Mosca

Dopo Silvio e Sarkò, a quando la caduta di “Putin, l’uomo senza volto”?

Oggi è il giorno di Vladimir Putin, del suo terzo ritorno sul trono del Cremlino. Quale giorno migliore per la recensione di “Putin, l’uomo senza volto” scritto da Masha Gessen e pubblicato in Italia da Bompiani.
È un libro davvero importante per capire come sia nata la tirannia putiniana e come le manifestazioni delle opposizioni la stiano minando.
Masha ha partecipato alle iniziative di dicembre e che penso fosse in piazza Bolotnaya anche ieri nel corteo degenerato in scontri e arresti da parte delle forze dell’ordine (presenti in una quantità tale da respingere non un pacifico corteo, autorizzato, ma truppe napoleoniche tornate in città dall’aldilà.
Il testo (non pubblicato in Russia) cerca di spiegare l’origine di questo uomo irascibile e senza particolari qualità che in pochi anni è diventato zar delle Russie. Grazie alla collaborazione dei servizi segreti (leggi Kgb) che palesemente sono saliti al potere.
Per la Gessen l’errore iniziale è da far risalire a Sobchak, l’ex sindaco “democratico” di San Pietroburgo che scelse VV come suo braccio destro: “Sobchak lo ha scelto bene: Putin odiava gli insulsi democratici ancora più di lui ed era anche più abile di Sobchak nel gestire la politica dell’avidità e della paura”.
Putin viene bollato come un “omuncolo vendicativo”, uno che – quando dovrà abbandonare per qualche anno gli uffici del Cremlino – alla fine sceglierà Medvedev come presidente (senza alcun potere se non quello di illudere un po’ di russi e tanti occidentali, compreso Obama, macchietta di se stesso mentre mangia hamburger con Dmitri) solo perché più basso di statura.
Nel libro non vengono risparmiati attacchi al regime per le stragi che hanno segnato gli anni putiniani. Dai palazzi fatti esplodere a Mosca per accusare i ceceni e sostenere la campagna elettorale del capo, agli assalti al Nord-Ost come a Beslan, sfuggiti dapprima misteriosamente al controllo (in un paese dove mettono metal detector anche alle manifestazioni, ieri – giustamente – abbattuti: https://andreariscassi.wordpress.com/2012/05/06/occupykremlin-tensione-in-bolotnaya/
) poi risolti con attacchi militari, senza alcuna cura per ostaggi, bambini, maestre, genitori, spettatori di teatro che fossero: “C’è un motivo per il quale i militari russi si sono comportati a Mosca come a Beslan: il loro vero scopo era provocare paura e orrore. Questa è la classica modalità operativa dei terroristi, e in tal senso si può affermare con certezza che Putin e i terroristi hanno agito di concerto”.
E Masha ricorda la fila infinita di omicidi di stato (o tollerati da esso) e di persecuzione politica di oppositori: “La verità semplice e ovvia è che la Russia di Putin è un paese nel quale i rivali politici e i critici espliciti vengono spesso uccisi e che, almeno in qualche caso, l’ordine viene direttamente dall’ufficio del presidente”.
Il libro traccia alla fine uno spietato ritratto di Putin, uomo senza volto, messo al potere da chi pensava di controllarlo. Che guida una “tirannia della burocrazia”dove la corruzione la fa sempre più da padrona. VV viene bollato come “padrino di un clan mafioso che controlla il paese” e che grazie a ciò si è arricchito: “Come tutti i capomafia non fa grandi distinzione fra la sua proprietà personale, la proprietà del clan e la proprietà degli addetti del clan”.
Ma il risveglio dell’opposizione dell’onda bianca che vuole cacciarlo fa concludere il volume con i tratti della speranza: “Il regime è condannato. Più aria calda viene pompata nella bolla nella quale ha vissuto, più vulnerabile diventerà per la crescente pressione dall’esterno. Questo è precisamente quello che sta succedendo in questo momento, ci vorranno forse meno o qualche anno, ma la bolla di Putin scoppierà”.
Noi saremo qui a raccontarlo.
Ad maiora

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Masha Gessen
Putin, l’uomo senza volto
Bompiani
Milano, 2012
Pagg. 359
Euro 18

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#OccupyKremlin. L’opposizione canta Bandiera rossa (in italiano) (video e photogallery)

Poi mi fermo, che tanto tutti pensano al campionato e a Sarkozy (e meno ai nazi greci).
Qui ancora una serie di foto alla Marcia dei milioni a Mosca, contro Putin.
Corteo conclusosi con 450 arresti. Tra loro i leader dell’opposizione.
Qui invece l’annunciato video.
Si canta. E in italiano:

Ad maiora.

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#OccupyKremlin. Gli scontri in Bolotnaya. L’opposizione cambia strategia?

È quanto si chiede la Voce della Russia:
http://english.ruvr.ru/2012_05_06/73992843/?utm_source=twitterfeed&utm_medium=twitter
Ad maiora

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#OccupyKremlin Salgono a 450 gli arresti (video)

Sono saliti a 450 gli arresti a Mosca al termine della manifestazione anti-Putin La marcia dei milioni:
http://www.echo.msk.ru/news/885765-echo.html
Qui le immagini, dall’alto, della tv russa: è il momento in cui la massa di manifestanti, invece di svoltareba destra seguendo il fiume, cerca di sfrondare i cordoni della polizia per avvicinarsi al Cremlino:

In Bolotnaya comunque tutta quella gente non ci sarebbe stata.
Queste le immagini del corteo. Le voci, gli slogan, i cori, le facce, i manifesti, i sorrisi, l’ironia.
Di un popolo che si è messo in marcia:

Ad maiora

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#OccupyKremlin. La marcia del milione (foto e riflessioni)

Avevano preannunciato che non si sarebbero limitati al corteo indicato dalle autorità e così han fatto. Sfondando i cordoni troppo stretti della polizia in un imbottigliamento assurdo sul ponte che porta al Cremlino.
La dirigenza dell’opposizione doveva rispondere alle richieste della base che chiedeva maggiore determinazione nell’affrontare per ora non scalfito dalle proteste di piazza. Il regime anzi, con le centinaia di arresti di oggi dimostra di non indietreggiare.
Il corteo La marcia del milione è stato partecipato.
Molte più bandiere rosse di quanto pensassi.
Ma di fatto, ogni gruppo ha il suo vessillo, il suo partito da portare avanti. È una macedonia di sigle.
I tre leader arrestati oggi (il blogger Navalny, il socialista Udaltsov e il liberale Nemtsov) sono alla guida del movimento che è unito soprattutto in una cosa: volere la cacciata di Putin.
La strada sembra comunque lunga.
Ma credo che quando tanta gente si muove sia difficile fermarla.
Possono non parlare di loro in tv (come stasera nel principale tg).
Ma non sarà questo a dissuaderli.
Ad maiora

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