Mosca

Abbasso i cekisti, il canto delle Pussy Riot

Sono stati tutti scarcerati gli attivisti russi fermati ieri a Mosca fuori dal tribunale dove si stava leggendo la sentenza di condanna per le sole Pussy Riot.
Solo il buon Garri Kasparov (ospite di Annaviva a Milano tre anni fa) verrà interrogato lunedì:
http://www.agi.it/english-version/world/elenco-notizie/201208181341-cro-ren1033-pussy_riot_kasparov_free_but_will_be_questioned_monday

Questo invece, in pillole, il testo del nuovo singolo delle Pussy Riot:
http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/topnews/2012/08/18/Russia-Pussy-Riot-testo-singolo_7353824.html
Cantano “Abbasso i cekisti”.
Direi che non le hanno messe a tacere.
Qui un commento, tra i tanti, che mi è piaciuto:
http://quarantamanonlidimostra.com/2012/08/17/pussy-riot-condannate/
Ad maiora

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Condanna per le Pussy Riot, “teppiste che odiano la religione”

“Hanno terrorizzato i fedeli con la loro “preghiera punk”, hanno gravemente violato l’ordine pubblico, hanno insultato Putin e il Patriarca Kirill, sono state blasfeme insultando Dio. Il tutto filmando e mandando in rete le immagini per rendere il tutto il più pubblico possibile”, queste in pillole le motivazioni della sentenza che le ha condannate a due anni di carcere.
La lettura del dispositivo contro le Pussy Riot è durata ore. Per cercare di spiegare che le tre ragazze non ce l’avevano con Putin ma con la Chiesa.
Una balla colossale visto che il gruppo punk rock aveva già manifestato più volte contro il regime putiniano.
Ma per evitare l’accusa di una sentenza politica i giudici russi (notoriamente indipendenti dal potete politico) hanno pensato di non considerare le motivazioni politiche del gesto, concentrandosi solo su quelle religiose. Non assenti visto che il concerto punk si è svolto nella principale cattedrale moscovita. Ma l’appello alla Vergine Maria era quello di “liberarci da Putin”.
E infatti la condanna per teppismo motivato da odio religioso suona comunque risibile. Le Pussy Riot sono a tutti gli effetti prigioniere di coscienza.
Le tre ragazze, ormai protagoniste dell’immaginario globale, in manette, sotto l’occhio delle telecamere, hanno sorriso e scosso la testa, durante la lettura della sentenza di condanna.
Ma non hanno mai mostrato paura.
Hanno vinto loro.
Il regime putiniano si è coperto di ridicolo in tutto il mondo.
Fuori dal tribunale, per dimostrare che la repressione contro le Pussy Riot è solo la punta dell’iceberg delle tirannia, sono state fermati numerosi pacifici manifestanti. Tra loro due leader dell’opposizione, Kasparov e Udaltsov.
Alle 17 presidio di Annaviva a Milano, in via Dante.
Ad maiora

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Sotto scorta i giudici delle Pussy Riot

Il regime putiniano si rende sempre più ridicolo, mettendo sotto scorta i giudici che oggi pronunceranno la sentenza contro le tre ragazze imputate per un concerto punk in chiesa:

http://www.rferl.org/content/pussy-riot-judge-given-protection/24678911.html

Inutile ricordare che ad Anna Politkovskaja, minacciata e avvelenata, nessuno assegnò mai neanche un poliziotto per seguirla. O forse sì…

Ad maiora

#FreePussyRiot. Domani mobilitazione in tutto il mondo (inclusa Milano)

Domani, giornata nella quale a Mosca verrà pronunciata la sentenza contro le Pussy Riot, ci sarà una mobilitazione internazionale di solidarietà.
Qui l’elenco delle iniziative in ogni angolo della terra:
http://www.freepussyriot.org/
Nell’elenco figura anche una città Italiana, Milano. Qui Annaviva, in via Dante ha organizzato un presidio sotto la bandiera russa per l’Expo. Sarà alle 17. Portatevi una balaclava…
Chi non ha modo di venire, firmi l’appello di Change.org che marcia verso le 150mila adesioni:
http://www.change.org/it/petizioni/free-pussy-riot
Manca poco.
Non molliamo.
Free Pussy Riot!
Ad maiora

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Il 17 alle 17 il presidio di Annaviva per le Pussy Riot

A Milano, in via Dante.
Siamo nell’elenco delle manifestazioni che si svolgeranno in tutto il mondo:
http://www.freepussyriot.org/
Ad maiora

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