Vladimir Putin

Niente processo per Putin

Il primo ministro (mi rifiuto di chiamare premier quello italiano, figuriamoci quello russo) non andrà a testimoniare al secondo processo contro Mikhail Khodorkovskij.
La corte dove l’ex petroliere sta subendo un ennesimo processo politico ha respinto la richiesta avanzata dai legali. Rifiutata anche la chiamata alla sbarra anche per il ministro delle Finanze Aleksej Kudrin e il deputato Igor Sechin. E’ stata invece ammessa la testimonianza del ministro del Commercio Viktor Khristenko che sara’ in aula il 21 giugno per una seduta che si presenta come infuocata.
Intanto e’ possibile che Khodorkovskij interrompa già da stasera lo sciopero della fame ad oltranza. Sembra infatti che verra’ in qualche modo fatto trapelare l’interesse del presidente Medvedev sul suo caso.
Sarebbe un importante incrinatura della verticale del potere putiniana che proprio sull’imprigionamento di Khodorkovskij fonda gran parte della sua ideologia anti-oligarchi. Degli oligarchi non vicini a Russia Unita, il partito unico al potere nella Federazione. Khodorkovskij condannato a 8 anni per evasione fiscale ne rischia ora ora 22 per riciclaggio.

Ad maiora

Putin, compagno liberale?

Il comunicato stampa della Federazione dei liberali sull’incredibile docenza del primo ministro russo nell’università berlusconiana.
 
” L’idea di far tenere a Vladimir Putin lezioni di pensiero liberale, susciterebbe un moto di incredula tenerezza per la confessata ignoranza abissale, se Silvio Berlusconi non fosse il più importante uomo di stato italiano. Siccome lo è, la sua idea di far tenere a Putin lezioni di pensiero liberale suscita solo un rigetto  sdegnato per l’evidente tentativo di raggirare gli italiani spacciando come liberale il vissuto di un dirigente del KGB russo, prima comunista e da anni rigido autocrate”.
” Ancora una volta, il Presidente del Consiglio continua a non capire che il pensiero liberale non può essere un optional con cui farsi bello”.

A Mosca la rabbia, a Roma l’amore

Il “giorno della rabbia” contro Putin e il putinismo si è svolto sabato in tutte le Russie, con manifestazioni che sono hanno attraversato gli 11 fusi orari che caratterizzano il grande paese. Dopo i 10.000 in piazza a Kaliningrad, forse ci si aspettavano più persone. Ma in queste settimane il regime ha martellato con la propaganda e con le minacce e quindi pochi hanno sfidato la polizia.

Comunque, come testimoniano le immagini di Radio Free Europe, di gente ce ne era. Non era il milione di Piazza San Giovanni, ma da noi c’è democrazia. Qui invece sfilano le opposizioni (extraparlamentari peraltro, ahinoi). Putin comunque, quando fa le manifestazioni, le fa davvero oceaniche.

Ma speriamo che anche lì, l’amore vinca sull’odio. La rabbia è un sentimento negativo. Anche se qualche volta, sgorga spontanea. Anche l’odio, peraltro. Lo ricordava un intellettuale non certo di sinistra, come Giuseppe Prezzolini che diceva: «La storia è figlia di Caino, non di Abele; e se si toglie da essa tutto ciò che è provocato dall’odio, rimane ben poco». Qualche altro intellettuale, come la Fallaci, parlava di rabbia e orgoglio.  Chissà cosa avrebbe pensato del Partito dell’amore.

Ad maiora