Maurizio Baruffi

QUEL GENIO DI FILIPPO SENSI

I casi della vita. Sono stato quattro anni al Liceo Carducci di Milano. In classe con me c’era Maurizio Baruffi, ora capo di Gabinetto della nuova amministrazione Pisapia.

Per impegni lavorativi di mio papà, ho vissuto un anno a Roma. Ho frequentato il liceo Calasanzio. In classe con me c’era Filippo Sensi.

Oggi molti quotidiani parlano di lui come il blogger italiano che ha incastrato il ministro inglese Fox. Sugli Esteri del Corriere c’è una pagina intera, accompagnata da una piccola foto di foto di Filippo che lo ritrae mentre osserva l’Ipad: dietro di lui si intravede la gru giocattolo di uno dei tre figli…

Michele Anzaldi, altro grande amico, parla di Filippo Sensi e soprattutto del blog Nomfup, di cui Filippo è fondatore:

http://www3.lastampa.it/esteri/sezioni/articolo/lstp/423983/

Filippo Sensi è un genio assoluto. Aveva intrapreso la carriera universitaria ma, non avendo santi in paradiso, ha dovuto ripiegare su altri lavori.

Nel 2010 ha partecipato alla nascita di Not My Fucking Problem (Nomfup, appunto). Che si è messo a sfornare scoop mondiali. Dopo l’Observer, oggi di lui si accorgono anche tutti i quotidiani italiani.

Bene così.

Ad maiora.

Se Lodi diventa una roccaforte rossa

La roccaforte rossa respinge l’assalto del Carroccio” è il demenziale titolo che oggi orna le pagine lombarde del Corriere della sera. Una settimana fa avevano messo la foto di Maurizio Baruffi (Pd), parlando di Luigi Baruffi (Udc e tanti lustri di più dell’ambientalista democratico). Ma quello può essere un errore materiale. Definire invece Lodi una “roccaforte rossa” significa non avere la benché minima idea di cosa sia Lodi e di chi sia il rieletto sindaco Lorenzo Guerini. Per dare un piccolo esempio, il titolista del Corsera avrebbe dovuto semplicemente spulciare l’archivio elettronico del suo giornale, risalendo al 20 settembre 1992. L’articolo è di Diego Scotti e l’articolo si intitola “Lodi, la Dc ha scelto”. Dove la Dc sta per la Democrazia cristiana che da queste parti, prima di scomparire, decideva vita, morte e anche i miracoli. L’articolo di qualche millennio fa in un passaggio recita così: «La scelta di Magrini (Marco, che diventerà sindaco per un anno, prima di morire prematuramente nel 1993, NdR) brucia anche l’ ipotesi che voleva in corsa Lorenzo Guerini, 25 anni, uno dei giovani che si sono affacciati di recente a palazzo Broletto, e che avrebbe potuto rappresentare un volto nuovo nel panorama dc». Dunque l’ottimo Guerini (che da lì a breve poi sarà due volte eletto presidente della neonata Provincia di Lodi)  viene dal mondo cattolico e rappresenta nel centro sinistra l’anima popolare (nel senso sturziano del termine). La semplificazione della politica, spinge anche i giornali (e stiamo parlando del Corriere) a sintesi che danno un’idea di massima al lettore distratto ma che risultano ridicole per chi ha un minimo di conoscenza delle cose.

Mi immagino nei bar lodigiani i vecchi comunisti ridere al titolo del più autorevole giornale italiano. Guerini peraltro, nella sua roccaforte, è fotografato insieme a un altro “rosso”, Fabrizio Santantonio (nemmeno citato nella dida del Corriere) che con quasi 8mila preferenze entra in consiglio regionale. Il neoeletto pd nella “roccaforte rossa” è un ex Udr. Quando i miei studenti di giornalismo si chiedono perché i giornali vendono sempre meno copie, la risposta va individuata anche in questa superficialità che dovrebbe invece essere tipica del giornalismo televisivo. Se uno ha già visto il Tg ieri sera dovrebbe avere elementi di approfondimento maggiori, per scucire un euro e venti dalle tasche, penso io. Concludo sull’ultima parte del titolo questo “assalto del Carroccio” respinto. In provincia di Lodi lo scorso anno la Lega conquistò la presidenza a scapito del centro sinistra. Quest’anno alle comunali il candidato sconfitto era Pdl, non Lega. Quindi anche questa parte del titolo è errata. L’uomo forte del Carroccio lodigiano, Andrea Gibelli, andrà a fare il vice presidente di Formigoni, ma questa è un’altra storia. Su Lodi, al di là di roccaforti e assalti, la lezione che arriva è una sola. Vincono non i simboli, ma i candidati credibili. Punto. Il titolo giusto avrebbe dovuto essere: Lodi, la città bianca continua a preferire il centro-sinistra.

Ad maiora