Le voci di chi protesta contro il presidente ucraino Yanukovich,
Ad maiora
Le voci di chi protesta contro il presidente ucraino Yanukovich,
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In piazza l’unico con cappellino arancione è l’avvocato della Tymoshenko.
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Nove anni fa ero in Ucraina…
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Non è quella ucraina, ma stamattina ha invaso Milano.
Deejayten 2013. Bella gara. Tanta gente. Forse troppa. Qualche strada più grande non sarebbe stata male.
Comunque bella la marea arancione.

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Ps. Il servizio, a pagamento, per sapere l’esito della gara, nel tardo pomeriggio non aveva ancora mandato l’sms. L’anno prossimo risparmio l’euro.
1. Magari non faremo lì gli europei.
2. Comunque, per protesta, non verremo a Kiev.
3. Ci accorderemo tra cancellerie europee per decidere come reagire.
4. Veniamo a Kiev ma…
Dopo un mese di roboanti minacce, anche la vicenda Tymoshenko-Europei di calcio si è risolta a tarallucci e vino (tinto, vista la collaborazione con gli spagnoli).
La detenzione “politica” della leader dell’opposizione ucraina non ha fermato la partecipazione dei primi ministri italiani e spagnoli, Monti e Rajoy, in quel dello stadio di Kiev.
L’unica concessione ai diritti umani è stata la lettera che i due leader hanno scritto al presidente ucraino Viktor Yanukovich. Nella missiva, dapprima si sostengono le aspirazione europee di Kiev, poi ci si appella al buon cuore del presidente ucraino – nemico, più che avversario della donna – per le sorti dell’ex leader della Rivoluzione arancione, “esprimendo l’aspettativa di una soluzione positiva dei casi giudiziari dell’ex primo ministro Tymoshenko e di altri membri del precedente governo, come richiesto dalla comunità Internazionale e di un rafforzamento dello stato di diritto e dei valori democratici che dovrebbero unire i popoli d’Europa”.
Per questo, Monti e Rajoy concludono la loro lettera chiedendo che gli ambasciatori italiani e spagnoli possano incontrare la Tymoshenko, ricoverata in ospedale dopo gli abusi commessi contro di lei nel corso della carcerazione.
La figlia della leader dell’opposizione ucraina, Evgenya, ringraziando, ha detto che era “quello che ci si può aspettare da forze democratiche in favore dei prigionieri politici in Ucraina”.
Dal canto nostro, resta il sospetto che la lettera sia un contentino, una mossa propagandistica tanto per placare le proteste e poter andare avanti come se nulla fosse.
D’altronde, a giorni, il silenzio calerà sull’Ucraina, sulle sue stragi di cani, sulla leader dell’opposizione in cella.
Il 10 luglio a Khakhiv riprenderà il processo contro di lei.
Lì sarebbe bello ci fossero, gli ambasciatori europei.
Anche senza comunicati stampa o lettere aperte.
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