Month: gennaio 2011

Gli 80 anni di Gorbaciov diventano un evento mondano

Sull’home page c’è il count down a rappresentare il fatto che sarà un evento. E l’evento è l’80esimo compleanno di Mikhail Gorbaciov.

Gorby, come lo chiamano gli amici e come viene etichettato nel sito dell’evento, raggiungerà l’obiettivo il prossimo 2 marzo, ma la manifestazione pubblica sarà il 30 marzo. La serata di gala verterà su un concerto alla Royal Albert Hall di Londra.

L’uomo che ha cambiato il mondo, come viene definito, il premio Nobel per la Pace, amato più all’estero che in Russia, ha deciso di festeggiare in grande il suo genetliaco. Anche per finanziare la fondazione che porta il suo nome e che aiuta i bimbi russi.

Alla serata di gala (il 30 marzo alle 7.30 pm) saranno presenti politici come Gerard Schroeder (ora dipendente Gazprom), John Mayor o Arnold Schwarzenegger. Ma anche star come Hugh Grant ed Elizabeth Hurley (di cui le cronache gossipare ipotizzato un nuovo amore), Kevin Spacey, Sharon Stone e Paul Anka.

Per partcipare basta comprare i biglietti: i prezzi vanno dalle 55 ale 195 sterline. Sul sito tutte le dritte: http://www.gorby80.com/

Ad maiora

Richiesta di dimissioni della Minetti: la polemica continua

Roberto Jonghi Lavarini, storico esponente della Destra milanese, aveva denunciato l’operazione Minetti ben prima che se ne accorgessero i giornali di “sinistra”. Bel prima che i magistrati mettessero sotto controllo il telefonino dell’igienista dentale del Cavaliere, messa da quest’ultimo nel listino bloccato di Formigoni.

Jonghi disse che essere “figa” non giustificava la candidatura. Non fu ascoltato. Certo, non poteva immaginare quello che sarebbe successo da lì a qualche mese. Ne fece una questione di principio.

Come continua a fare. Ha sostenuto la raccolta di firme lanciata dalla consigliera di zona Sara Giudice – di cui abbiamo parlato ieri – per chiedere le dimissioni della consigliera regionale.

Un’iniziativa che non è piaciuta ai vertici del Pdl. Ma anche ai quadri giovanili che hanno fatto uscire comunicati nei quali dicono che “la Giudice rappresenta solo sé stessa”. E proprio contro quelli si scaglia oggi l’esponente della destra meneghina, Jonghi Lavarini: “Non accetto lezioncine di politica e di morale, o peggio insulti e minacce di espulsione, da nessuno, tantomeno da certi politicanti, mediocri leccaculo, che vivono a spese dei contribuenti. Che, nella nostra battaglia di rinnovamento e meritocrazia, non siamo soli lo dimostra il penoso risultato della mobilitazione del PDL milanese, lo scorso sabato: solo cinque banchetti striminziti in tutta la città”.

Insomma, la polemica è  tutt’altro che finita.

Ad maiora.

Ps: Nel frattempo le firme sono quasi 4mila: http://www.firmiamo.it/dimissioninicoleminetti

Sara Giudice, l’anti-Minetti, non molla

Arriva all’appuntamento per l’intervista puntuale come un orologio svizzero: non si è montata la testa. Oggi appare in pagina nazionale di Repubblica e oggi e ieri è andata in onda sul Tg3 nazionale.

Forse per questo ieri l’attacco contro di lei è stato concentrico. Sara Giudice (figlia di Vincenzo, ex presidente del Consiglio comunale di Milano), 25 anni, non sembra comunque voler fare passi indietro.

Anzi, nell’intervista in cui ribadisce la richiesta di dimissioni di Nicole Minetti, invita tutti a firmare l’appello che si trova su www.firmiamo.it (è in testa alla classifica tra le più votate).

Per far capire che non è intenzionata a far passi indietro – lei che è iscritta al Pdl e che è consigliera di zona –  sulla foto profilo di Facebook ha messo l’invito a firmare contro la consigliera regionale eletta nel listino Formigoni (col presidente lombardo che invita ad aspettare i tre gradi di giudizio e Sara Giudice che risponde che la giustizia non c’entra, qui si parla di morale).

Anche tra le sue foto sul social network ce ne è una con suo padre (di cui oggi ricorda il passato, non a caso, il Giornale) e col presidente Berlusconi: giusto per far capire che non stiamo parlando di una zecca.

La Giudice (cui arriva la solidarietà di Pd e Fli, anche se lei si rivolge ancora ai giovani del Pdl) fa fondamentalmente una sola domanda: come è stata decisa la candidatura di una “non militante” come l’igienista dentale del premier? In un listino bloccato. Nei primi quattro posti in modo che venisse eletta anche in presenza di una vittoria schiacciante del centro destra alle regionali lombarde.

The answer, my friend, it’s blowing in the wind.

Ad maiora.

Animali di tutto il mondo, unitevi ai bambini

Dopo il film, il libro. Che ovviamente è stato realizzato prima della pellicola. “Animali di tutti il mondo unitevi” è il titolo marxiano del racconto dal quale è stato tratto il cartone animato nei cinema in questi giorni. È stato scritto dalla tedesca Barbara van den Speulhof che a sua volta si ispira  a “La conferenza degli animali” di Erich Kastner.

Il libro è una vera e propria sceneggiatura e quindi, se avete già visto il film, potete ripercorrere le vicende del gruppo di animali che decidono di ribellarsi all’uomo, alla distruzione della natura che sta/stiamo realizzando.

Animali volutamente antropizzati per permettere ai più piccoli di immedesimarsi con le vittime di un sistema che è antropocentrico. Per non dimenticare, come scrive Mario Tozzi nella prefazione, che “l’uomo non è al centro dell’universo”. Di chi è la terra?, ci si chiede d’altronde in uno dei capitoli del libro. Che si chiude con un invito della Lega anti vivisezione (Lav) ai più piccoli, a essere responsabili nei confronti dell’ambiente e degli altri animali.

D’altronde la Sonda, la casa editrice che pubblica il libro (e cui sono particolarmente affezionato visto che pubblicò “Anna è viva” rimbalzata da molti altri editori) è guidata da amici vegani e pubblica molti libri dedicati ai diritti degli animali.

“Dare voce a chi non ha voce”, diceva qualche millennio fa uno dei leader di un associazione animalista e antivivisezione nella quale militavo quando avevo i calzoni corti.

Ad maiora.

Contrordine: Giulio Cavalli continuerà ad avere la scorta

Umberto Bossi tempo fa, ai giornalisti che gli chiedevano conto di alcune sue sparate, spiegava che, non avendo i soldi per fare sondaggi, faceva dei test per vedere la reazione.

È un principio mutuato dal principio (“per vedere l’effetto che fa”) contenuto nella bellissima “Vengo anch’io, non tu no” di Enzo Jannacci: http://www.youtube.com/watch?v=C0TlHcQAbLg

Ho avuto la stessa impressione leggendo la notizia che, dopo aver annunciato che sarà tolta, verrà invece mantenuta la scorta a Giulio Cavalli, l’attore lodigiano minacciato da alcuni mafiosi dopo i suoi spettacoli teatrali nei quali prende in giro Cosa Nostra.

Cavalli, che in questi giorni ha mantenuto sempre un profilo basso, conferma la notizia e sul suo sito (giuliocavalli.net) chiede “per questioni di opportunità, di rispetto verso la mia famiglia, di attenzione verso le forze adibite alla mia tutela e per la mia sicurezza che si eviti di alzare i toni e si eviti ogni speculazione”.

Sarebbe stato, comunque, curioso che una scorta affidata quando Cavalli era solo un attore, gli fosse tolta ora che la sua visibilità è aumentata, essendo stato eletto nelle liste dell’Italia dei valori al Consiglio regionale lombardo (lo stesso dove siede Nicole Minetti).

Evidentemente, come scrive oggi il Corriere “i rischi che corre l’attore sono parsi ancora significativi”.

Giulio in un sms scrive: “Noi continuiamo comunque”.

Ad maiora.