Pussy Riot

Il comizio libertario di Madonna a San Pietroburgo

Notevole il comizio liberal di ieri sera di Madonna a San Pietroburgo:

Oltre al vice primo ministro russo che le ha dato della vecchia puttana, vecchi ortodossi hanno bruciato in piazza la sua icona:

A 7 giorni dalla sentenza contro le Pussy Riot, il regime putiniano si sta coprendo di ridicolo.
Quasi come quello bielorusso che fa la guerra agli orsacchiotti di peluche.
Ad maiora.

20120810-200242.jpg

#FreePussyRiot. Il regime russo insulta Madonna

Non contento di tenere tre ragazze in cella per un bliz in chiesa, il regime putiniano insulta chi difende le Pussy Riot. E lo fa, ovviamente, con epiteti sessisti.

“Ogni ex puttana cerca di dare lezioni di morale quando invecchia. In particolare quando si trova in tournee all’estero”. Con queste parole il vice premier russo Dmitry Rogozin, su Twitter, ha risposto all’appello lanciato nel corso di un concerto a mosca dalla cantante Madonna a favore del rilascio delle tre musiciste del gruppo punk femminista Pussy Riot, sotto processo per ‘vandalismo religioso’.

Le ragazze hanno provocatoriamente alla Madonna (non la cantante ovviamente) di “liberarci da Putin”.

Al loro fianco sono scesi musicisti di tutto il mondo. Il regime insulta ovviamente solo quelli di sesso femminile.

Rogozin, ex leader del partito Rozina, è un diplomatico (davvero diplomatico!) e si occupa dei rapporti con la Nato (dove ha rappresentato la Russia).

La sentenza contro le Pussy Riot sarà pronunciata il 17 agosto.

Ad maiora

Pussy Riot, sentenza il 17 agosto: “Non abbiamo paura”

Quel giorno, alle 15, sapremo se la caccia alle streghe lanciata dal regime putiniano avrà avuto effetto.

Oggi, finalmente, al processo sono intervenute anche le ragazze, “colpevoli” di un concerto anti-putinano in chiesa. Hanno defiito il procedimento contro di loro di stampo staliniano.

“Questo non e’ un processo contro le Pussy Riot, ma contro l’intero sistema politico russo”, ha spiegato Nadezhda Tolokonnikova (22 ani), alla sbarra insieme a Yekaterina Samutsevich (29) e Maria Alyokhina (24). “Il ricorso alla violenza per reprimere le proteste della società, costringere le persone alla passività politica, noi tutto questo non lo accettiamo. La sola aria che si respira in Russia è diventata dolorosa per noi. Non abbiamo mentito neanche per un secondo di fronte a questo tribunale, ma l’accusa lo ha fatto piu’ volte. Ma la gente se ne è accorta. La verità prevarrà”‘, ha concluso. Indossava una maglietta blu con la scritta (antifascista) No Pasaran!

“Non mi fate paura. Potete portarmi via la mia presunta liberta’, ma in questo paese non ce n’è di vera. La mia libertà interna non potrete sottrarmela”, ha detto Alekhina.

Parole sante.

Come spiega Matteo Tacconi (che ricorda un episodio del passato cecoslovacco), questo processo contro le Pussy Riot sta distruggendo quel poco di immagine internazionale della tirannia putiniana:

http://www.europaquotidiano.it/dettaglio/136488/

Oggi al loro fianco è intervenuto anche il nostro Vasco Rossi.
Ad maiora

Pussy Riot, continua la mobilitazione

La mobilitazione popolare a favore delle Pussy Riot (gruppo punk-rock femminista in carcere dopo un concerto anti-putiniano nella Chiesa del Cristo Salvatore) è stata ignorata dai giudici del regime russo:
http://www.tmnews.it/web/sezioni/nuovaeuropa/PN_20120710_00373_NE.shtml
Da qualche giorno le ragazze sono in sciopero della fame:
http://www.memorialitalia.it/2012/07/05/russiapussy-riot-sciopero-della-fame/
Ad maiora.

20120711-141050.jpg

Le Pussy Riot tornano a far parlare di sé

Le Pussy Riot, il gruppo punk rock russo che ha tre dei suoi elementi in carcere per un concerto contro Putin, torna al centro dell’attenzione.
Alcune di loro hanno interrotto un concerto moscovita degli americani dei Faith No More:
http://www.agi.it/in-primo-piano/notizie/201207031001-ipp-rt10036-le_pussy_riot_irrompono_a_concerto_faith_no_more_a_mosca
A Mosca migliaia di persone hanno intanto firmato un appello a loro favore:
http://italian.ruvr.ru/2012_06_29/79686447/
Per loro un concerto anche a Lubiana:

Free Pussy Riot! Manifestazione e concerto benefit a Ljubljana 03/07/2012


Le ragazze sono sempre in carcere. Rischiano di rimanerci sette anni.
Ad maiora

20120703-153800.jpg