Month: agosto 2012

Abbasso i cekisti, il canto delle Pussy Riot

Sono stati tutti scarcerati gli attivisti russi fermati ieri a Mosca fuori dal tribunale dove si stava leggendo la sentenza di condanna per le sole Pussy Riot.
Solo il buon Garri Kasparov (ospite di Annaviva a Milano tre anni fa) verrà interrogato lunedì:
http://www.agi.it/english-version/world/elenco-notizie/201208181341-cro-ren1033-pussy_riot_kasparov_free_but_will_be_questioned_monday

Questo invece, in pillole, il testo del nuovo singolo delle Pussy Riot:
http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/topnews/2012/08/18/Russia-Pussy-Riot-testo-singolo_7353824.html
Cantano “Abbasso i cekisti”.
Direi che non le hanno messe a tacere.
Qui un commento, tra i tanti, che mi è piaciuto:
http://quarantamanonlidimostra.com/2012/08/17/pussy-riot-condannate/
Ad maiora

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#FreePussyRiot. Sul Guardian il nuovo singolo del gruppo anti-Putin

Il giorno dopo il presidio di Annaviva per le Pussy Riot.
Questo il servizio del Corriere.it:

http://milano.corriere.it/milano/notizie/cronaca/12_agosto_16/pussy-riot-presidio-milano-liberazione-viadante-articolo21-2111464108615.shtml

Questa invece la lettera dal carcere di Nadia, una delle tre Pussy Riot, diventata il simbolo della protesta anti-putiniana:

http://eng-pussy-riot.livejournal.com/9618.html

Questo infine il nuovo singolo delle Pussy Riot, pubblicato in esclusiva dal Guardian, con un ottimo montaggio video:

http://www.guardian.co.uk/music/video/2012/aug/17/pussy-riot-release-new-single-video

Ad maiora

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#FreePussyRiot. In tanti al presidio milanese

Più gente di quanta ne potessimo aspettare il 17 agosto a Milano.
Tante e tanti arrivati in via Dante seguendo il tam-tam di internet.
Tutti in solidarietà con le Pussy Riot condannate a due anni di colonia penale, senza condizionale.
Questo il video che abbiamo realizzato:

Grazie a tutti coloro che hanno partecipato. E grazie ai colleghi che hanno coperto la manifestazione.
A tal proposito questo è il take dell’agenzia Ansa:

RUSSIA: PUSSY RIOT; A MILANO SLOGAN IN RUSSO E BALACLAVA

(ANSA) – MILANO, 17 AGO – Si è tenuto oggi pomeriggio a Milano, in via Dante, un sit-in di un’ora e mezza a sostegno delle Pussy Riot, il trio punk giudicato a Mosca colpevole di teppismo motivato da odio religioso. I manifestanti hanno più volte

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Non hanno dimenticato Madonna

Un gruppo anti-gay la denuncia e chiede 10 milioni di dollari per il suo (bel) discorso di San Pietroburgo:
http://www.itv.com/news/update/2012-08-17/anti-gay-russian-activists-sue-madonna/
Dopo aver bruciato la sua icona, magari vogliono dare fuoco anche a lei…
Ad maiora

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Condanna per le Pussy Riot, “teppiste che odiano la religione”

“Hanno terrorizzato i fedeli con la loro “preghiera punk”, hanno gravemente violato l’ordine pubblico, hanno insultato Putin e il Patriarca Kirill, sono state blasfeme insultando Dio. Il tutto filmando e mandando in rete le immagini per rendere il tutto il più pubblico possibile”, queste in pillole le motivazioni della sentenza che le ha condannate a due anni di carcere.
La lettura del dispositivo contro le Pussy Riot è durata ore. Per cercare di spiegare che le tre ragazze non ce l’avevano con Putin ma con la Chiesa.
Una balla colossale visto che il gruppo punk rock aveva già manifestato più volte contro il regime putiniano.
Ma per evitare l’accusa di una sentenza politica i giudici russi (notoriamente indipendenti dal potete politico) hanno pensato di non considerare le motivazioni politiche del gesto, concentrandosi solo su quelle religiose. Non assenti visto che il concerto punk si è svolto nella principale cattedrale moscovita. Ma l’appello alla Vergine Maria era quello di “liberarci da Putin”.
E infatti la condanna per teppismo motivato da odio religioso suona comunque risibile. Le Pussy Riot sono a tutti gli effetti prigioniere di coscienza.
Le tre ragazze, ormai protagoniste dell’immaginario globale, in manette, sotto l’occhio delle telecamere, hanno sorriso e scosso la testa, durante la lettura della sentenza di condanna.
Ma non hanno mai mostrato paura.
Hanno vinto loro.
Il regime putiniano si è coperto di ridicolo in tutto il mondo.
Fuori dal tribunale, per dimostrare che la repressione contro le Pussy Riot è solo la punta dell’iceberg delle tirannia, sono state fermati numerosi pacifici manifestanti. Tra loro due leader dell’opposizione, Kasparov e Udaltsov.
Alle 17 presidio di Annaviva a Milano, in via Dante.
Ad maiora

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