Incendio

Incendio #Oasi di #Vanzago per #Wwf “mire speculative”

Incendio WwfRicevo dagi amici del Wwf Lombardia questo comunicato stampa sulla preoccupante escalation di violenze che stanno colpendo l’oasi di Vanzago.

Ad maiora

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Un nuovo episodio ai danni dell’oasi WWF Riserva naturale Bosco di Vanzago, alle porte di Milano, preoccupa il WWF Lombardia. Dopo altri tre atti intimidatori, culminati nel rapimento e uccisione della mascotte dell’oasi, la muflona Muffy, questa notte un incendio doloso ha distrutto 700 quintali di paglia immagazzinati in un capannone limitrofo alla Cascina Gabrina; il Direttore dell’oasi Andrea Longo ha comunicato la notizia poco dopo che i vigili del fuoco, impegnati da ieri nello spegnimento delle fiamme, hanno finalmente domato il rogo, che avrebbe potuto estendersi a uno dei pochissimi ecosistemi naturali sopravvissuti alla cementificazione del nord milanese.

La Presidente del WWF Lombardia Paola Brambilla ha dichiarato: “Sospettiamo che dietro questo grave episodio ci siano mire speculative sulla zona, e un chiaro avvertimento di sapore mafioso contro il WWF, che come ente gestore dell’oasi (che è sito di interesse comunitario e zona di protezione speciale tutelato da direttive comunitarie) ha formulato pareri negativi e rigorosi contro molti PGT dei Comuni vicini, che hanno previsto ambiti di trasformazione a ridosso dell’oasi: ricordiamo  che quest’isola incontaminata e protetta dal WWF è adiacente all’area Expo 2015. Chiederemo un incontro al Procuratore per condividere questi nostri sospetti e le nostre preoccupazioni ed avere aiuto e tutela”.

Incendio a Mosca, le vittime sono immigrati tagiki

I gruppi nazi, ma anche solo quelli nazionalisti spesso danno loro la caccia durante le feste nazionali. Eppure gli immigrati ex sovietici presente in gran numero a Mosca sono, da sempre, parte integrante del panorama umano russo.

Non è quindi un caso che la strage di operai scoppiata nella notte nella capitale russa abbia come vittime tutti immigrati: diciassette i cittadini di origine tagika e uzbeka morti nel rogo.

Una fine agghiacciante: i lavoratori stranieri dormivano in una baracca di lamiera senza finestre. “Una situazione di promiscuità terribile, su brande sovrapposte su quattro livelli”, ha spiegato un portavoce della protezione civile moscovita.

In Russia la primavera non è ancora arrivata e ieri gli immigrati avevano acceso una stufetta elettrica, il cui corto circuito è forse all’origine della strage. Quando le fiamme si sono sprigionate, quanti abitavano nella baracca si sono trovati senza vie di fuga e sono morti carbonizzati.

Le pessime condizioni di vita e di lavoro delle vittime sono abbastanza diffuse in Russia tra gli immigrati provenienti dalle ex repubbliche sovietiche dell’Asia centrale, impegnati generalmente nei lavori più umili, soprattutto in cantieri e mercati.

Nella capitale russa vivono dieci milioni di persone. Mosca è la prima città europea per numero di abitanti.

Ieri un incendio in quello che dovrebbe diventare il più alto d’Europa non ha provocato vittime.

Ad maiora.