivamente 116,8 chilometri, contro i 114,8 degli avversari.

Nonostante il netto predominio dell’Atalanta, il Pafos recupera un pallone in più: 30 contro 29.

Gli ospiti effettuano anche nove tackle contro cinque e undici disimpegni contro sei. Numeri coerenti con una partita nella quale la formazione cipriota trascorre più tempo senza pallone e deve intervenire più frequentemente per interrompere le iniziative nerazzurre.

Sul piano disciplinare, invece, l’Atalanta commette 13 falli contro gli 11 del Pafos, ma termina senza ammonizioni.

Fra tutte le statistiche, quella che meglio rappresenta la prestazione dell’Atalanta è probabilmente la combinazione fra i 759 passaggi tentati e il 94% di precisione.

Il 3-1 consegna all’Atalanta i primi tre punti della fase campionato di Conference League. Le statistiche confermano il predominio nerazzurro, ma suggeriscono anche dove Sarri possa cercare ulteriori miglioramenti: trasformare il controllo del gioco in occasioni pulite e ridurre quelle concesse agli avversari.

Ad maiora

Atalanta, esordio vincente in Conference League: Elmas segna dopo 47 secondi, Raspadori e Scamacca stendono il Pafos. Finisce 3-1, ma la Dea perde ancora Raspadori

L’Atalanta comincia con una vittoria la sua avventura in Conference League. Il Pafos viene battuto 3-1 in una serata che si apre con lo spettacolo delle curve, prosegue con tre gol nerazzurri nel primo tempo e si chiude con l’ennesima rete subita per una disattenzione difensiva. Per la seconda partita consecutiva, dopo quella contro il Venezia, la squadra di Maurizio Sarri mette al sicuro il risultato prima dell’intervallo. E per la seconda volta non riesce a conservare la porta inviolata.

La serata europea comincia con due splendide coreografie. La Curva Sud espone un’enorme bandiera nerazzurra che copre l’intero settore. La Nord risponde con una sciarpa realizzata per l’occasione e un grande striscione srotolato al centro della curva: «Ostinato amore che non ti dai mai per vinto». Un messaggio che accompagna il ritorno dell’Atalanta sulla scena europea.

Sarri, alle prese con sette assenze, torna al 4-3-3. E la Dea impiega appena 47 secondi per passare in vantaggio. Raspadori strappa il pallone a un avversario, si invola sulla destra e serve al centro. Scamacca lascia sfilare con un velo intelligente ed Elmas realizza la sua prima rete in maglia nerazzurra. È l’1-0, senza che sia trascorso nemmeno un giro di orologio: il gol più veloce dell’Atalanta nelle competizioni europee.

La squadra di Sarri continua ad attaccare. Al 15′ Gaetano trova Raspadori in area, l’attaccante della Nazionale si libera del marcatore e conclude, ma il tiro viene deviato in calcio d’angolo.

Due minuti dopo arriva il raddoppio. L’arbitro svedese Ladebäck assegna un rigore generoso per un contatto su Zalewski. Dal dischetto si presenta Raspadori, che con una finta spiazza Majecki e porta la Dea sul 2-0 quando non sono ancora trascorsi venti minuti.

Ma proprio calciando il rigore l’attaccante si fa male. Raspadori è costretto a lasciare il campo e al suo posto entra a freddo De Ketelaere. Un’altra tegola per Sarri, con un’infermeria già affollata e una situazione che continua a complicarsi.

Al 24′ il Pafos potrebbe approfittare di uno dei soliti errori di lettura della difesa nerazzurra. Lelé si ritrova solo davanti alla porta, ma non riesce a centrare lo specchio.

Al 37′ piove sul bagnato anche per i ciprioti. Il capitano David Luiz si infortuna ed è costretto a lasciare il posto a Ken Sema.

L’Atalanta, intanto, continua a dominare. Al 43′ De Ketelaere si libera del marcatore e offre uno splendido assist a Scamacca. Il centravanti controlla il pallone e fulmina Majecki con un preciso piatto. È il 3-0.

La Dea è praticamente ingiocabile in questo primo tempo. Trova spazi, costruisce occasioni, attacca con qualità e negli ultimi minuti sembra anche divertirsi. Il Pafos non riesce a contenere le combinazioni offensive dei nerazzurri.

Nell’intervallo Sá Pinto prova a cambiare la partita con due sostituzioni: fuori Bruno e Quina, dentro Correia e Brito.

La ripresa comincia con un episodio contestato. Al 2′ Bernasconi interviene in area, ma l’arbitro non ravvisa gli estremi per concedere il rigore. Sá Pinto protesta furiosamente e viene ammonito.

Al 4′ torna a farsi vedere l’Atalanta. Zalewski entra in area e conclude di sinistro, trovando la bella risposta di Majecki che devia in calcio d’angolo.

Al 20′ Sarri effettua due cambi: entrano Ederson e Samardzic, escono Zalewski e Pasalic. L’uscita del croato è accompagnata da lunghi applausi e dal coro che la Curva Nord gli dedica abitualmente. Un segnale di affetto che suona anche come un messaggio all’allenatore e alla società, dopo le due partite consecutive trascorse interamente in panchina dal centrocampista.

Due minuti dopo Sá Pinto cambia ancora: Anderson e Guga prendono il posto di Lelé e Pepe.

Al 28′ il Pafos costruisce una grande occasione. Anderson impegna Carnesecchi, che deve intervenire in due tempi per neutralizzare anche il tentativo di tap-in di Biel. Il portiere nerazzurro riesce a evitare il gol.

Al 35′ arriva un altro momento significativo della serata: l’esordio in prima squadra di Idele, che prende il posto di un attento Kristensen.

La partita sembra ormai destinata a concludersi sul 3-0, ma prima del triplice fischio arriva un’altra disattenzione della difesa nerazzurra, in piena emergenza. Biel si ritrova tutto solo davanti a Carnesecchi e lo supera, realizzando la rete della bandiera per il Pafos.

Finisce 3-1. L’Atalanta conquista i primi tre punti della sua Conference League con una prestazione offensiva di grande qualità, soprattutto nei primi 45 minuti. Elmas trova il suo primo gol nerazzurro, Scamacca conferma il suo peso nell’attacco della Dea e De Ketelaere, entrato senza nemmeno il tempo di scaldarsi, confeziona l’assist del tris.

Resta però il problema delle distrazioni difensive. Dopo il Venezia, anche il Pafos riesce a segnare nel finale di una partita già ampiamente indirizzata. Un limite sul quale Sarri dovrà continuare a lavorare, soprattutto considerando le numerose assenze nel reparto arretrato.

E resta soprattutto la preoccupazione per Raspadori, costretto a uscire dopo aver trasformato il rigore del raddoppio. L’infermeria continua a riempirsi proprio mentre il calendario impone impegni ravvicinati.

Il bilancio dell’esordio europeo è comunque positivo: tre gol, tre punti e un primo tempo di grande calcio. Con una certezza: quando l’Atalanta accelera, per gli avversari diventa davvero difficile starle dietro. Ma per completare la crescita servirà anche imparare a non concedere gol a partita ormai chiusa.

Ad maiora.