Ucraina

L’Ucraina sconfitta dalla Turchia, mentre la Rada accoglie la nazionale russa parlando la sua lingua

L’Ucraina si prepara – a suo modo – agli Europei di calcio, al via tra pochi giorni.

La squadra che – insieme alla Polonia – li ospiterà, ieri ha perso 2-0 l’ultima amichevole con la Turchia (il mitico coach Oleh Blokhin ha dato la colpa a un’intossicazione alimentare). In gol Erkin e Pektemek. In campo l’indimenticato Shevchenko.

Intanto il parlamento ucraino (la Rada) ha approvato, in prima lettura, la legge che rende il russo la seconda lingua di stato.

Dura la reazione dell’opposizione che ha manifestato in piazza, dove ci sono stati scontri, fuori e dentro l’aula:

http://youtu.be/DDVa2Ye54KA

234 i voti a favore su 450 deputati. Il russo come lingua di stato era stata d’altronde una delle promesse elettorali del presidente (filo-russo e russofono)  Viktor Yanukovich, accusato da sempre di pendere più dalla parte di Mosca che da quella di Bruxelles.

In Ucraina (soprattutto quella orientale, da cui proviene l’attuale presidente) tanti prediligono la lingua russa a quella ucraina. Anche perché qui è molto grande la comunità russa.

Intanto, mentre migliaia di tifosi si preparano a invadere le città ucraine (purtroppo anche a caccia di prostitute) nelle carceri del regime continua a essere detenuta Yulia Tymoshenko.

Per ora la mini-mobilitazione internazionale, non ha fatto cambiare atteggiamento a chi guida il paese.

Ad maiora

Tymoshenko trasferita (finalmente) in ospedale

Yulia Tymoshenko è stata (alla fine) trasferita nell’ospedale di Khariv dove verrà curata da un medico tedesco di sua fiducia.

Proprio nelle scorse ore l’ex primo ministro ucraino aveva annunciato l’interruzione dello sciopero della fame.

L’ex leader arancione è stata condannata a 7 anni di carcere al termine di un processo squisitamente politico.

Dal carcere ha più volte denunciato soprusi e abusi delle autorità.

Ad maiora

Caso Tymoshenko: la Germania minaccia, l’Italia tace (come sempre)

La Germania minaccia di bloccare l’entrata dell’Ucraina nella Ue. Lo ha detto senza mezzi termini il ministro degli Esteri tedesco Westerwelle, preoccupato per la sorte dell’ex premier, Yulia Timoshenko .
“Noi tedeschi – ha detto in un’intervista alla Zdf – riteniamo che l’accordo di adesione Ue/Ucraina non possa essere ratificato se le condizioni dello stato di diritto non siano chiaramente soddisfatte”. Quest’accordo, messo a punto il 30 marzo scorso tra Bruxelles e Kiev, deve ancora essere firmato ufficialmente. La carta, nel dettaglio, coprira’ tutti i settori d’interscambio bilaterale.
La cancelliera Merkel ha minacciato di non presenziare ai prossimi Europei.
L’Itala dorme come sempre. Qualche blando comunicato stampa e niente più.
Forse i tecnici hanno bisogno di un super tecnico che gli spieghi anche la politica estera.
Ad maiora.

20120502-130137.jpg

L’Unione europea preoccupata per la Tymoshenko

L’Europa torna, finalmente, a occuparsi del caso Tymoshenko. L’Alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza comune europea, Catherine Ashton, si dice “profondamente preoccupata per la situazione di Yulia Tymoshenko”, che, come confermata dall’Ufficio del difensore civico di Kiev, ha subito violenza fisica durante il trasferimento dalla prigione all’ospedale nei giorni scorsi.

La Ashton si preoccupa anche dello sciopero della fame di protesta avviato dall’ex primo ministro ucraino (condannata per un processo squisitamente politico) e lancia un appello al regime di Kiev perché “assicuri il pieno rispetto del diritto della Tymoshenko ad un’adeguata assistenza medica in un’istituzione appropriata”.

La rappresentante della Ue ha chiesto anche, “come segno della loro volonta’ politica di chiarire la situazione, di permettere all’ambasciatore dell’Ue, accompagnato da specialisti medici indipendenti, di visitare in prigione la Tymoshenko”.

Ad maiora

L’Italia arresta un collaboratore della Tymoshenko

Come successo a Ivan Kostin (di cui Annaviva si occuperà – per evitarne l’estradizione in Russia – il 3 aprile alle 13 all’Ostello Bello di Milano), un altro arresto in Italia.
In manette questa volta un collaboratore della Tymoshenko, già vittima di un “processo politico” nella sua Ucraina:
http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/topnews/2012/03/27/visualizza_new.html_157736026.html
In manette Arsen Avakov, dirigente di Patria, il partito “arancione” della pasionadiaora in cella.
Da noi li fermano tutti. Anche i ceceni con status di rifugiato in altro paese europeo. Poi sono costretti a liberarli.
Speriamo che Avakov, ricercato per “abuso di potere”, non venga estradato.
In Ucraina non vengono rispettati, come dimostra la foto che accompagna questo pezzo, i diritti minimi dei detenuti.
Ad maiora.

20120327-174417.jpg