Cecenia

Pur senza la maggioranza dei voti, Putin e Russia Unita controlleranno la Duma

Il partito di Putin non supera la maggioranza degli elettori (metà della quale è rimasta a casa, malgrado le temperature autunnali)’ ma grazie al terribile meccanismo elettorale, conquista la maggioranza assoluta dei seggi alla Duma, la Camera bassa russa.
Russia Unita si ferma al 49,5% dei voti, ben al di sotto di ogni previsione: conquista 238 seggi su 450.
In Russia infatti, da quando il putinismo detta legge, è cambiata la procedura elettorale: non solo lo sbarramento è al 7% ma ai partiti è, di fatto, anche impedito unirsi prima della corsa ai seggi. Un sistema anti-democratico che rende ben poco rappresentativo il parlamento.
Dove comunque la parte del leone la faranno i comunisti. In calo irreversibile di consensi dalla fine dell’Urss, raddoppiano i voti (19,1%) e i seggi (malgrado le denunce di brogli). Viene premiata la loro ferrea opposizione a Putin, la stessa che ha spinto tra le loro braccia molta di quella intellighentsija che mai avrebbe pensato di tornare a votare per un partito comunista nel dopo URSS. (Non centra nulla – ma forse sì – ma guardate come i neo campioni brasiliani del Corinthias hanno salutato la scomparsa del grande Socrates: http://www.youtube.com/watch?v=JxP4XFsh3L4).
Cresce anche il voto (un po’ xenofobo) ai liberal-democratici (13,1%) e ai socialdemocratici di Russia Giusta (11,6%) che aumentano i consensi forse anche per aver rotto l’alleanza con Putin.
È passato dunque lo spirito di parte dell’opposizione che invitava gli elettori a votare quei partiti che avrebbero potuto conquistare seggi.
In questo senso non stupisce la sconfitta di Jabloko, il partito liberale che ha ammorbidito le sue posizioni verso Putin e che, sempre per la stramba legge elettorale, anche se non raggiungerà il quorum, potrebbe ottenere un seggio, “donato” da Russia Unita.
Per capire come funziona il paese, il partito di Putin ha stravinto in Cecenia, dove Ramzan Kadyrov governa col pugno di ferro: 99,2% (era 99,9% allo scorso voto). I comunisti qui si fermano allo 0,15%. Davvero poco credibile.
Ad maiora

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FILM SU ANNA NEL CENTRO DI MOSCA: CAMBIA IL VENTO ANCHE IN RUSSIA?

Un evento, nella sera che precede il giorno delle elezioni per il parlamento russo, segna più di ogni altro il segno dei tempi.
Per la prima volta questa sera, in un cinema del centro di Mosca (il Khudozhestvennij, in piazza Arbatskaja, a cento passi dal Cremlino) è andato in scena “A bitter taste of freedom” di Marina Goldovskaja.
È un film sulla vita di Anna Politkovskaja. Sulla vita non sulla morte, di cui si accenna solo nelle prime scene quando vengono mostrati i tg sull’omicidio (compreso l’agghiacciante commento di Putin) e i funerali.
Poi la telecamera della sua amica Marina segue Anna in vari momenti della sua vita privata. Si vede una Politkovskaja allegra e sorridente, lontana da quell’immagine di giornalista fanatica che pure è stata rappresentata in questi anni.
Non fa sconti a nessuno Anna però, anche in queste immagini di vita privata, dove non mancano le interviste ai figli (Ilija presente e commosso in sala), la madre, la sorella e anche l’ex marito di cui si raccontano i successi professionali ai tempi della Perestrojka.
Da quelle immagini (commentate da un Gorbaciov molto invecchiato) è iniziato per il pubblico in sala una sorte di seduta psicanalitica di massa. Si vedono scorrere le immagini del fallito golpe, di Eltsin completamente ubriaco in un incontro pubblico e poi le due guerre cecene.
La scelta (condivisibile) della regista è far parlare per lo più donne: cecene che urlano il loro dolore, cecene e russe che difendono i diritti umani, avvocatesse, giornaliste. E persino le amiche di scuola. Donne diverse per raccontare una guerra atroce.
Di Putin dopo le prime inquadrature non si parla più.
Ma quell’applauso (con standing ovation) con cui la sala accoglie la fine del film fa il paio con i fischi che l’uomo forte del potere post-sovietico si è dovuto subire qualche settimana, mentre partecipava a una manifestazione sportiva.
La gente sembra avere aperto gli occhi.
A dispetto di quegli infami (russi) che a una manifestazione di AnnaViva e radicali dopo l’assassinio di Anastasia Baburova e Stanislav Markelov, ci invitavamo a “farci i cazzi nostri”.
Anna sta diventando un simbolo della protesta anche in Russia.
Un motivo in più per invitare tutti a firmare l’appello per chiedere al comune di Milano di dedicare una strada alla grande giornalista nella città che ospiterà l’Expo.
Mandate la vostra adesione a: unaviaperanna@gmail.com
Ad maiora

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FILM SU ANNA NEL CENTRO DI MOSCA: CAMBIA IL VENTO ANCHE IN RUSSIA?

Un evento, nella sera che precede il giorno delle elezioni per il parlamento russo, segna più di ogni altro il segno dei tempi.
Per la prima volta questa sera, in un cinema del centro di Mosca (il Khudozhestvennij, in piazza Arbatskaja, a cento passi dal Cremlino) è andato in scena “A bitter taste of freedom” di Marina Goldovskaja.
È un film sulla vita di Anna Politkovskaja. Sulla vita non sulla morte, di cui si accenna solo nelle prime scene quando vengono mostrati i tg sull’omicidio (compresa l’agghiacciante commento di Putin) e i funerali.
Poi la telecamera della sua amica Marina segue Anna in vari momenti della sua vita privata. Si vede una Politkovskaja allegra e sorridente, lontana da quell’immagine di giornalista fanatica che pure è stata rappresentata in questi anni.
Non fa sconti a nessuno Anna però, anche in queste immagini di vita privata, dove non mancano le interviste ai figli (Ilija presente e commosso in sala), la madre, la sorella e anche l’ex marito di cui si raccontano i successi professionali ai tempi della Perestrojka.
Da quelle immagini (commentate da un Gorbaciov molto invecchiato) è iniziato per il pubblico in sala una sorte di seduta psicanalitica di massa. Si vedono scorrere le immagini del fallito golpe, di Eltsin completamente ubriaco in un incontro pubblico e poi le due guerre cecene.
La scelta (condivisibile) della regista è far parlare per lo più donne: cecene che urlano il loro dolore, cecene e russe che difendono i diritti umani, avvocatesse, giornaliste. E persino le amiche di scuola. Donne diverse per raccontare una guerra atroce.
Di Putin dopo le prime inquadrature non si parla più.
Ma quell’applauso (con standing ovation) con cui la sala accoglie la fine del film fa il paio con i fischi che l’uomo forte del potere post-sovietico si è dovuto subire qualche settimana fa nella sua S.Pietroburgo.

Ecco gli applausi:

La gente sembra avere aperto gli occhi.
A dispetto di quei simpatici russi che a una manifestazione di AnnaViva e radicali dopo l’assassinio di Anastasia Baburova e Stanislav Markelov, ci invitavamo a farci i fatti nostri.
Anna sta diventando un simbolo della protesta anche in Russia.
Un motivo in più per invitare tutti a firmare l’appello per chiedere al comune di Milano di dedicare una strada alla grande giornalista nella città che ospiterà l’Expo.
Mandate la vostra adesione a: unaviaperanna@gmail.com
Ad maiora

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RINAT IBRAEV HA RAGGIUNTO L’AUSTRIA

L’organizzazione della diaspora cecena ci conferma non solo la scarcerazione di Rinat Ibraev, ma anche il fatto che in serata ha raggiunto l’Austria.
Quando due settimane fa è stato fermato dai carabinieri, il rifugiato politico (ricercato dalle autorità russe per omicidio) stava dirigendosi da parenti proprio in Austria.
La diaspora ci ha fornito i numeri di telefono dei parenti, nel caso qualche giornalista volesse intervistarlo. Li forniremo su richiesta.
AnnaViva torna a ringraziare tutti per la mobilitazione di queste ore.
Ad maiora!

ELSA K. ECCO LA CLIP! (da vedere e condividere)

Non mi ricordo se quello alla fine è riuscito a violentarmi.

Ricordo però che ho lottato con tutte le mie forze. Soprattutto quando mi hanno chiuso con lui nel suo appartamento. Io non ci volevo stare lì.

Non capivo quel che mi diceva. Eppure mi era chiaro cosa volesse da me.

Io non volevo.

 

Inizia così “Elsa K.”, testo teatrale dedicato alla tragedia cecena che è andato in scena a ottobre al Teatro del Borgo di Milano.

Ora Annaviva e LattOria cercano nuovi teatri dove metterlo in scena.

A tal fine abbiamo realizzato, grazie all’aiuto di Paolo Semeraro, Edoardo Bossi e Adelmo Letizia, questa clip:

http://youtu.be/D1WEhKirc9w

Chi ha voglia e tempo la guardi e la diffonda per far girare “Elsa K.”

Grazie.

Ad maiora.