Month: gennaio 2011

Presidio per i berberi arrestati in Libia

Nei giorni scorsi la Libia ha arrestato per “spionaggio”: un ricercatore italiano, due giovani berberi della Libia, Mazigh e Madghis Buzakhar, e due ricercatori marocchini dell’IRCAM (Istituto Reale di Cultura Amazigh), Mahfoud Asmahri e Hassan Ramo.

Qualche settimana prima il cantante berbero Abdullah Ashini era stato condannato a 5 anni di prigione per avere cantato ad un festival della canzone berbera nelle Isole Canarie.

Il ricercatore italiano e i due ricercatori marocchini, protetti dalle rispettive diplomazie, sono ora liberi, dopo aver trascorso qualche settimana nelle prigioni di Gheddafi, ma i due fratelli libici, prelevati il 16 dicembre scorso da uomini della sicurezza interna in borghese, sono tuttora desaparecidos. Non si sa dove siano, in quali condizioni si trovino, e quali accuse siano state formulate contro di loro. Non si sa nemmeno se siano ancora in vita.

Di fronte a questi fatti, l’associazione Culturale Berbera osserva che “gli arresti extragiudiziali e la sistematica repressione di ogni manifestazione della lingua e della cultura berbera in Libia sono contrari alla dichiarazione dei diritti dell’uomo richiamata esplicitamente all’art. 6 del Trattato di amicizia, partenariato e cooperazione tra Italia e Libia”.

“Considerare attività spionistica ogni contatto tra italiani e libici – continua il comunicato – è contrario allo spirito di “amicizia, partenariato e cooperazione” del Trattato invita il Governo Italiano a intervenire presso il governo libico per richiedere il rilascio immediato dei fratelli Buzakhar e di tutti i berberi imprigionati in questa ondata di repressione della cultura berbera, se necessario minacciando di “congelare” l’applicazione del Trattato di amicizia, partenariato e cooperazione finché non saranno garantiti il rispetto dei diritti umani e delle libertà individuali in Libia”.

L’associazione invita la cittadinanza a un presidio per domattina, lunedì 17 gennaio, dalle 9 alle 12 davanti al Consolato Libico di Milano (Via Baracchini 7, traversa di via Larga).

Ad maiora

Protesta contro Snam a Sulmona

Una lettera contro il metanodotto Brindisi-Minerbio

Come scriveva una volta Repubblica (quando era Repubblica) riceviamo e volentieri pubblichiamo questa lettera del Comitato cittadini per l’ambiente di Sulmona che si batte contro la costruzione del metanodotto Brindisi-Minerbio.

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Gent.mo Dott. Riscassi,

ci presentiamo: siamo un movimento spontaneo di cittadini che da tre anni è impegnato in tematiche ambientali che riguardano la nostra Valle e la nostra città. L’esigenza di informare ed impegnarsi nasce da ripetuti tentativi di aggressione al nostro territorio da parte di insediamenti impattanti che nulla hanno a che vedere con la vocazione della nostra zona basato sull’agricoltura e il turismo essendo Sulmona città d’arte, all’interno di un sistema di Parchi e di borghi abruzzesi più belli d’Italia, di cui ben 7 in Valle Peligna; insediamenti che, sotto il profilo occupazionale, sono insignificanti o del tutto inesistenti.

Ci riferiamo, nello specifico, al progetto della Toto Group S.p.A. (circa 150 unità?) il cui intento era la realizzazione di un cementificio con annessa cava di 400 ettari nei pressi del cimitero (dove dovrebbe sorgere anche la centrale di compressione della Snam) e deposito di rottamazione di aerei e linee ferroviarie.

Hanno tentato di strumentalizzare gli operai e i disoccupati facendo leva sulla grave crisi economica ed occupazionale della nostra Valle, ma i cittadini hanno risposto in maniera netta, consapevoli dei gravi rischi per la salute grazie anche all’apporto di un documento sottoscritto da oltre 200 medici, biologi e veterinari del comprensorio e, in un animatissimo consiglio comunale aperto, abbiamo rispedito al mittente l’amministratore della Toto Group S.p.A. ed il suo devastante progetto che, per il momento, sembra scongiurato. Altra industria impattante è l’inceneritore per rifiuti ospedalieri (con una prospettiva occupazionale meno di 10 unità da localizzare alla periferia di Sulmona loc. Santa Rufina, zona ricca di acqua e sorgenti e dove è fiorente l’agricoltura anche di qualità come il nostro aglio rosso). La società proponente deve rifare la V.I.A. da capo.

Ma è il progetto della Snam Rete Gas, il metanodotto Brindisi-Minerbio e che lei ben conosce, che risulta essere per noi la battaglia più ardua anche se non ci arrendiamo, avendo come controparte, colossi economici come l’ENI.

Per noi è molto importante che la stampa nazionale si occupi di questo scempio che si intende realizzare lungo tutto l’Appennino centrale con tutti i suoi devastanti effetti sia sul piano ambientale che sismico. Vogliamo che chi ha il potere decisionale comprenda la necessità che il tracciato venga spostato al di fuori dell’Appennino!

Le saremo grati se in qualche modo vorrà aiutarci a portare il problema all’attenzione degli organi di informazione nazionali, stampa e tv perchè è di visibilità che abbiamo bisogno e con noi la città dell’Aquila, anch’essa interessata dal passaggio del gasdotto, con la quale stiamo collaborando da pochi mesi, nonostante il dramma ed i problemi per la ricostruzione.
La ringraziamo per la sua disponibilità e le inviamo i più cordiali saluti.

Comitato cittadini per l’ambiente di Sulmona

I 25 anni dell’Arci Ghezzi di Lodi

“ImpegnArci per il quartiere” è un piccolo volume curato dall’amico Andrea Ferrari che narra i venticinque anni del Circolo Arci Ghezzi di Lodi. Un circolo storico del capoluogo della Bassa, dal quale sono passate centinaia di persone che hanno voluto creare un luogo di ritrovo alternativo al bar o alla parrocchia.

L’idea di raccontare (anche attraverso fotografie) la vita di questo luogo aggregativo, nasce dopo l’attentato neofascista che nel 2008 rischia di mandare a fuoco non solo il circolo, ma anche il palazzo nel quale è ospitato. “Per miracolo o per segno del destino – scrive Andrea – i preziosi scatoloni nei quali era contenuta la storia dell’Arci Ghezzi non vengono lambiti dalle fiamme”.

Dagli incontri con i protagonisti della Resistenza o della lotta alla mafia ai mega tornei di briscola, dal ristorante (prima autogestito) alla squadra di calcio che va a giocare anche in carcere con i detenuti. Dalla solidarietà a Cuba e ai Balcani, alle presentazioni di libri. I 5 lustri del Ghezzi sono raccontati con passione e partecipazione. E con l’idea scrive Ferrari nella presentazione (mentre l’intro è affidata a Walter Veltroni) che “bisognerebbe tornare a condividere dei luoghi di socialità che allontanino da un mondo che appare troppe volte solo virtuale”.

Ad maiora.

Animali uniti contro l’uomo distruttore

Un cartone animato (tridimensionale) che è anche una denuncia dei cambiamenti climatici. Animals United al cinema dal 21 gennaio narra di una rivolta pacifica di tutti gli animali del mondo, stufi di come l’uomo stia rovinando l’ambiente.

Il gruppo eterogeneo, figlio di vari disastri ecologici, va dalla mangusta Billy all’orso polare Sushi, dal leone (vegetariano e filosofo) Socrate alle tartarughe Winston e Giorgina (protagoniste di un mitico comizio prima di passare a miglior vita).

Tutti insieme, dapprima liberano l’acqua imprigionata da un imprenditore senza scrupoli (che ospita un inutile meeting ambientale). Poi capiscono che il problema è a monte e decidono di invadere pacificamente New York per andare a scuotere il Palazzo di Vetro. A guidarli un gallo francese che incita alla rivolta e chiama tutti “compagni”.

I bambini con cui l’ho visto hanno dato voto al film un bel 10. Obiettivo riuscito visto che  la pellicola punta a sollecitare proprio la coscienza dei più piccoli (nel film una bambina si schiera con gli animali e non con le bestie).

Domenica 16 anteprima del film a Milano e Roma con incasso devoluto al progetto 20 Species for a Living Planet del Wwf.

Qui i dettagli: http://www.wwf.it/client/render.aspx?root=6381#anteprima

Ad maiora.

L’addio a Roberto Miglio

Roberto Miglio era una di quegli amici che non sentivo da tempo, ma che sapevi sempre che c’era.
Per me i contatti con lui non erano partiti dal rapporto giornalista/sindacalista dei vigili urbani di Milano. Lo avevo conosciuto prima, quando entrambi eravamo iscritti allo stesso partito (radicale, io “doppia tessera”, lui militante iper-attivo).
Poi ognuno di noi due aveva abbandonato la Politica per dedicarsi al lavoro. Coniugandolo, ognuno a modo suo, in maniera non tradizionale.
Lui forniva a noi cronisti molte notizie, molti spunti polemici su quel che il mitico Corpo dei “ghisa” avrebbe potuto e dovuto fare.
Ogni volta che ci incontravamo ci davamo improbabili appuntamenti per raccontarci il tutto. Spesso non rispettati, purtroppo.
Oggi Roberto e’ stato cremato al Cimitero di Lambrate.
A salutarlo, insieme ai parenti, esponenti politici (non ho visto nessun assessore, ma non indossavo gli occhiali) e giornalisti (frutto delle mille storie incrociate lungo il fiume della sua esistenza). Oltre a centinaia di vigili, in divisa o in borghese.
Ciao Roberto, che la terra ti sia lieve.