milano

Ostello Bello, considerazione a margine

Agenzie ieri e giornali oggi si affrettano a ricordare che uno dei giovani imprenditori che ha aperto Ostello Bello (nel mirino di Asl e – di rimbalzo – Comune di Milano) sia Carlo dalla Chiesa.
Ieri nel mio post lo citavo solo per nome non per seguire quell’agghiacciante filone mediatico che da del tu ai protagonisti della cronaca. Ma perché ritenenevo e rintengo irrilevante il fatto che Carlo fosse figlio di Nando (ed Emilia!).
Curiosità a parte, nulla lega il professore universitario (e presidente del Comitato milanese antimafia) al miglior ostello milanese.
Conoscendo Carlo da quando è nato, so che non avrebbe mai coinvolto suo padre nelle vicende di questa meravigliosa (ma osteggiata dalla burocrazia) avventura.
E conoscendo Nando so che, in ogni caso, mai sarebbe intervenuto.
Eppure, sembra che, se non ci si mette un po’ di pepe, la notizia non sembri commestibile al pubblico. Che avrà le papille gustative talmente disfatte da non riuscire più a distinguere i sapori.
Ad maiora

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Adesivo contro il Papa a Milano

A pochi giorni dall’arrivo in città per l’incontro mondiale delle famiglie.
Il colpevole sarà il maggiordomo?
Ad maiora

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Ordine di chiusura per Ostello bello

Da che l’hanno aperto, nell’agosto di un anno fa, è diventato un punto di riferimento per i viaggiatori di tutto il mondo.
A Dublino è arrivato secondo nella speciale classifica tra i migliore ostelli mondiali (di recente apertura).
Non era stata una passeggiata aprirlo rispettando le mille regole di un paese che vive di carte e di burocrazia.
Alla fine, quando Carlo e gli altri erano riusciti nell’intento, a migliaia sono accorsi a frequentarlo. Non solo tra i viaggiatori, ma anche tra i milanesi. Specie quelli più giovani.
Wi-fi gratis e l’aria familiare la ricetta di questo posto a due passi dal Duomo.
Le visite di controllo si sono susseguite senza sosta in questi mesi, trovando ogni volta qualcosa che non andava. Prima l’ordine di chiudere le porte alle 22 (pesante danno economico, sul quale però i ragazzi di OB hanno taciuto). Ora addirittura l’ordine di chiusura. La normativa prevederebbe invece una mera sanzione pecuniaria. I funzionari di Palazzo Marino avrebbero deciso invece la misura più draconiana: chiudere. Anche togliere dei letti significa comunque perdere dei soldi.
La decisione è arrivata dal Comune di Milano ma su segnalazione della Asl: 8 letti anziché 6 in molte stanze il “grave reato”. Tenete conto che l’ostello comunale di letti ne ha 20 in molte stanze, ma le regole di sicurezza valgono, misteriosamente, solo per le nuove strutture.
Ora l’Ostello Bello ha tempo 30 giorni per evitare la chiusura. Anche se l’ondata mediatica seguita al comunicato via facebook di OB si è fatta sentire.
Pro-Ostello Bello è intervenuto, via twitter, anche il sindaco Pisapia.
Vedremo come andrà a finire…
Noi, comunque, non ci allontaneremo dall’OB.
Ad maiora.

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L’arte (di strada) per Melissa, in piazza Duomo

Decine di ragazze e ragazzi improvvisano arte per strada nel centro di Milano.
Ora circondate dai vigili.
Da vedere.
Ad maiora

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Run530. C’era anche Andrea Jarach!

Questa la sua (generosa) didascalia:
L’editore di WhereMilan, ideatore di Run in Milan, iniziativa solidale per l’accoglienza in citta’,abbraccia soddisfatto Andrea Riscassi, blogger, runner, reporter, manager, freedom fighter. Soddisfazione di aver portato a termine la 5,30 Run.

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