Statale di Milano

Pay Tv e ufficio stampa: le ragioni di un successo

Le novità apportate da Sky nel panorama televisivo italiano e il ruolo dell’ufficio stampa della Tv satellitare nell’ottenere l’evidente successo dei canali di Murdoch. Di questo si occupa la tesi di Anna Lisa Bongermino in discussione oggi alla Statale di Milano. Il lavoro parte raccontando l’evoluzione dell’elettrodomestico più amato dagli italiani. Arrivando fino allo sbarco dei canali del tycoon australiano nel nostro paese, con il successo ottenuto grazie al calcio (che si è adattato all’emittente, perdendo pubblico fisico) e consolidato dai restanti prodotti (Masterchef ma anche Sky Arte). La tesi analizza il ruolo dell’ufficio stampa di Sky Italia, con il quale la stessa candidata ha collaborato. E si conclude analizzando i metodi di persuasione verso i media e verso il pubblico.

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La cronaca nera nella giostra mediatica: il caso dell’isola del Giglio

Le notizie degli ultimi giorni (con il cedimento di uno dei cassoni che tengono a galla il relitto)  hanno riportato alla ribalta della cronaca il naufragio della Costa Concordia. Proprio la mediatizzazione di questo drammatico naufragio è al centro della tesi in discussione in queste ore alla Statale di Milano.

Raffaele Panfili parte dal passato raccontando il ruolo della cronaca nera nella stampa italiana per passare ad analizzare cosa sia diventata l’informazione nell’era dell’immagine. La spettacolarizzazione dell’affondamento della nave da crociera è al centro della tesi raccontando come il circo mediatico si sia concentrato su quanto accaduto. La focalizzazione ha trovato un perfetto capro espiatorio: il comandante Schettino, sostituito in queste ore da un altro personaggio su cui sembrano ricadere tutte le colpe del Paese: Gennaro ‘a carogna.

Un volta che il circo dei giornalisti ha tolto le tende non si ferma però  l’attenzione dell’opinione pubblica intorno al caso e scatta il cosiddetto “turismo dell’orrore”. La crescita dei giornalieri sui traghetti verso il Giglio testimonia come la tv abbia lo stesso ruolo delle lampadine per le falene notturne. Conta sola differenza che queste ultime non si fanno selfie con una nave affondata alle spalle.

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