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Mercoledì verranno inaugurati a Milano i Giardini Politkovskaja

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L’iniziativa premia un lungo sforzo di Annaviva. Qualche anno fa, insieme e grazie a Gariwo, dedicammo ad Anna un albero nel Giardino dei Giusti, sempre di Milano.
Ieri il sito di Gariwo ha pubblicizzato l’iniziativa con un’intervista al sottoscritto.
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Domani a Milano torna Zac! Con il pane

zacRicevo e volentieri rilancio l’ennesimo appuntamento milanese con Zac!

Il mercato si tiene anche in caso di pioggia.

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Zac!, mercato contadino biologico e stagionale organizzato da privati cittadini appartenenti ai Gruppi d’acquisto solidale attraverso l’associazione Gastardi vi dà appuntamento dalle 10 alle 18 dell’8 giugno al Parco Nicolò Savarino (ex Parco Bassi – zona Dergano/Maciachini di Milano) con i suoi produttori etici, a disposizione della cittadinanza per approfondire temi riguardanti la scelta biologica e l’economia solidale, e con associazioni di zona, attive nel sottobosco urbano per recuperare aree degradate e per trasformare Milano in una città più rispettosa dell’ambiente e di chi ci vive.  

Il tema scelto per Zac! 5 è il pane: nutrimento essenziale per la nostra alimentazione, esso è protagonista, oltre che sulla tavola, anche nel capoluogo lombardo grazie al progetto La filiera del grano, che, recuperate sementi antiche e biologiche, ha creato campi di grano alle porte dell’abitato, scovato un mulino e dato vita ad una rete di panificatori in grado di trasformare le farine milanesi in ottimo companatico.

 Questa esperienza, la panificazione, è al centro di gran parte dei progetti e dei laboratori della quindicina di associazioni, presenti al mercato Zac! con banchetti pronti a coinvolgervi e ad ascoltarvi: Gasisti di Zac!, GastardiAsF Italia (Architetti senza frontiere), Associazione MuratoriCiclofficina BovisaColtivando, Desr Parco SudEmergency Zona 9Il Giardino degli AromiOfficina EnoicaPcOfficinaPedalando in Zona9Quelli del VillaggioTetide e Zeitgeist

 Nel volantino è ripreso l’assalto al forno descritto da Alessandro Manzoni: le persone, protagoniste dell’azione, si muovono assieme all’unisono e senza premeditazione in reazione al rincaro del prezzo del prezioso alimento e alla possibile fame dietro l’angolo, destino che ben conosciamo noi, che viviamo a quasi quattro secoli dai fatti narrati, ma affamati ancora dalle scelte dei potenti. Riprendiamoci il nostro pane!

 A Zac! 5 trovate ancora due strumenti importanti per aprire il dialogo coi produttori:

– Pro-dotto Zac!: prodotti ad un prezzo particolarmente basso, calmierato, per invitare i cittadini a provare le specialità dei contadini, per venire incontro alle persone durante questa rigida e nefasta crisi economica e per sfatare il mito del biologico per ricchi. 

– Schede produttori: una sorta di carta d’identità che contiene i dati dell’azienda come il nome, la località di provenienza, il tipo di produzione, il tipo di certificazione e i motivi di orgoglio del produttore.

A Mosca il processo contro i manifestanti della Marcia dei Milioni

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È passato poco più di un anno dalla Marcia dei milioni, la marcia dell’opposizione al regime putiniano che finì con scontri con la polizia e centinaia di arresti.
Dopo una lunghissima carcerazione preventiva, sta per iniziare l’udienza preliminare per dodici dei trenta attivisti accusati di aver organizzato gli incidenti. È un processo che a molti osservatori ricorda quelli di stampo sovietico, contro i dissidenti.
L’udienza è per i fatti in Bolotnaya, la piazza dove la manifestazione doveva terminare e intorno alla quale ci furono gli scontri e la repressione.
Ero presente a quella manifestazione autorizzata e ricordo bene come andò.
È iniziato come un corteo autorizzato, molto partecipato e pacifico. Con slogan e striscioni contro il presidentissimo russo:

Per segnalare lo spirito rivoluzionario, si cantava Bandiera rossa:

La massa era considerevole e varia e andava dai nazionalisti fino ai comunisti. Le prime tensione si erano già registrate ai varchi d’ingresso. Perché ogni manifestazione nella Russia di Putin, anche quelle autorizzate, passa per un controllo individuale ai metal detector, che molti chiedevano di togliere:

La testa del corteo è arrivata in Bolotnaya quando la piazza era ormai piena e si è trovata di fronte uno schieramento di Omon, agenti speciale in tenuta anti-sommossa. Il primo segnale di tensione è stato proprio l’abbattimento del metal detector, cui sono seguite cariche della polizia e reazione dei ragazzi agli arresti (nessuno era comunque armato):

Dopo gli arresti in flagranza, quasi tutti i manifestanti sono stato rilasciati. Una trentina sono stati però arrestati qualche giorno dopo, quando il regime, dopo mesi di tolleranza, ha deciso di mostrare la sua faccia meno conciliante con l’opposizione. Di cui si mandano a processo i leader (Navalny e Udaltsov, in primis) e se ne minacciano altri. È di oggi la notizia che Kasparov non torna in Russia: http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/topnews/2013/06/06/Russia-Kasparov-torno-temo-Putin_8826035.html
In questo clima, Annaviva e il Comune di Milano inaugurano mercoledì 12 (alle 11) i Giardini dedicati ad Anna Politkovskaja (in fondo a Corso Como). Quanto ci mancano gli articoli di Anna su quel che sta accadendo in questi giorni a Mosca…
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La quinta volta del Boss a S.Siro

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Un giornale ieri scriveva che il mondo si divide in due: chi ama Bruce Springsteen e chi non ha ancora visto un suo concerto.
Io sono nella prima lista, anche perché ieri ho assistito, per la quarta volta, all’esibizione del Boss a San Siro. La prima volta fu nel lontano 1985 e alla fine ho bucato solo il concerto più mitico, quello sotto il diluvio.
Rispetto alle prime esibizioni, la sua voce si è fatta più roca. Born in Usa non è la stessa di quando a San Siro fece il concerto più lungo cui abbia mai partecipato. Ma la carica e la forza evocativa rimangono quelle di sempre. Come la sua voglia di far partecipare i suoi fan a questa grande festa. Ieri c’era pure una coreografia per il pubblico. Cui si sono offerte più di tre ore di musica.
Qui l’ingresso del Boss allo stadio:

Insomma, se torna, ci torno.
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Brooks5.30 correre all’alba e sotto la pioggia nel cuore di Milano

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Quando ieri sera è iniziato il diluvio ho pensato, più che alla corsa che sarei andato a fare, a Sergio e Sabrina che avrebbero passato la notte a preparare il tracciato e le colazioni-rifornimenti.
E infatti quando stamattina li ho intervistati per la Tgr (il servizio andrà in onda alle 14) erano mezzi assiderati.
Lo scorso anno andando a fare questa corsa non competitiva, avevo raggiunto largo Cairoli (da dove parte e arriva la Brooks5.30) in bicicletta e maglietta a maniche corte. Quest’anno, invece, sono andato coperto come fosse dicembre. D’altronde a Milano piove e fa davvero freddo. Ma attraversare la Galleria Vittorio Emanuele (ovviamente deserta) o Palazzo Reale (appositamente aperto) rimane davvero emozionante. Con qualunque condizione climatica.
Chi te lo fa fare? E’ sempre la domanda che viene posta in questi casi.
Ma quando si corre, il freddo non si sente più. Si ascolta solo il proprio corpo. E se fa molto freddo o si è fradici, basta farsi una bella doccia bollente appena smesso di correre.
Il perché correre all’alba viene ben spiegato sul sito delle 5.30.
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