Day: 19 aprile 2011

La porta, finalmente chiusa, del GF

La mamma è sempre la mamma, da GL a GF

Una delle più belle canzone della resistenza (“Oh partigiano non piangere”) invita il combattente a “non pianger più, se qui non c’è la mamma, tra pochi dì si cala al pian la mamma ci sarà”.

Parole e suoni che .- lo so che sono strano – mi sono tornati all’orecchio ieri sera guardando il triste spettacolo della finale del Grande Fratello.

L’elemento chiave dei concorrenti, soprattutto maschi, sembra infatti il rapporto con la madre che, per fare spettacolo, vengono inviate a dare un abbraccio ai loro “eroi”, di cui vanno ovviamente “orgogliose” (e per i quali vanno a fare la fila per prenotare i provini, mentre loro se la ronfano). Segno di una decadenza che non risparmia più nessuno. La italian mamma finirà per prendere il posto – anche nelle barzellette – della yiddish mama.

D’altronde, nelle scorse settimane sono comparse – e qui c’è poco da ridere –  le intercettazioni di alcuni genitori delle falene che frequentavano le notti di Arcore nelle quali una delle mamme si complimentava con la figlia, cui dispensava anche consigli materni: Sei mila euro… brava figlia mia, adesso riposati”.

E proprio dopo la scomparsa, nel 2008, di Mamma Rosa sembra che il nostro presidente del Consiglio si sia dato al bunga-bunga, o quanto meno a pubblicizzarlo.

Proprio Mamma Rosa (cui il coordinatore lombardo del Pdl Mantovani, da sindaco di Arconate, diede la cittadinanza onoraria del piccolo comune milanese) avrebbe insegnato al figlio Nustalgia de Milan, che il cd-premier ha cantato domenica:

http://www.youtube.com/watch?v=SHW9y2JcS9w

Noi preferiamo sentir commemorare la mamma di Beniamino Gigli:

http://www.youtube.com/watch?v=wHqP5FFoyf0

Ad maiora

Abou Elkassim Britel

Finalmente libero Abou Britel

Abou Elkassim Britel, marocchino con cittadinanza italiana, e’ stato scarcerato insieme ai 190 detenuti politici e islamici graziati dal Re Mohammed VI del Marocco. Dopo la lunghissima detenzione la moglie ha avvisato tutti gli amici via mail della fine anticipata della pena.

L’uomo, residente a Bergamo, tornerà presto in Italia.

Vittima – nel pieno delirio islamofobico che ha fatto seguito all’attentato alle Torri Gemelle – di una extraordinary rendition della Cia in Pakistan dove era stato rapito nel 2002, Britel era stato portato in Marocco dove è stato processato e condannato a 9 anni di carcere. In Italia erano invece state  archiviate le inchieste a suo carico, aperte alla Procura di Brescia.

Le organizzazioni umanitarie hanno denunciato che sarebbe stato anche sottoposto a tortura.

Per la sua liberazione era stato firmato un appello da parte dell’allora sindaco di Bergamo, Roberto Bruni e da  un centinaio di deputati italiani ed europei.

Nel carcere di Casablanca aveva ricevuto le visita di due delegazioni di  parlamentari guidate da Ezio Locatelli e Tana De Zulueta. Alla troupe del Tg3 (composta dal sottoscritto col collega Ermanno Generali) era stato invece impedito l’ingresso e l’incontro col detenuto.

Malgrado i numerosi scioperi della fame, Britel non era riuscito ad ottenere la grazia, più volte sollecitata anche dalla moglie, Anna Pizzighini.

In questi anni e’ stata lei (che ora, convertita all’islam si chiama Khadija), a sollecitare autorità e giornalisti a mantenere viva – anche grazie a un’aggiornato blog – l’attenzione su questo caso.

Dopo decine di viaggio in Marocco e di frustranti attese in carcere, ora aspetta con ansia il suo ritorno in Italia.

Ad maiora.