Month: febbraio 2012

Venerdì a Milano doppia presentazione del libro “Ludwig”

Venerdì a Milano doppia presentazione del libro di Monica Zornetta “Ludwig, storia di fuoco, sangue e follia” (Dalai).

Alle 18 alla libreria 6 rosso (via Albertini 6, zona Paolo Sarpi)

Alle 20.30 alla libreria popolare di via Tadino 18. Col direttore del fattoquotidiano.it Peter Gomez.

In entrambe le presentazioni sarà presente l’autrice (e chi cura questo blog).

Questo la sintesi fatta dall’editore:

La storia della coppia di serial killer che uccise in Italia e in Germania chi non rispettava i loro folli criteri morali. Monica Zornetta, giornalista veneta, analizza e racconta la scia di omicidi che segnò la (fortunatamente) breve stagione del duo, fermato dopo l’incendio a una discoteca del mantovano.

I due, riconosciuti seminfermi di mente, sono stati condannati a ventisette anni di carcere. Abel ne sconta ventitré, Furlan sedici. La loro vicenda giudiziaria si è da poco conclusa ma molte domande sui moventi e sulle eventuali complicità sono rimaste senza risposta, ci obbligano a confrontarci con le verità contrapposte di un caso enigmatico e a interrogarci sul fragile confine tra «normalità» e follia.

 Questa la mia recensione:

https://andreariscassi.wordpress.com/2012/02/05/ludwig-assassini-nazisti-con-la-faccia-dangelo/

Vi aspetto!

Ad maiora

Sabato il direttore di Klub Radio Budapest a Milano

Mentre si attende si sapere cosa dirà il presidente ungherese Viktor Orban nel discorso che oggi farà alla nazione, ricordo l’iniziativa organizzata da Annaviva per sabato mattina.

Vi aspetto.

Ad maiora.

………………

NON DIMENTICHIAMOCI L’UNGHERIA!

SALVIAMO KLUB RADIO!!

Passata l’ondata di indignazione seguita all’introduzione, dal primo gennaio, della nuova costituzione, nazionalista e xenofoba, sembra essere calato il silenzio su quel che accade in Ungheria.

Eppure a Budapest si susseguono manifestazioni di protesta, ma anche di sostegno al governo Orban. Questi, seppur azzoppato da una crisi che non ha saputo gestire, prosegue le sue azioni per minare le giovani fondamenta della democrazia ungherese.

Uno dei diritti sotto attacco della destra ungherese è certo quello alla libertà di informazione.

Per questo l’associazione Annaviva (che l’11 gennaio ha organizzato un presidio di solidarietà davanti al consolato ungherese di Milano) ha deciso una nuova iniziativa per raccontare anche in Italia quel che accade e mantenere la pressione sul regime di Budapest.

Sabato 11 febbraio

ore 11

Ostello Bello di Milano (via Medici 4)

Ungheria, libertà di stampa a rischio. Non chiudete Klub Radio!

Partecipano:

Andras Arato, direttore Klub Radio Budapest Danilo de Biasio, direttore Radio popolare Milano

Modera:

Andrea Riscassi, giornalista Rai

Klub Radio è una nota radio indipendente di informazione di Budapest:

http://www.klubradio.hu/index.php?id=215

Ne è stata di fatto sancita la chiusura mettendone all’asta le frequenze e assegnandole a una radio commerciale.

Questo quel che succede: http://expost24.com/2012/01/28/londa-nera-spegne-klub-radio-budapest/

Questo il corteo di solidarietà con la radio, organizzato in Ungheria pochi giorni fa:

http://iphone.france24.com/en/20120122-hungary-protest-klub-radio-voice-media-viktor-orban-eu

Non mancate!

Fate sentire la vostra vicinanza ai democratici ungheresi!

Se il virus della battuta contagia anche il ministro Cancellieri

I vostri figli non sono vostri figli.
Essi sono figli e figlie della brama della Vita per la vita.
Essi vengono attraverso voi ma non per voi
E benché essi siano con voi, essi non appartengono a voi.
Voi potete dare loro il vostro amore, ma non i vostri pensieri, poiché essi hanno i propri pensieri.
Voi potete custodire i loro corpi, ma non le loro anime, poiché le loro anime dimorano nelle case di domani, che non potrete visitare, neppure in sogno.
Potete essere come loro, ma non cercare di farli simili a voi, poiché la vita procede e non si ferma a ieri.
Voi siete gli archi e i vostri figli frecce vive scoccate lontano, verso il futuro.
Khalil Gibran, Il Profeta

So che è un po’ uno spreco citare questo poeta libanese per una patetica diatriba politica italica.

Ma mi è venuta in mente questa poesia sui figli sentendo le battute del ministro Cancellieri che seguono quelle della Fornero e quelle di Monti. Senza dimenticare Martone. Tutti poi si scusano o dicono di essere stati fraintesi.

Ho già scritto qualche giorno fa sull’incapacità per questo governo di tecnici di comunicare.

Col passare del tempo, la fase quattro del governo si rivela quella delle battute. Per lo più sui giovani del paese.

Berlusconi, lasciando Palazzo Chigi deve avere lasciato il virus della frase scherzosa. Che non faceva ridere prima e lo fa ancor meno ora.

Si è passati dal sogno (anzi, miraggio) berlusconiano del milione di posti di lavoro a un governo che – de facto – passa il tempo a cercare di convincere i giovani a laurearsi in fretta e scappare all’estero.

Il ministro Cancellieri, ultima tra i battutisti, sostiene che i ragazzi italiani vogliono stare attaccati alle gonne di mamma e ai pantaloni di papà.

Ha presente vagamente cosa voglia dire vivere da precario?

Ha idea di come farebbero le giovani coppie a gestire i figli senza avere i nonni vicino a casa?

Come diceva giustamente Peter Gomez poco fa ad Agorà nessun giovane ambisce a restare in casa dei genitori se non vi è costretto da necessità.

La famiglia è peraltro la struttura che ha tenuto in piedi il paese in questi momenti di crisi. Ma forse, tra Prefetture e Viminale non se ne è accorta.

Chiudo con un altra citazione, di Giorgio La Pira. Che sembra scritta un milione di anni fa. Ma che dovrebbe essere l’l’obiettivo di chi governa questo paese.

Una famiglia deve avere una casa dove abitare, una fabbrica dove lavorare, una scuola dove crescere i figli, un ospedale dove curarsi e una chiesa dove pregare il proprio Dio.

Ad maiora

Budapest chiama Milano. Sabato Annaviva ospita il direttore di Klub Radio

Sabato a Milano, Annaviva tornerà a occuparsi della libertà di stampa in Ungheria. Dopo il presidio sotto il consolato ungherese di qualche giorno fa, questa volta daremo voce a un giornalista che guida una radio indipendente – Klub Radio – che il regime ha, con uno stratagemma, deciso di chiudere. Alle 11 all’Ostello bello.
Seguono i dettagli nel comunicato di Annaviva.

Ad maiora.

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NON DIMENTICHIAMOCI L’UNGHERIA!
SALVIAMO KLUB RADIO!!

Passata l’ondata di indignazione seguita all’introduzione, dal primo gennaio, della nuova costituzione, nazionalista e xenofoba, sembra essere calato il silenzio su quel che accade in Ungheria.
Eppure a Budapest si susseguono manifestazioni di protesta, ma anche di sostegno al governo Orban. Questi, seppur azzoppato da una crisi che non ha saputo gestire, prosegue le sue azioni per minare le giovani fondamenta della democrazia ungherese.
Uno dei diritti sotto attacco della destra ungherese è certo quello alla libertà di informazione.
Per questo l’associazione Annaviva (che l’11 gennaio ha organizzato un presidio di solidarietà davanti al consolato ungherese di Milano) ha deciso una nuova iniziativa per raccontare anche in Italia quel che accade e mantenere la pressione sul regime di Budapest.

Sabato 11 febbraio
ore 11
Ostello Bello di Milano (via Medici 4)
Ungheria, libertà di stampa a rischio. Non chiudete Klub Radio!

Partecipano:
Andras Arato, direttore Klub Radio Budapest
Danilo de Biasio, direttore Radio popolare Milano

Modera:
Andrea Riscassi, giornalista Rai

Klub Radio è una nota radio indipendente di informazione di Budapest:
http://www.klubradio.hu/index.php?id=215

Ne è stata di fatto sancita la chiusura mettendone all’asta le frequenze e assegnandole a una radio commerciale.

Questo quel che succede:
http://expost24.com/2012/01/28/londa-nera-spegne-klub-radio-budapest/

Questo il corteo di solidarietà con la radio, organizzato in Ungheria pochi giorni fa:
http://iphone.france24.com/en/20120122-hungary-protest-klub-radio-voice-media-viktor-orban-eu

Non mancate!
Fate sentire la vostra vicinanza ai democratici ungheresi!

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Ludwig, assassini nazisti con la faccia d’angelo

Di tempo ne è ormai passato. Ma l’inquietante storia di Ludwig non può essere dimenticata. Bene ha fatto Monica Zornetta a raccontare la storia della coppia di killer che tra gli anni Settanta e Ottanta si è macchiata di una serie di omicidi. Rivendicati con volantini scritti a caratteri runici e inneggianti al nazismo.
Nelle ultime pagine del libro “Ludwig: storia di fuoco, sangue e follia” (Dalai editore) la collega pubblica i sette volantini di rivendicazione che spiegano, più di mille discorsi, la follia umana.
Wolfgang Abel e Marco Furlan hanno finito di scontare la loro pena. La seminfermità mentale gli ha permesso di evitare l’ergastolo.
Abel, di origini tedesche, ha incontrato la collega che ha realizzato il libro. Ha ancora obblighi di legge e si ritiene una vittima delle rivalità nazionaliste tra Italia e Germania. Furlan (che ora vive a Milano) ha avuto varie riduzioni di pena e – salvo una comparsata, di spalle, alle Iene – sta cercando l’oblio. Peccato, perché di cose da spiegare ne avrebbe visto che qualcuno gli ha garantito anni di latitanza in Grecia.
Il libro della collega insinua il dubbio (che compare anche tra le righe delle sentenze giudiziarie) che l’organizzazione Ludwig andasse oltre i due serial killer, arrestati dopo l’incendio alla discoteca Melamara di Castiglione delle Stiviere (dove una delle prime giustificazioni mi ha ricordato una vecchia, surreale, canzone: “Con quell’atto non volevamo fare del male: ci volevamo divertire a vedere le reazioni della gente e volevamo vedere che emozioni si potevano provare”).
Almeno un terzo esponente sembra comunque presente in più di un caso di omicidio. Sempre dettato dalla follia di “ripulire” il modo dalle “impurità”. Per il quale Abel e Furlan verranno condannati a 27 anni di carcere.
Seguendo il processo, il compianto Guido Vergani scriveva: “Quando la barriera dei carabinieri si apre e le facce, la fissità, i modi dei due imputati vengono in primo piano, si pensa al macroscopico errore di Lombroso. Abel e Furlan rappresentano la più drastica smentita di quella teoria”.
Nel volume si analizza – anche grazie le perizie psichiatriche- l’amicizia esclusiva e morbosa tra i due serial killer, caso raro di coppia di assassini seriali.
Il sodalizio, come si scopre nelle ultime pagine, si è completamente dissolto. Come è d’altronde avvenuto per altre coppie di assassini (o presunti tali).
Dal 1987 Ludwig tace e non uccide più. Ma è interessante tornare a parlare di questo vicino passato.
Per questo presenteremo il volume di Monica Zornetta, venerdì 10 febbraio a Milano (città dove peraltro Ludwig diede fuoco a un cinema porno, uccidendo sei persone).

Alle 18 alla libreria 6rosso via Albertini 6 (zona Sarpi).
Alle 21 (con Peter Gomez direttore de ilfattoquotidiano.it) alla Libreria popolare di via Tadino 18.

Vi aspetto!!

Ad maiora.

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Monica Zornetta
Ludwig
Dalai editore
Milano, 2011
Pagg. 303
Euro 16,50

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