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L’oppio dei popoli.

Atalanta, i giornali di martedì 13 ottobre: Sarri riparte con tre gol e chiede continuità, «Possiamo essere un problema per tutti»

L’Atalanta torna a vincere: Kessie e la doppietta di Krstovic firmano il 3-1 sul Venezia. I giornali raccontano la partenza travolgente e le difficoltà della ripresa. Sarri cerca continuità, mentre in vista del Pafos sono da verificare le condizioni di Scalvini e Bellanova.

L’Eco di Bergamo richiama il successo già in prima pagina: «L’Atalanta riparte. Battuto 3-1 il Venezia». All’interno, Luca Bonzanni firma «Atalanta, missione compiuta. Tre punti e qualche brivido». Il sommario riassume la serata: «Partenza lampo con tre gol in mezz’ora e partita indirizzata al meglio». Poi il gol degli ospiti e una ripresa nella quale «la difesa nerazzurra rischia: per i veneti due legni e un gol annullato».

Sul Corriere della Sera Bergamo, Marina Belotti titola «Tre gol, poi l’Atalanta rischia». Il richiamo in prima pagina è altrettanto esplicito: «Atalanta, finalmente i gol e i punti. Ripresa in affanno, troppi rischi». La cronaca accompagna il ritorno al successo con le parole di Sarri: «Nella ripresa abbiamo smesso di prenderli a centrocampo, siamo diventati sporchi nell’uscire. Dobbiamo tenere la pressione non 35 ma 70 minuti».

La Gazzetta dello Sport sceglie «Questa è vera Dea. Doppio Krstovic e Venezia a fondo», con il grande titolo di pagina «L’Atalanta rivede la luce». Il Corriere dello Sport, nel servizio di Patrick Iannarelli, apre invece con «Dea, bella in 30’. Stroppa rischia» e aggiunge: «Kessie e doppio Krstovic. Venezia, solo Hainaut».

Su Tuttosport, Fabio Gennari firma «Sarri riparte. Stroppa no. Il Venezia cambia?». Il giornale presenta il successo attraverso il «fattore K»: il gol di Kessie e la doppietta di Krstovic. Nel sommario mette già insieme campionato ed Europa: «Nerazzurri soddisfatti, ma in ansia per Scalvini: giovedì c’è il Pafos in Conference».

Le parole dell’allenatore occupano una pagina dell’Eco. Bonzanni raccoglie la soddisfazione e le richieste di Sarri sotto il titolo «Primi 45’ di livello. Peccato aver subito gol». Il passaggio centrale è questo: «Vista la prima mezz’ora, dobbiamo avere coraggio: se riusciamo a fare così per 60-70 minuti, possiamo essere un problema per chiunque».

Il tecnico riconosce il calo: «Nel secondo tempo, lasciando la supremazia a loro, ogni palla riconquistata poteva essere l’occasione per andare in porta». Sul cambio di sistema evita conclusioni definitive: «È talmente definitivo che abbiamo fatto l’ultima mezz’ora col 4-3-3 per avere un centrocampista in più».

La Gazzetta dello Sport, con Matteo Brega, riprende il tema nel titolo «Sarri soddisfatto: “Con il 4-2-3-1 più pericolosi”». Il tecnico spiega anche la scelta di Krstovic: «Mi serviva più profondità contro e anche più pressione». E difende De Ketelaere: «Ha fatto qualche allenamento di buon livello, ha lamentato potenziali che raramente ti fa uscire contento dalle partite».

Sull’Eco, Massimiliano Bogni raccoglie le voci dei protagonisti. «Kessie: “Vittoria importante”. Krstovic: “Il 2-0? Rete bellissima”» è il titolo.

L’ivoriano sottolinea il valore dei tre punti: «Siamo molto contenti della vittoria, dopo 3 sconfitte era importantissimo prendere i 3 punti». Sul proprio gol aggiunge: «Segnare fa sempre piacere, ma sono un giocatore “collettivo”: sono felice di aver fatto gol perché ho aiutato la squadra».

Krstovic racconta il colpo di testa sul calcio d’angolo: «De Ketelaere deve fare un blocco per me e l’ha fatto perfetto, ero libero, ho voluto piazzarla sul secondo: un gol bellissimo per me». Poi il bilancio della prestazione: «Con il nuovo modulo è stata una partita difficile: nel primo tempo abbiamo fatto molto bene, sia nel muovere la palla sia nel pressare».

Bellanova chiarisce il motivo della sostituzione: «Nulla di grave, sono uscito a scopo precauzionale». E descrive il lavoro richiesto da Sarri: «Prima di strafare ed essere troppo aggressivo il pensiero va sempre dietro, ma il mister ci ha detto che preferisce vederci sbagliare in eccesso».

Il notiziario dell’Eco titola «Da verificare Bellanova e Scalvini. Oggi la ripresa». Per l’esterno il problema è al gluteo; maggiore attenzione per il difensore, che ha avvertito dolore al flessore.

Sul fronte veneziano, i quotidiani segnalano la posizione delicata di Stroppa dopo la sesta sconfitta in sei giornate e indicano Paolo Zanetti fra le possibili alternative. La Gazzetta dello Sport riporta però le parole del direttore sportivo Davide Nicola: «I risultati sono penalizzanti, il lavoro a testa bassa e la squadra mi sembra molto viva». Stroppa ribadisce: «Sono molto deluso dal risultato e allo stesso tempo convinto che questo gruppo sia forte e competitivo».

Nel suo solito bel racconto su quel che accade sugli spaltiDino Nikpalj dell’Eco parla degli striscioni polemici delle sue curve per il calcio d’inizio alle 18.30 di lunedì e per il divieto di trasferta a Milano ai non tesserati. Fra gli striscioni, «Lunedì 18,30, noi a lavorare: televisioni dovreste imparare» e «18-10 tutti a Milano».

La carrellata delle Prime parte dalla Gazzetta dello Sport: «Ora si fa sul serio», dedicato agli impegni di Champions di Inter e Napoli. In alto, «Milan bocciato», con le valutazioni di Gerry Cardinale sulla squadra.

Il Corriere dello Sport apre con «Chivu no limits» e le parole dell’allenatore dell’Inter: «Non sempre vince chi spende di più». In alto «Lucio, amaro Juve», mentre l’intervista al presidente del Como Suwarso propone «C’è la fila per avere Fabregas».

Tuttosport celebra il successo granata sull’Udinese: «Sì, Toro! Ci vuole Kulenovic». In alto, il mercato bianconero: «La Juve promette un vero 9 a Lucio». Per l’Atalanta, il richiamo è «Kessie+Krstovic. L’Atalanta risale. Salta Stroppa?».

Ad maiora

Atalanta-Venezia, i numeri della vittoria: Krstović tra i bomber del 2026, Kessie torna al gol dopo quattro anni e il Venezia eguaglia un record negativo del 1950

Il 3-1 restituisce all’Atalanta i tre punti dopo tre sconfitte consecutive, ma non cancella tutti i problemi della squadra di Maurizio Sarri. Anzi, i numeri ufficiali della Lega Serie A raccontano una partita per certi versi sorprendente: il Venezia, ultimo in classifica e ancora senza punti, tiene maggiormente il pallone e costruisce occasioni di qualità superiore rispetto ai nerazzurri.

La differenza la fanno la partenza fulminante della Dea e la precisione nelle conclusioni.

Nonostante la sconfitta, il Venezia chiude con 2,52 gol attesi contro gli 1,90 dell’Atalanta. Un’indicazione della qualità delle occasioni costruite, che conferma quanto la difesa nerazzurra abbia sofferto soprattutto nella seconda parte della gara.

Il Venezia registra tre grandi occasioni secondo le statistiche della Lega, senza riuscire a sfruttarle. L’Atalanta, invece, trasforma in tre reti una produzione offensiva complessivamente inferiore per qualità delle opportunità.

Il possesso palla è nettamente favorevole agli ospiti: 63% contro 37%. Anche i passaggi mostrano una differenza marcata: 592 tentati dal Venezia, 343 dall’Atalanta, con una precisione rispettivamente del 91% e dell’83%.

Il predominio nel palleggio non si traduce però in una maggiore precisione offensiva.

L’Atalanta conclude 22 volte, centrando lo specchio in 11 occasioni: esattamente la metà dei tentativi. Il Venezia tira 19 volte, ma soltanto quattro conclusioni impegnano direttamente il portiere avversario.

È qui che si spiega una parte importante del risultato: i nerazzurri arrivano meno spesso a costruire occasioni di elevata qualità, ma sono molto più precisi quando calciano.

Anche i cross premiano l’Atalanta, con il 41% di riuscita contro il 28% del Venezia.

Il protagonista offensivo è Nikola Krstović, che partecipa direttamente a tutte e tre le reti nerazzurre. Prima serve l’assist a Kessié per il vantaggio al 4’, poi firma personalmente il raddoppio al 7’ e il terzo gol al 31’.

Una doppietta che porta l’attaccante montenegrino a quota undici reti in Serie A nell’anno solare 2026.

La prima rete è invece quella di Franck Kessié, che torna a segnare nel massimo campionato italiano dopo oltre quattro anni. Il suo precedente gol in Serie A risaliva al 22 maggio 2022, quando vestiva la maglia del Milan.

Per ritrovare una rete di Kessié con l’Atalanta bisogna tornare ancora più indietro, al dicembre 2016, contro l’Empoli.

La squadra di Sarri segna due volte nei primi sette minuti e trova il terzo gol poco dopo la mezz’ora. Il Venezia accorcia al 37’ con Hainaut, ma è soprattutto nella ripresa che emergono le difficoltà difensive nerazzurre.

I lagunari colpiscono due traverse, si vedono annullare un gol per fuorigioco e continuano a creare pericoli. Il grafico dell’andamento della partita conferma il cambiamento: dopo le fiammate atalantine del primo tempo, il Venezia trova sempre più spazio.

Eppure la differenza non è atletica. Le due squadre percorrono praticamente la stessa distanza: 117,84 chilometri l’Atalanta, 117,24 il Venezia.

L’Atalanta conquista una vittoria necessaria, ritrova i gol dei suoi attaccanti e interrompe una serie negativa che rischiava di pesare sulla classifica e sul morale.

Ma il successo contro un Venezia ancora fermo a zero punti dopo sei giornate non può nascondere quanto accaduto dopo il 3-0.

Il dato dei gol attesi, le tre grandi occasioni concesse e le difficoltà della ripresa indicano che Sarri ha ancora parecchio lavoro da fare. La buona notizia è il ritorno della concretezza offensiva. E ora testa al Pafos.

Ad maiora

Atalanta-Venezia 3-1, Krstović e Kessie rilanciano Sarri: tre gol in mezz’ora, poi la Dea soffre e chiude in dieci

Davanti a 20.923 spettatori, per un incasso di 432.997,70 euro, si affrontano Atalanta e Venezia, due squadre che insieme hanno perso otto delle prime dieci partite di campionato. Maurizio Sarri cerca il riscatto dopo tre sconfitte consecutive, mentre Giovanni Stroppa è stato confermato nonostante lo zero in classifica.

Alla New Balance Arena finisce 3-1 per l’Atalanta, travolgente nella prima mezz’ora e decisamente meno convincente nella ripresa. Decidono la doppietta di Nikola Krstović e il gol di Franck Kessie. Il Venezia resta ultimo senza punti, ma esce da Bergamo con parecchi rimpianti.

Il Venezia parte meglio e al 2’ Basić conclude centralmente dopo una triangolazione, senza impensierire Carnesecchi. Ma al 4’ l’Atalanta è già avanti: Krstović viene fermato, riesce comunque a servire Kessie e l’ivoriano supera Stanković con un delizioso pallonetto. È il suo primo gol dal ritorno in nerazzurro.

Passano appena tre minuti e arriva il raddoppio. Angolo di Elmas dalla destra, colpo di testa di Krstović e pallone che scavalca il portiere veneziano. Al 7’ è già 2-0.

Stroppa perde Correia per un problema muscolare e inserisce Sagrado. Al 9’ Stanković evita il terzo gol respingendo una conclusione di De Ketelaere. Al 20’ è invece Halhal a salvare sulla linea un tiro a giro di uno scatenato Kessie.

Il tris arriva al 31’. Bellanova avvia l’azione, Rowe entra in area e calcia. Stanković respinge, ma Krstović raccoglie il pallone e firma la doppietta personale. L’attaccante montenegrino conferma l’ottimo momento di forma dopo le prestazioni con la Nazionale.

Sembra una partita già chiusa, ma al 37’ il Venezia torna in corsa. Cross di Sagrado e colpo di testa di Hainaut, lasciato completamente solo dalla difesa nerazzurra. Il 3-1 riaccende le speranze degli ospiti.

La ripresa è un’altra partita. Il Venezia attacca e nel giro di un minuto colpisce due traverse. Prima Kristensen devia sul legno un colpo di testa di Adams, poi Yeboah, completamente libero in area, centra la traversa con una conclusione ravvicinata.

Sarri interviene subito, sostituendo un deludente De Ketelaere con Samardžić. Il Venezia trova anche la rete con Adams, ma il gol viene annullato per un fuorigioco di pochi centimetri.

L’Atalanta prova a reagire. Bellanova serve Samardžić, che di testa sfiora il quarto gol. Dall’altra parte Yeboah supera Scalvini, in difficoltà anche fisicamente, ma non riesce a battere Carnesecchi.

Al 66’ Sarri sostituisce Bellanova e Scalvini con Bernasconi e Kolašinac, dovendo fare i conti con le poche alternative disponibili al centro della difesa.

Le occasioni continuano. Stanković respinge una conclusione potente di Bernasconi, Basić sfiora il palo su punizione e Adams spreca clamorosamente da pochi passi, mandando il pallone sul fondo.

Sarri inserisce anche Gaetano e Zalewski per Kessie e Rowe. Proprio Zalewski serve a Krstović un pallone invitante, ma il montenegrino, forse stanco, conclude debolmente tra le braccia del portiere.

Nel finale arriva anche l’espulsione di Elmas. All’87’ il macedone interviene duramente su Helgason a centrocampo. Tremolada inizialmente estrae il giallo, poi viene richiamato al VAR e trasforma l’ammonizione in cartellino rosso. L’Atalanta chiude in dieci.

L’ultima occasione è del Venezia, con Schingtienne che, completamente libero, non trova la porta di testa.

Finisce 3-1. L’Atalanta interrompe la serie negativa e conquista tre punti preziosi, mostrando un attacco efficace e un Krstović in grande condizione. Ma il secondo tempo conferma quanto lavoro resti da fare, soprattutto in fase difensiva. Il Venezia gioca una buona ripresa, costruisce numerose occasioni, ma paga ancora una volta gli errori sotto porta e una difesa troppo fragile.

Per Sarri arriva il risultato che serviva. Non ancora, però, una prestazione convincente per tutti i novanta minuti.

Atalanta-Venezia, le formazioni ufficiali: Sarri lancia Rowe e Kessie, Krstović guida l’attacco. Stroppa sceglie Yeboah

Sono ufficiali le formazioni di Atalanta-Venezia, gara della sesta giornata di Serie A, in programma alle 18.30 alla New Balance Arena di Bergamo.

Maurizio Sarri sceglie Nikola Krstović come riferimento offensivo, con Jonathan Rowe e Charles De Ketelaere a sostegno. A centrocampo spazio a Franck Kessie ed Éderson, capitano della squadra, mentre sulle fasce giocano Raoul Bellanova e Davide Zappacosta.

In difesa, davanti a Marco Carnesecchi, ci sono Thomas Kristensen e Giorgio Scalvini. Completa l’undici Eljif Elmas. Partono dalla panchina Gianluca Scamacca, Giacomo Raspadori, Mario Pašalić e Lazar Samardžić.

Giovanni Stroppa risponde con John Yeboah e Thierry Correia, mentre in attacco figura anche Antonio Raimund. Capitano dei lagunari è Joan Daunes, con Filip Stanković tra i pali.

ATALANTA (11 titolari): Carnesecchi; Kristensen, Scalvini, Zappacosta; Bellanova, Kessie, Éderson, Elmas; Rowe, De Ketelaere; Krstović. Allenatore: Maurizio Sarri.

VENEZIA (11 titolari): Stanković; Moreno, Haps, Correia; Daunes, Hainaut, Sohn, Halhal; Yeboah, Basić, Adams. Allenatore: Giovanni Stroppa.

Arbitra Paride Tremolada della sezione di Monza.

Ad maiora.

Atalanta, verso la Conference League: il Pafos esalta gli undici minuti della rimonta, ma la stampa cipriota avverte sui rischi di Bergamo

La vittoria per 3-1 sull’Anorthosis ha rilanciato il Pafos alla vigilia della trasferta di Conference League contro l’Atalanta. Ma la stampa cipriota non nasconde le difficoltà emerse prima della rimonta.

Sportime, nell’analisi di Andria Chira, titola «Gli undici minuti folli e qualcosa di più di tre punti». Il riferimento è alle tre reti realizzate nella ripresa, con Zague e la doppietta di Lele, che hanno ribaltato una partita complicata.

Più prudente Goal.com.cy, che titola «Il Pafos: l’esplosione di cui aveva bisogno e il campanello d’allarme prima dell’Atalanta». Il riferimento è soprattutto al primo tempo, quando l’Anorthosis avrebbe potuto raddoppiare prima della reazione degli ospiti.

La televisione pubblica RIK parla invece di una «dimostrazione di forza», sottolineando il valore psicologico della vittoria dopo la precedente sconfitta contro l’AEL Limassol.

L’analisi di Goal.com.cy insiste sul fatto che il Pafos abbia vissuto «dodici minuti scatenati», sufficienti per ribaltare la partita, ma anche sul rischio corso prima dell’intervallo, quando Kiko ha sfiorato il raddoppio per l’Anorthosis.

Un’altra lettura interessante arriva da Sportime, con Savvas Pilakoutas che, analizzando la sconfitta dell’Anorthosis, titola «Con un solo tempo non si va lontano». Il giornalista ricorda che quella contro il Pafos è la quarta partita in cui la squadra di casa subisce gol nelle fasi iniziali della ripresa. Un elemento che ridimensiona almeno in parte l’eccezionalità della rimonta.

C’è poi il calendario. Balla.com.cy parla di un autentico «Golgota»: sei partite in venti giorni, compresa la trasferta di Bergamo e il successivo confronto con l’APOEL

Sul fronte tifosi, Protathlima parla di «circa 300» sostenitori diretti in Italia, mentre Sportime ne prevede «circa 350». Al momento il settore ospiti non è esaurito.

Ad maiora