Pussy Riot

#PussyRiot. Oggi via al processo d’appello

Inizia oggi a Mosca il processo d’appello contro le Pussy Riot, le tre ragazze della band punk condannate (lo scorso 17 agosto) a due anni di colonia penale per 45 secondi di concerto anti-putiniano nella Cattedrale di Cristo Salvatore: http://youtu.be/VtYw-d1CSxQ

Il concerto ovviamente non autorizzato, considerato blasfemo, venne organizzato in febbraio poco prima dell’ennesima rielezione di Putin alla presidenza della Federazione Russa.

 Le tre ragazze sono state condannate in primo grado per atti di teppismo motivato da odio religioso. Una sentenza contestata un po’ in tutto il mondo. Meno in Russia dove il lavaggio del cervello operato dalla televisione ha spinto la maggior parte dei russi ad appoggiare la condanna (i sondaggi assolsero anche al colonnello Yuri Budanov, colpevole di aver ucciso Elsa K., cecena diciottenne).

Lo stesso Putin ci ha tenuto, nel giorno del suo compleanno (festeggiato ovviamente in tv) ad appoggiare la decisione degli amici giudici: “E ‘inammissibile di minare le nostre fondamenta morali, i valori morali, per cercare di distruggere il paese”. A quello ci pensa già lui. Da dodici anni.

Le tre ragazze continuano intanto a far parlare di sé. I giornalisti New Times sono infatti riusciti a intervistarle in carcere: http://www.rferl.org/content/pussy-riot-speak-about-jail-conditions-in-leaked-videos/24734005.html

Qui il video in cui è Nadia Tolonnikova a parlare della sua detenzione: http://youtu.be/LE40AyvxgJc

Qui Maria Alyokhina: http://youtu.be/76LXTpqE_ng

Ad maiora

#PussyRiot finaliste al Premio Sakharov 2012!

Il gruppo punk femminista delle  Pussy Riot, che ha tre dei suoi membri in carcere in Russia per la preghiera contro Putin nella Cattedrale del Cristo Salvatore è tra i tre finalisti del Premio Sakharov 2012.
Il premio viene assegnato ogni anno dal Parlamento Europeo per ricompensare personalità distintesi nella difesa dei diritti umani e della libertà d’espressione. la decisione e’ stata presa dagli eurodeputati delle commissioni Esteri e Sviluppo, che hanno inoltre candidato oppositori del

regime iraniano e di quello bielorusso.

Il processo d’appello contro le tre ragazze (condannate a due anni di lavori forzati) riprende domani.

Ad maiora

Ciao Anna. Buon compleanno Putin. Le opposizioni russe non festeggiano

Celebrazioni oggi in tutta la Russia per il 60esimo compleanno del presidente Vladimir Putin. L’ex Kgb l’avrebbe trascorso con la famiglia e gli amici, a San Pietroburgo.  

Chi non era alla festa avrà potuto festeggiare guardando alla tv di stato il documentario agiografico sulla vita del presidentissimo russo.

Nell’interessante filmato, Putin trova il tempo di appoggiare la condanna a tre anni di carcere per le Pussy Riot: http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/topnews/2012/10/07/60-anni-Puti-giusto-verdetto-Pussy-Riot_7591848.html 

L’opposizione ha organizzato una simil festa dietro il Cremlino, invitando il piccolo tiranno ad andare in pensione. Numerosi qui gli arresti, anche di blogger e sostenitori delle Pussy Riot con la balaclava.

Giornalisti e attivisti dei diritti umani si sono invece riuniti in piazza Puskin per ricordare il sesto anniversario dell’assassinio di Anna Politkovskaja.

Chissà se l’efficiente regime repressivo prima o poi si occuperà anche di questo caso.

E magari anche di quello di Natasha Estemirova. Sto ancora aspettando che Medvedev faccia arrestare gli assassini come annunciato (anzi, strombazzato) due estati fa.

Ciao Anna. RIP

Ad maiora

#FreePussyRiot #1October2012. A Milano in piazza anche per ricordare Anna. RT pls

Non si ferma l’efficiente macchina repressiva del regime putiniano. Dopo la sentenza che, il 17 agosto, ha condannato le tre Pussy Riot a due anni di colonia penale (escludendo qualunque forma di condizionale, malgrado fossero incensurate) lunedì inizierà il processo d’appello.

Proprio quel giorno, il primo ottobre, è prevista una mobilitazione internazionale per chiedere la liberazione delle tre ragazze, colpevoli di un mini-concerto antiputiniano nella Cattedrale moscovita del Cristo Salvatore. Qui l’elenco delle città coinvolte: http://freepussyriot.org/

A Milano, Annaviva organizza un presidio in via Dante, alle 17.30, sotto la bandiera russa per l’Expo. Chi abbia voglia e modo di venire, porti una balaclava da indossare.

Il gruppo punk femminista è stato candidato al Premio Sakharov che il Parlamento Europeo assegna a dicembre a chi lotta per difendere la libertà di espressione. Ma intanto in Russia si continuano a cercare le due ragazze sfuggite all’arresto (erano in cinque a cantare in chiesa).

I Nashi, gruppo di balilla putiniani, ha posto una taglia sulla loro testa: 50mila rubli, 1250 euro.

Pura propaganda. Ma dà l’idea di quanto fastidio abbia dato quel concertino di 45 secondi in chiesa nel quale le tre ragazze denunciavano – in stile punk – l’abbraccio tra le gerarchie ecclesiastiche e il regime putinano, invitando la Vergine Maria a liberare la Russia da Putin.

Contro di loro si è mosso l’intero apparato giudiziario russo. Quello che ha condannato due volte Mikhail Khodorkovskij e che in questi giorni sta dando la caccia a quanti hanno manifestato il 6 maggio a Mosca, nel primo corteo dell’opposizione conclusasi con scontri di piazza.

La stessa giustizia russa che in sei anni non ha trovato un colpevole per l‘omicidio di Anna Politkovskaja, assassinata il 7 ottobre 2006.

In piazza, lunedì andremo, anche per chiedere giustizia per lei e per tutti quei giornalisti e attivisti dei diritti umani uccisi in questi anni, senza che nessuno abbia mai cercato di arrestare gli assassini.

Perché l’unica cosa che sembra contare, per la giustizia russa è difendere lo status quo, difendere la tirannia di Vladimir Putin.

Ad maiora

#FreePussyRiot. Il primo ottobre giornata di mobilitazione internazionale

I compagni dell’Ikea hanno immediatamente tolto la pubblicità con testimonial dotati di balaclava.
Peccato. Ma d’altronde il gruppo non ha un manuale di istruzioni e quindi forse è giusto così.
Il nuovo quotidiano Pubblico si stupisce che si pensi a lista di proscrizione per chi le ha condannate.
Forse non hanno letto quante sentenze di condanna hanno emesso i fedeli servitori della giustizia putiniana.
Le ragazze comunque continuano a fare discutere. C’è chi vorrebbe friggerle e che le premia. E chi chiede clemenza.
Il primo ottobre inizia il processo d’appello. Il marito di una delle tre ragazze non pensa ci possa essere una riduzione di pena.
Quel giorno, primo ottobre, comunque ci sarà una mobilitazione mondiale per chiederne la liberazione.
Annaviva manifesta a Milano, alle 17.30, in via Dante.
Vi aspettiamo.
Ad maiora

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