Month: novembre 2011

COMMISSIONE ANTIMAFIA DI MILANO. AFFIDATI GLI INCARICHI (GRATUITI) AGLI ESPERTI

Ricevo dall’Ufficio stampa del Comune di Milano e volentieri pubblico questo comunicato sulla firma di Pisapia dell’incarico ufficiale per i cinque esperti che faranno parte della Commissione antimafia. Tutti a titolo gratuito.
Ad maiora.
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Il Sindaco di Milano Giuliano Pisapia ha firmato il documento che ufficializza la costituzione del Comitato di esperti per lo studio e la promozione di attività finalizzate al contrasto dei fenomeni di stampo mafioso e della criminalità organizzata sul territorio milanese, anche in vista della manifestazione Expo 2015.
Il Comitato, composto dall’avvocato Umberto Ambrosoli, dal professor Luca Beltrami Gadola, dal dottor Maurizio Grigo e dal dottor Giuliano Turone, è guidato dal professor Fernando Dalla Chiesa, che, in veste di presidente,
ha la responsabilità del coordinamento. I cinque esperti, rinunciando volontariamente a un compenso, svolgeranno l’attività consultiva per il Comune di Milano a titolo gratuito.
Grazie alla loro pluriennale esperienza lavorativa e al loro impegno sociale, i membri del Comitato hanno il compito di affiancare, da oggi e fino al termine del mandato, il Sindaco Giuliano Pisapia e la costituenda Commissione consiliare di riferimento nella prevenzione e nell’azione contro la criminalità organizzata.

DOMANI L’ULTIMO SALUTO A NORI BRAMBILLA PESCE

Riceviamo dall’Anpi milanese questo comunicato sulla scomparsa della partigiana “Sandra”.

A domani!

Ad maiora.

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Si è spenta Brambilla Pesce, una vita interamente dedicata alla battaglia per gli ideali della libertà.

L’Anpi provinciale di Milano ricorda con commozione ed affettola partigiana Nori BrambillaPesce, la cui vita è stata interamente dedicata alla battaglia per gli ideali della libertà, per i valori dell’antifascismo, della Resistenza e allo sforzo per costruire una società più democratica, più libera e più giusta.

Nori proveniva da una famiglia di forti tradizioni antifasciste. Fin da giovanissima  lavora come impiegata alla ditta Paronitti, dove ha la possibilità di conoscere l’esistenza di uomini e donne che non si erano mai arresi al fascismo. 

Inizia così la sua maturazione antifascista che si consolida negli anni delle sofferenze cui è sottoposta la popolazione a seguito dell’entrata in guerra dell’Italia  e nel corso degli scioperi del marzo 1943.

Dopo l’8 settembre 1943 entra a far parte con sua madre, tramite Vera Ciceri, dei Gruppi di Difesa della Donna che ebbero un ruolo fondamentale nell’aiutare i soldati allo sbando. Successivamente Nori viene assegnata, come ufficiale di collegamento, al 3° Gap guidato da Giovanni Pesce. Dal maggio 1944 al giorno della sua cattura avvenuta il 12 settembre 1944, partecipa a tutta l’attività del 3° Gap.

La sua vita da gappista finisce appunto il 12 settembre 1944, quando a seguito di una spiata, è catturata in piazza Argentina da militi fascisti  in borghese, tradotta alla Casa del Balilla di Monza, dove viene picchiata e torturata su ordine del sergente delle SS Wernig, perché volevano che confessasse dove si trovasse Giovanni Pesce. Condotta nel carcere di Monza, vi trascorre un mese e mezzo, finché non viene trasferita brevemente a San Vittore e poi, a soli ventuno anni, nel campo di concentramento di Bolzano, dove resterà dal novembre 1944 all’aprile 1945.

Lì, nonostante i controlli serrati e le drammatiche condizioni di vita,  riesce a partecipare all’attività di una sezione del Comitato clandestino del CLN.

Dopo la Liberazione, Nori Brambilla, torna a piedi, con altri compagni, attraverso la Val di Non, il passo della Mendola e quello del Tonale, a Milano, dove riabbraccerà la famiglia e il “suo” comandante, Giovanni Pesce, medaglia d’oro della Resistenza. Nori e Giovanni si sposeranno il 14 luglio 1945.

Per decenni militante del PCI e poi di Rifondazione Comunista, Onorina Brambilla Pesce ha ricevuto il diploma del comando alleato di Alexander e la Croce di guerra al valor partigiano. Nel 2006 è stata insignita della Medaglia d’Oro di benemerenza dal Comune di Milano. Nel dopoguerra ha fatto parte della commissione femminile della Camera del Lavoro ed è stata dirigente nazionale della FIOM-CGIL.  

Il suo intenso attivismo si è espresso, da sempre, nel mondo dell’Associazionismo resistenziale. Ha fatto parte dell’ANED come ex deportata politica, è stata Presidente dell’Associazione Nazionale Perseguitati Politici,  Presidente onoraria dell’AICVAS, l’Associazione degli ex Combattenti volontari antifascisti nella guerra di Spagna. Nori attualmente faceva parte della Presidenza Onoraria dell’ANPI di Milano, di cui è stata a lungo Vicepresidente, oltre che membro del Consiglio Nazionale.

Intenso e ininterrotto è stato l’apporto di Nori all’attività e alle iniziative dell’ANPI, soprattutto nelle scuole. Nel rapporto con le giovani generazioni dispiegava tutta la sua passione, il suo entusiasmo, la sua carica ideale. E sia Nori  che Giovanni Pesce rinascevano, quasi, nel contatto e nel rapporto con i giovani, che consideravano  elemento decisivo della rinascita nazionale. Erano entrambi profondamente convinti, come noi stessi lo siamo, che la missione dei giovani non è quella di conformarsi all’ordine costituito, ma di portare in tutta la vita nazionale, come avvenuto negli anni della crisi del regime fascista, la loro carica di rinnovamento, di volontà e di entusiasmo che permetta di affrontare e risolvere i gravi problemi del Paese .

La cerimonia funebre si svolgerà mercoledì 9 novembre, alle ore 15,00, nella sala “Di Vittorio” della Camera del Lavoro, in Corso di Porta Vittoria 43 a Milano. 

La camera ardente sarà  aperta alle ore 11 di mercoledì 9/11 nella stessa Camera del Lavoro

 A.N.P.I. COMITATO PROVINCIALE DI MILANO

MERCOLEDI’ ALLA CAMERA DEL LAVORO I FUNERALI DI NORI BRAMBILLA PESCE

Malata da qualche tempo (per questo assente all’ultimo presidio antifascista dell’Anpi) ieri, 6 novembre 2011, ci ha lasciati all’età di 88 anni, Nori “Sandra” Brambilla Pesce. Mercoledì 9 la camera ardente e l’ultimo saluto alla Camera del Lavoro.
Che ti sia lieve la terra, cara partigiana.

Questo che segue è il comunicato dell’associazione Memoria Storica Giovanni Pesce.

Ad maiora
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Nori, per noi, è stata memoria, storia, conoscenza. Ci dato tanto e non la dimenticheremo mai.
L’Associazione La Conta si stringe nel cordoglio più profondo alla figlia
Tiziana ed a tutti i suoi cari.
Ciao Norina, chi ha compagni non muore!
La cerimonia funebre si svolgerà mercoledì 9 novembre 2011, alle ore 15 nella sala “Di Vittorio” della Camera del Lavoro, in Corso di Porta Vittoria 43 a Milano. La camera ardente sarà aperta alle ore 11 di mercoledì 9 nella stessa Camera del Lavoro.

La storia partigiana di Onorina “Sandra” Brambilla, ventunenne milanese, figlia di operai, è un mirabile esempio del percorso compiuto da tante donne italiane che, all’8 settembre del ’43 con l’occupazione straniera del Paese
e il sorgere della Repubblica Sociale Italiana di Mussolini, non ebbero
esitazioni a battersi per la libertà abbandonando casa, lavoro e affetti, offrendo un contributo decisivo alla lotta e alla vittoriosa insurrezione. Nel libro autobiografico “Pane bianco” (edizioni Arterigere 2010), con un linguaggio semplice ed efficace, senza accenti retorici, minuzioso nelle ricostruzioni temporali ed ambientali, percorre a ritmo incessante questo tragitto, cogliendo i momenti più intensi della vita di una ragazza schierata con quel minuscolo ma temibile esercito del 3°Gap votato alle imprese più disperate, al limite dell’impossibile, nel cuore della metropoli, contro gli obiettivi strategici dei tedeschi e dei fascisti di Salò. Non ci sono nella ricostruzione, arricchita da un prezioso messaggio filtrato dalla cella di Monza e da un’inedita corrispondenza indirizzata dal Lager di Bolzano alla madre, né silenzi né margini di ambiguità. Il dramma della prigionia in mano agli sgherri di Wernig e le oscure attività delle SS italiane al soldo del nemico emergono con un linguaggio crudo ed essenziale che esalta la pesantezza del trattamento subito. Il cammino di Onorina “Sandra” Brambilla, liberata il 30 aprile 1945, si concluderà, dopo una marcia a tappe forzate, a piedi, con altri compagni, attraverso la Val di Non, il passo della Mendola e quello del Tonale, in una Milano sconciata dalla guerra, dove riabbraccerà la famiglia e il “suo” comandante, Giovanni “Visone” Pesce, medaglia d’oro della Resistenza ed Eroe Nazionale di cui diverrà il 14 luglio 1945 la compagna di una vita. Non mancheranno i riconoscimenti partigiani: il diploma del Comando Alleato di Alexander e la Croce di guerra al “valor partigiano”.
Onorina Brambilla Pesce, nata a Milano nel 1923, per decenni fu militante del Pci e poi di Rifondazione Comunista. Dirigente nazionale della Fiom-Cgil. Attiva nel mondo dell’associazionismo partigiano nell’Anpi, nell’Aned e nell’Anpiia. È stata presidente onoraria dell’Aicvas, l’Associazione degli ex-combattenti volontari antifascisti nella guerra di Spagna, dopo la scomparsa di Giovanni Pesce nel 2007. Nel 2006 è stata insignita della medaglia d’oro di benemerenza dal Comune di Milano città dove ha sempre vissuto. Nel 2010, ha fondato e costituito, con altri amici e compagni, l’associazione “Memoria Storica – Giovanni Pesce”.

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STOP LUKA, LA RETE ABBATTE TUTTI I CONFINI. ABBATTERÀ ANCHE IL REGIME?

Come riassumere la serata di ieri dedicata da Annaviva alla Bielorussia? Interessante, emozionante, inquietante. Difficile trovare l’aggettivo giusto. Di certo, gli interventi di Natallia Radzina e di Vera Stremkovskaya (come quelli di Bruno Dapei e Matteo Mecacci) hanno offerto molti spunti a quanti -malgrado il maltempo-sono arrivati all’Ostello Bello di Milano. Altri ne offrirà a quanti seguono Radio Radicale (che ha registrato tutta la conferenza) e grazie al lavoro dei molti giornalisti presenti.
È stata una specie di lezione su che come nasce e cosa sia una dittatura.
Natalia Radzina (giornalista del sito http://charter97.org/en/news/ incarcerata dal regime e sfuggita dagli arresti domiciliari, ora rifugiata politica in Lituania) ha raccontato cosa voglia dire finire nelle prigioni del KGB. Ma ha focalizzato il suo intervento sulla responsabilità della classe politica italiana (nella fattispecie berlusconiana) nel sostenere fattivamente la dittatura: con incontri, abbracci, affari e opposizione alle sanzioni.
Vera Stremkovskaya (avvocato dei diritti umani, ora riparata in Svezia) ha invece sottolineato il declino di un paese che è tornato, grazie alla sua dirigenza sovietica, indietro nel tempo. Ma ha spiegato come incontri come quello organizzato da Annaviva (dove è stata esposta la bandiera bianca e rossa vietata a Minsk) siano un forte segnale nei confronti del regime. Il cui vessillo (sovietico) sventolava – pro Expo – a pochi passi dalla sede del nostro incontro (abbiamo davvero capito dove organizzare il prossimo flash mob…).
Interessante, per chiudere, che la Radzina abbia citato la gaffe di La Russa a Ballarò (“chi è Lukashenko?”).
Significa che la rete abbia ormai abbattuto tutti i confini.
E vuol dire che quel segnale che abbiamo lanciato ieri sarà arrivato forse anche nel cuore del potere bielorusso.

Ad maiora!

Ps. Ora ci aspetta Mosca. Obiettivo: le elezioni di dicembre.
Prima di andare in Russia (per l’ennesimo viaggio di “turismo responsabile” di Annaviva), mercoledì 9 novembre alla Libreria Popolare di via Tadino, ore 19.30, ci aspetta l’incontro con Denis Bilunov, famoso oppositore antiputiniano.
Vi aspettiamo!!!

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STOP LUKA, TRA POCO A MILANO

Alle 1830 all’Ostello Bello di Milano inizierà la conferenza sulla libertà di stampa (ma non solo) in Bielorussia. Per Annaviva questo è un tema centrale sul quale attirare l’attenzione dell’opinione pubblica. In questi anni ci siamo occupati di Russia, di Cecenia, di Georgia. È però la prima conferenza che organizziamo un incontro con ospiti bielorussi (seppur dissidenti e rifugiate all’estero).
Per un’associazione come la nostra è un motivo di orgoglio anche se comporta un grosso sforzo organizzativo (oltre che economico).
Ma crediamo che solo accendendo i riflettori si possa squarciare il buio delle dittature.
In questi quattro anni di vita Annaviva ha presentato molti libri dedicati al mondo sovietico e a quello post-sovietico. Abbiamo manifestato più volte in ricordo di Anna Politkovskaja (da ultimo anche con uno spettacolo teatrale a lei dedicato: Elsa K.). Abbiamo ospitato esponenti di rilievo dell’opposizione russa, da Garry Kasparov a Tatiana Yankelevich fino a Denis Bilunov con il quale saremo il 9 novembre, alle 21, con un incontro alla libreria popolare di via Tadino a Milano.
E abbiamo organizzato numerosi flash mob, in contemporanea con l’opposizione russa e quella bielorussa.
Oggi passeggiando per il centro di Milano ho individuato quale potrebbe essere il prossimo obiettivo di una nostra “protesta”: in Cordusio è esposta – per l’Expo – la bandiera
bielorussa di Lukashenko. Sarebbe bello avvolgere quel palo con la bandiera che in Bielorussia è vietato sventolare (pena l’arresto), quella bianca e rossa che tra poco accompagnerà il nostro convengo contro la “prigione a cielo aperto”. Con noi ci saranno Natalia Radzina e Vera Stremkovskaya.
Non mancate.
Ad maiora.

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