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Le Pussy Riot russe restano in carcere (dopo il blitz in chiesa)

Le due esponenti delle Pussy Riot, il gruppo rock-punk che ha fatto vari blitz in Russia, rimarranno in carcere fino al 24 aprile, quando ci sarà il processo.
Fatale è stato lo “spettacolo” improvvisato nella Chiesa di Cristo Salvatore nella settimana pre elettorale.
Eccolo:

Inutile per loro la richiesta di scarcerazione:

http://www.themoscowtimes.com/mobile/news/article/punk-rocker-moms-ordered-detained-for-15-months-before-trial/454303.html

L’obiettivo di questo gruppo è denunciare , platealmente, il “macho Putin” e la sua politica paternalista e sessista:
http://gaymagazine.likepage.it/2012/02/25/dalle-pussycat-dolls-alle-pussy-riot-e-la-russia-comincia-a-tremare/

“Madre di Dio, caccia Putin” era stato il ritornello cantato in Chiesa dalle Pussy Riot. Con una dura reazione del clero ortodosso:
http://vaticaninsider.lastampa.it/homepage/nel-mondo/dettaglio-articolo/articolo/russia-ortodossia-ortodhoxy-ortodoxia-12884/

Temo resteranno in carcere un po’.
Ad maiora

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Daghestan, i terroristi rispondono al voto: uccisi cinque agenti

In Daghestan torna a scorrere il sangue. Una ragazza si è fatta esplodere ieri sera cercando di entrare in un posto di polizia nel villaggio di Karaboudakhkent. Fernata all’ingresso ha fatto scattare la bomba (almeno due chili di tritolo) uccidendo cinque agenti e ferendone due.

Si tratta ragionevolmente di una “vedova nera”, che ha perso il marito in qualche operazione anti-terrorismo. Anche l’attentato alla metropolitana di Mosca fu compiuto da una “vedova nera” di soli 17 anni.

La polizia sta ora cercando di identificare il corpo della donna che ha computo l’attentato suicida ieri.

In un altro attentato suicida sempre in Daghestan è rimasto ucciso un altro poliziotto.

Domenica Putin è stato rieletto presidente. In Daghestan le percentuali di voto verso l’uomo forte del Cremlino hanno – incredibilmente – superato il 90% dei consensi. Anche durante le operazioni di voto, un attentato a un seggio aveva causato 3 morti.

Del Daghestan, nei mesi scorsi, si sono occupati persino i giornali italiani. L’ex stella interista Eto’o è andata infatti a giocare per l’Anzhi, la squadra di calcio della capitale daghestana, Makhachkala. Il camerunense, per giocare da queste parti, guadagna 20 milioni di euro l’anno.

Ad maiora

Berlusconi: Putin l’uomo giusto. Voglio tornare in Russia

Mentre il presidente (sanguinario) siriano Assad fa i complimenti a Putin per la vittoria, anche Berlusconi si congratula con l’amico Vladimir.

Intervistato dalla “Komsomolskaya Pravda”, l’ex presidente del Consiglio italiano ha parlato di “un sentimento di amicizia speciale” verso l’ex Kgb da 12 anni al potere in Russia.

Dall’uomo di Arcore, solo miele per VV: “Lui e’ un uomo straordinario, semplice e umile, una persona di grande umanità, di grande sensibilità e di forti sentimenti primo tra tutti quello dell’amicizia”.

E ancora: “Per il suo Paese ha svolto e svolgerà ancora un ruolo determinante”. E fin qui ci siamo.

Ma poi il “liberale” Berlusconi si mette i panni di avvocato del diavolo: “Ha saputo portare avanti la transizione dal totalitarismo alla democrazia: un’impresa difficile che richiede tempo”. E infatti Putin vuole stare al Cremlino altri 12 anni. Poi trovare qualcuno che gli scaldi la seggiola per altri sei e riprendere il trono subito dopo…

Per Silvio (che parla di VV ma sembra chiaro si guardi allo specchio) Putin è “ancora l’uomo giusto per guidare questo grande Paese”.

Nell’intervista Berlusconi (che ha casa credo abbia ancora il lettone di VV) parla anche dei suoi viaggi russi: “Il mio rapporto con la Russia è costellato da molti episodi e dai ricordi dei luoghi in cui ho vissuto momenti bellissimi: le sale del Cremlino, Sochi e le rive fiorite del Mar Nero, San Pietroburgo in festa per i suoi trecento anni. Solo per dirle le prime cose che mi vengono alla mente. E poi, i miei rapporti e la mia amicizia con Gorbaciov, con Eltsin, con Putin, con Medvedev. Certo nei confronti di Vladimir nutro un sentimento di amicizia speciale. Siamo spesso in contatto telefonico, ci siamo fatti visita a vicenda. Devo a lui gran parte delle emozioni che ho vissuto in Russia.

Ricordo – prosegue – che una sera gli chiesi di portarmi a fare un giro per San Pietroburgo. Arrivati al porto, scendemmo dall’auto e proseguimmo a piedi, senza gli agenti della scorta. Fummo attorniati dalla gente che, via via lo riconosceva, gli stringeva la mano, lo abbracciava e lo applaudiva. In tanti chiesero di fotografarsi con noi. E tutto questo avveniva fuori dai riflettori, fuori dalle regole ufficiali. Credo davvero che ciò che Vladimir e’ riuscito a farmi sentire sia proprio il cuore del suo popolo. Che e’ la scoperta più bella che si possa fare in Russia. E’ per questo che ho sempre voglia di tornare da voi”.

Buon viaggio.

Ad maiora

#occupyKremlin Scarcerati tutti gli oppositori. Che sabato tornano in piazza

La polizia di Mosca ha rilasciato tutti i manifestanti (ben 250 persone) arrestati ieri durante le manifestazioni post-elettorali.

Gli oppositori sono stati infatti solo denunciati per mere violazioni amministrative.

Il movimento democratico non ha comunque intenzione di fare passi indietro.

Ci si prepara a una manifestazione di massa per sabato 10 marzo.

Ad annunciarlo, poco dopo essere stato scarcerato, Serghei Udaltsov, leader del Fronte di Sinistra.

L’idea è un corteo lungo il viale Kutuzovski, dal Parco della Vittoria al Novi Arbat, passando quindi davanti alla sede del governo, lungo l’arteria usata normalmente dal premier Putin e dal presidente Medvedev per spostarsi dalle loro residenze ai luoghi di lavoro.

Vedremo se sarà autorizzata e quali le reazioni del regime che, dopo mesi di tolleranza, sembra pensare a una fase bielorussa, con arresti di massa. L’immediata scarcerazione di tutti i fermati segnala comunque che le idee non sono ancora chiare.

Se si voleva spaventare il movimento, questi temporanei fermi di polizia credo non faranno altro che rafforzarlo. Lo scorso dicembre, i 15 giorni di cella di Navaly (che ieri dal cellulare di polizia ha continuato a scrivere tweet al vetriolo e scattare foto agli amici arrestati), ne hanno indubbiamente rafforzato l’immagine pubblica. E lo stesso discorso vale per Udaltsov.

Ad maiora

Ps. Vedo che i giornali di tutto il mondo (e i nostri non fanno eccezioni) danno grande risalto all’iniziativa di Medvedev per riaprire il caso Khodorkovskij.

A nessuno è venuta questa domanda: come mai, dopo quattro anni al Cremlino, si è occupato di questo caso a fine mandato?

A me sembra solo propaganda.

Annnaviva, flash mob a Mosca. Аннавива, Флэшмоб в Москве

Un flash mob a Mosca.
Dopo quelli a Milano e Roma, per la prima volta, l’associazione italiana Annaviva (nata per ricordare la figura di Anna Politkovskaja) ha organizzato un simbolico blitz nella capitale russa.
Siamo infatti andati a portare le foto di Elsa Kungaeva e Anna Politkovskaja sulla lapide che, inopinatamente, è stata posta poche settimane fa nei giardini di Komsomolskij Prospekt, nel centro di Mosca.
Il monumento ricorda la figura di Yuri Budanov, già colonnello dell’esercito russo condannato per aver ucciso (e ragionevolmente stuprato) una giovane cecena, Elsa Kungaeva. Aveva solo 18 anni ed era stata -illegalmente – fermata con l’accusa di terrorismo. In caserma, era stata strangolata da Budanov e fatta seppellire nei dintorni. Una volta ritrovata, sul suo corpo saranno rinvenuti segni di violenza sessuale.
Per questo orrendo crimine, Budanov, malgrado forti pressioni dell’opinione pubblica russa (ben contrastate da Anna Politkovskaja e dall’avvocato della famiglia Kungaev, Stanislav Markelov) è stato condannato a nove anni di carcere.
Liberato per buona condotta un anno prima (nel gennaio 2009), Budanov è stato assassinato la scorsa estate a Mosca (da sconosciuti, probabilmente ceceni).
Durante la sua detenzione è stata uccisa (da sconosciuti) Anna Politkovskaja. Dopo la sua scarcerazione hanno ammazzato anche l’avvocato Stanislav Markelov (insieme alla giornalista Anastasia Baburova, da due neonazisti.)
A questa terribile storia della Russia di Putin, Annaviva (insieme a LattOria) ha dedicato uno spettacolo teatrale – Elsa K – in scena a Milano.
Con questa manifestazione a Mosca, Annaviva segnala il proprio sconcerto: è possibile che a Mosca non ci sia nemmeno una lapide per Anna Politkovskaja e sia invece ricordato un assassino (espulso dall’esercito per il crimine contro l’umanità)?
L’associazione è da poco riuscita a far dedicare una strada di Milano ad Anna Politkovskaja. Ci auguriamo che la nuova “onda democratica russa” voglia ricordare – una volta finito il putinismo – la figura della grande giornalista russa, dedicandole una via o una piazza nella capitale, dove è stata assassinata 6 anni fa.
Ad maiora.

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После Милана и Рима впервые итальянская ассоциация Аннавива, созданная в память о российской журналистке Анне Политковской, организовала символическую акцию и в российской столице.
Мы съездили положить фотографии Эльзы Кунгаевой и Анны Политковской к мемориальному камню, который неожиданно появился несколько недель назад в одном из дворов Комсомольского проспекта города Москвы.

Памятник поставлен Юрию Буданову, экс полковнику российской армии, осужденному за убийство и основательное изнасилование молодой чеченской девушки Эльзы Кунгаевой. Ей было всего лишь 18 лет и она была незаконно задержана с обвинением в терроризме. В казарме она была задушена Будановым и похоронена неподалеку. Когда ее тело было найдено, на нем обнаружили признаки сексуального насилия.

За это ужасное преступление Буданов, несмотря на сильное общественное давление (которому неплохо противостояли Анна Политковская и адвокат семьи Кунгаевых Станислав Маркелов) был приговорен к девяти годам лишения свободы.

Освобожден за хорошее поведение годом ранее (в январе 2009 года), Буданов был убит летом прошлого года в Москве (неизвестными, возможно, чеченцами).
Во время его содержания под стражей была убита неизвестными Анна Политковская. После его освобождения был убит и адвокат Станислав Маркелов вмете с журналисткой Анастасией Бабуровой (двумя неонацистами).
Аннавива посвятила этой страшной истории путинской России (в сотрудничестве с LattOria) театральную пьесу «Эльза K», поставленную в Милане.

Своей акцией в Москве Аннавива выражает свое беспокойство: неужели возможно, что в Москве не имеется ни одного мемориального камня Анне Политковской и вместо этого помнят убийцу, исключенного из армии за преступление против человечности?

Нашей ассоциации совсем недавно удалось посвятить Анне Политковской одну из улиц в Милане. Мы надеемся, что новая «русская демократическая волна» будет помнить, по окончании путинизма, фигуру великой русской журналистки, посвятив ей улицу или площадь в столице, где она была убита 6 лет назад.
Ad maiora.

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